Caso Maxwell – Inchiesta FIFA…tutto falso

Caso Maxwell – Inchiesta FIFA…tutto falso

IL BRASILIANO FU TESSERATO DALL’EMPOLI NEL 2006   Tutto chiarito in merito alla notizia che voleva un’indagine sull’ex calciatore di Empoli e Inter Maxwell da parte della FIFA. La notizia era apparsa su tuttomercatoweb.it nei giorni scorsi e ne avevamo riportato solo un breve stralcio convinti

IL BRASILIANO FU TESSERATO DALL’EMPOLI NEL 2006

 

Tutto chiarito in merito alla notizia che voleva un’indagine sull’ex calciatore di Empoli e Inter Maxwell da parte della FIFA. La notizia era apparsa su tuttomercatoweb.it nei giorni scorsi e ne avevamo riportato solo un breve stralcio convinti che si fosse trattato di un clamoroso abbaglio da parte del giornalista.

Oggi ne abbiamo avuto conferma.

Vi riportiamo di seguito la nota con cui la redazione di tmw.com prontamente smentisce la notizia di un’indagine da parte della FIFA e le dovute scuse a tutti.

 

In riferimento all’articolo “Caso Maxwell: al Barça è extracomunitario, all’Inter era comunitario. La FIFA indaga…” a firma di Matteo Culotta del sito Tuttojuve.com e apparso sul canale Juventus di Tuttomercato in data 20 Agosto 2010, ci teniamo a sottolineare che il signor Maxwell Scherrer Cabelino Andrade è cittadino brasiliano e come tale ha sempre e solamente avuto un passaporto brasiliano. Egli non ha mai avuto né tanto meno preteso di avere cittadinanza olandese, come riportato erroneamente nell’articolo in questione.

Non esiste neppure alcun tentativo di aggirare le norme federali che regolano il tesseramento dei calciatori extracomunitari, posto che il signor Maxwell fu regolarmente tesserato dall’Empoli e poi solo successivamente trasferito all’Inter nel pieno rispetto delle norme vigenti.

Infine, relativamente all’ipotizzata inchiesta Fifa su questo “caso”, si tratta di una notizia priva di fondamento. Anche sulla base di nostre verifiche dirette, possiamo confermare che non esiste alcuna indagine in corso. Il signor Maxwell e il signor Carmine Raiola non sono mai stati convocati o sentiti dalla FIFA in merito a questa vicenda, come ci ha confermato anche il loro legale di fiducia, l’avvocato Vittorio Rigo.

Ci scusiamo con i nostri lettori ed i diretti interessati per gli inconvenienti causati dall’errore e per la leggerezza nella pubblicazione di tale articolo.

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