di Gabriele Guastella

 

Qualche giorno fa la bella notizia: allo stadio Carlo Castellani di Empoli, dopo quasi dieci anni, torna a giocare la Nazionale Under 21, e la sfida è da gran richiamo. In campo due “profonde” scuole del calcio: Italia-Inghilterra, la partita-madre del football. L’Italia del calcio storico e di quello moderno, l’Inghilterra che, rivedendo il calcio storico, ha inventato quello nostrano.

Che bello: proprio Italia-Inghilterra ad Empoli, nello stadio dove negli ultimi anni sono nati, cresciuti e maturati decine di piccoli campioncini: da Montella a Galante, da Bresciano a Marchionni, da Baiano a Di Natale, da Maccarone e a Rocchi… e la lista rischierebbe di riempire una pagina intera.

 

In un momento in cui il “Castellani” presenta molti spazi vuoti, dove quando si gioca predomina l’azzurro dei seggiolini rimasti senza spettatore, ci si immagina finalmente una cornice di pubblico da far rievocare i momenti magici. Ci immaginiamo i riflettori accesi, il clima di festa, e la vista di Tribuna e Maratona gremiti di sportivi festanti; famiglie intere per assistere ad un evento: penso ad iniziative e promozioni, penso anche a tanti sportivi che invadono la nostra città portando movimento e lavoro a tanti locali, bar, ristoranti, pub. Invece…

 

Invece arriva la doccia fredda. Italia-Inghilterra si gioca alle 15 di pomeriggio di un giorno di… lavoro!

L’ennesima occasione persa: si parla di riavvicinare questo sport alle famiglie, di renderlo più semplice, più simpatico, parole, parole e solo parole, bla bla bla… direbbe qualcuno. E quel qualcuno ha ragione, perchè giocare una partita così ad un orario così assurdo è talmente inutile che preferirei che qualcuno mi dicesse che questa partita non viene più giocata. Il calcio, almeno un tempo, era considerato uno spettacolo tanto quanto un film al cinema, o una recita al teatro. I calciatori venivano considerati uomini di spettacolo quanto un attore sia di film, sia di teatro.

 

Oggi vengono considerati questo solo per la loro collocazione sociale, in realtà non è più così.

Un esempio? In questi giorni il film di “Checco” Zalone (aggiungo: divertentissimo!) sta stracciando la concorrenza in ogni cinema italiano. Per far ciò è necessario che le proiezioni dei film siano programmate per orari accessibili a chi ha voglia di assistere allo spettacolo. Immaginiamoci le proiezioni dei film solo in orario di lavoro… sarebbe assurdo e di sicuro verrebbe voglia di attendere l’uscita del dvd, tra qualche mese. Non è così?

Il calcio oggi è sempre uno spettacolo, ma solo per collocazione sociale, perchè di spettacolare c’è rimasto davvero poco… poi qualcuno si lamenti se quel pomeriggio per Italia-Inghilterra (Under 21), ci saranno 22 giocatori in campo e tanti seggiolini vuoti sugli spalti. Un uomo di teatro salendo sul palco e vedendo tanto “vuoto” di sicuro, si metterebbe a piangere…

 

Forse oggi un uomo di calcio da questa cosa non viene toccato. Ma domani chissà!

 

4 Commenti

  1. pienamente daccordo con quanto aferma il guastella… quoto in pieno! Se davvero è cosi che si gioca alle 3 di pomeriggio io e la mia ragazza non ci siamo, e si lavora!!!!

  2. Più che un’amichevole “omaggio” ai 90 anni azzurri, pare una beffa. Ma chi ci viene allo stadio in orario di lavoro? Non si può proprio far pressione su nessuno per ottenere un orario più decente, dato che cmq mancano più di 3 settimane dal match? Sempre che non si sconvolgano i “preziosi” palinsesti televisivi…

  3. quando non alle società non gli arriverà più un cxxxo, e scusate la parola, degli incassi dal pubblico, vedrai come si sentiranno toccati!

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