Le tessere del tifoso sono ormai circa 800.000 e coinvolgono principalmente tifosi di squadre di serie A e B. Il Viminale ha convocato i rappresentanti di queste categorie per discutere delle necessarie modifiche da apportare alla tanto discussa tessera. La direzione intrapresa è quella di un cambiamento significativo all’utilizzo di queste tessere di fidelizzazione sportiva.

 

In primo luogo, la tessera del tifoso dovrebbe cambiare nome e non essere più associata alla campagna abbonamenti. Inoltre la futura tessera riveduta e corretta non determinerà più la possibilità di seguire la squadra in trasferta, per la quale il Viminale starebbe studiando appositi meccanismi.
Sebbene ci siano stati dei miglioramenti significativi rispetto al numero d’incidenti e ai costi di gestione della sicurezza delle trasferte, gli studi del Viminale hanno anche denotato che sempre meno persone sono coinvolte in Italia in viaggi e trasferimenti legati alle manifestazioni sportive.

 

La tessera ha suscitato forti polemiche e non poche perplessità negli ultimi anni soprattutto per quanto riguarda l’articolo 9 della legge Amato, che impedirebbe di ottenere la tessera in caso di condanne per reati inerenti lo sport (anche per le pene già scontate). La tessera ha inoltre creato dubbi circa la privacy sui dati forniti e ai sistemi bancari di erogazione e concessione. Il Viminale ha confermato la volontà di rimuovere questi ostacoli e dare alla tessera la giusta connotazione. Gran parte di questo provvedimento si era infatti ispirato al modello inglese di membership, ignorandone totalmente le caratteristiche.

 

La membership inglese che un tifoso acquisisce con il suo team è totalmente slegata dalla campagna abbonamenti e fornisce al proprietario reali ed evidenti vantaggi (dal diritto di prelazione a sconti per trasporti e gadget). Per non parlare della diversa proprietà degli stadi che in Inghilterra è totalmente affidata alle dirigenze dei club che organizzano il servizio d’ordine e tutti i servizi interni. Il modello inglese è dunque inscritto in una realtà giuridica e sociale totalmente slegata da quella italiana che ha sì riempito gli spalti e diminuito gli incidenti interni allo stadio, ma non è stato assolutamente in grado di arginare la violenza legata al mondo del calcio e al fenomeno degli hooligans.

M.S.

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Giornalista pubblicista, da sempre tifoso azzurro è tra i fondatori di Pianetaempoli.it sul quale scrive ininterrottamente dal 2008. Per PE, oltre all'attività quotidiana, si occupa principalmente delle interviste post gara da tutta Italia. E' stato speaker ufficiale dell'Empoli FC per 5 stagioni.

2 Commenti

  1. Speriamo.
    Se la tolgono torno finalmente a fare l’abbonamento.
    Anche perchè trovare il tempo per andare a prendere il biglietto (alle 19.00 chiudono il collegamneto) non è sempre cosa semplice.

    La violenza si argina con l’educazione.

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