Altri Mondi TV | Lo show di Benigni al Parlamento Europeo

Altri Mondi TV | Lo show di Benigni al Parlamento Europeo

A Bruxelles l’attore toscano si esibisce in una Lectura Dantis per celebrare il 150esimo dell’Unità d’Italia. Non mancano i richiami all’attualità e l’ironia sulla caduta del governo Berlusconi. Il video   Video-Fonte: MegaDaxio (Canale Web YouTube)   Dall’Inferno di Dante alla cad

A Bruxelles l’attore toscano si esibisce in una Lectura Dantis per celebrare il 150esimo dell’Unità d’Italia. Non mancano i richiami all’attualità e l’ironia sulla caduta del governo Berlusconi. Il video

 

Video-Fonte: MegaDaxio (Canale Web YouTube)

 

Dall’Inferno di Dante alla caduta del governo Berlusconi. Nell’emiciclo del Parlamento Europeo, ieri sera Roberto Begnigni non si è fatto mancare nulla. L’attore toscano, protagonista, nell’ambito delle celebrazioni dell’150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, di un evento sulla lingua italiana, si è dilettato in una “Lectura Dantis” infarcita di richiami all’attualità.

«Viva l’Italia» è il grido, pronunciato in italiano, francese e fiammingo, con il quale Benigni entra in scena. L’attore si scusa per l’ingessatura al piede sinistro, approfittandone per ironizzare sulla crisi politica italiana e sulle dimissioni di Silvio Berlusconi: «Mi è venuto addosso una persona in Italia che ha deciso di fare un passo indietro». Il premio Oscar cita quindi «lo strepitoso modello belga», quello di un Paese senza governo da quasi un anno e mezzo, dove però tutto sembra funzionare perfettamente. Ma l’excursus all’estero dura poco, Benigni torna presto in Italia, «il Paese della resurrezione, del miracolo permanente». Un Paese «sanissimo, meravigliosamente sano, che ne ha passate tante», ma che ha ora l’occasione di vivere «un momento straordinario, perché la speranza si manifesta nella disperazione compiuta». Benigni cita quindi alcune delle eccellenze, delle invenzioni, degli artisti che nei secoli hanno fatto grande l’Italia, «un caso raro di nazione nata prima dello stato». Cita naturalmente Dante del quale legge il 26esimo Canto dell’Inferno. Tra la lettura delle terzine e le loro parafrasi, l’attore rievoca la grandezza della nazione italiana, della sua cultura e della sua lingua. Al termine, a Bruxelles, è una standing ovation per Dante, per la lingua italiane e per Benigni.

 

Fonte: Business People

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