Europei 2012 | Italia seconda, il massimo che si poteva fare (adesso)

Europei 2012 | Italia seconda, il massimo che si poteva fare (adesso)

Di Gabriele Guastella . Con un comunicato della redazione di PE circa un mese fa avevamo deciso, e abbiamo rispettato questa decisione per tutto il mese, di non scrivere niente in merito all’Europeo di calcio 2012 che si è svolto in Ucraina e Polonia. I motivi sono noti a molti: l’uccisione di oltr

Di Gabriele Guastella

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Diamanti e Di Natale con la maglia della nazionale italianaCon un comunicato della redazione di PE circa un mese fa avevamo deciso, e abbiamo rispettato questa decisione per tutto il mese, di non scrivere niente in merito all’Europeo di calcio 2012 che si è svolto in Ucraina e Polonia. I motivi sono noti a molti: l’uccisione di oltre mezzo milione di cani randagi in terra ucraina, tra l’altro con mezzi barbari e ignobili. Una presa di posizione la nostra, perchè per una manifestazione di calcio, pur importante che sia, l’uomo non deve farsi prendere da queste follie; ci sono modi e modi per risolvere una problematica di un paese. Crediamo non sia questo il modo giusto o migliore: uccidere.

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Detto questo. Ovviamente non perchè non abbiamo scritto niente non abbiamo seguito con particolare interesse la manifestazione. Anzi, abbiamo avuto più di un motivo. Innanzitutto volevamo vedere come si sarebbe comportato il progetto-Prandelli ad una fase finale, anche perchè a mister Prandelli va dato atto di aver preso decisioni importanti in merito a coloro che daranno vita ad un nuovo ciclo della nostra nazionale, dopo quello vincente di Lippi nel Mondiale 2006.

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E poi c’erano cinque ex calciatori dell’Empoli, con la punta di diamante rappresentata da Antonio Di Natale, cresciuto nel vivaio azzurro e che è residente nella nostra città, e più precisamente nella zona di Ponzano.

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ABBIAMO FATTO IL MASSIMO CHE POTEVAMO – Siamo arrivati secondi, secondi dietro alla fortissima Spagna. Per noi, vista la situazione che sta vivendo il nostro calcio attualmente è il massimo che potevamo fare. Siamo riusciti a qualificarci (senza perdere!) da un girone complicato dove era presente la Spagna, la Croazia e l’Irlanda del Trap. Abbiamo dato lezione di calcio all’Inghilterra (nei quarti) e alla Germania (in semifinale). Siamo stati l’unica squadra ad aver segnato un gol alla Spagna (rete di Di Natale nella prima giornata d’Europeo, ndr). Peccato solo per com’è finita la finale; perdere ci stava, perdere 4-0 è troppo umiliante per il nostro blasone. Speriamo di rifarci in futuro, magari proprio contro la Spagna, tra qualche anno… chissà, magari a qualche altro appuntamento importante.

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GIU’ IL CAPPELLO DAVANTI ALLA SPAGNA, MA NOI… – Giù il cappello davanti alla Spagna dei record, prima squadra nella storia del calcio a calare una magica triplete: vittoria dell’Europeo (2008), di un Mondiale (2010), e di un nuovo Europeo (2012), mai nessuno c’era riuscito prima. Adesso gli spagnoli vogliono esagerare cercando il poker nel Mondiale 2014. La Spagna ha dimostrato che per essere vincenti si deve coltivare il proprio orticello, si deve credere nei prodotti del proprio settore giovanile. Insomma non dobbiamo avere paura di credere in un talento a 18-19 anni, quello che forse in Italia viene a mancare adesso. Il coraggio di crederci. Si preferisce a 15-16 anni con i nostri settori giovanili andare ad investire in altri paesi del mondo, e ci dimentichiamo che così la nostra nazionale rischierà il declino, un declino inesorabile verso il basso. Forse è proprio questo il progetto di Prandelli. Far ricredere le società, fargli capire che nei nostri campi di calcio del settore giovanile i talenti italiani ci sono… eccome se ci sono. Basta dargli fiducia, creargli spazio, farli crescere, coltivarli, come ha fatto la Spagna una quindicina di anni fa, e adesso sta raccogliendo i meritati risultati del proprio lavoro.

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LA FINALE: POTEVAMO FARE DI PIU’? – Forse, forse si poteva fare di più. Forse, perchè la Spagna si è dimostrata squadra (si badi bene squadra, non singoli giocatori… quelli li abbiamo anche noi!) più forte. Più unita, un progetto già formato da qualche anno, e che adesso sta vivendo il culmine del proprio successo, il massimo della propria espressione. Forse potevamo evitare lo 0-4, magari dando respiro a chi aveva giocato sempre nelle ultime estenuanti partite contro Inghilterra e Germania. Chiellini non era fisicamente pronto e il primo gol subito ne ha messo a nudo tutta la cruda realtà. Lui stesso ha chiesto il cambio, resosi conto di essere in condizioni non presentabili. Poi l’inserimento di Thiago Motta e il mezzo acciacco di Balzaretti nel finale hanno fatto tutto il resto. Forse Di Natale (l’unico ad aver fatto gol alla Spagna in questo Europeo, ndr) meritava maggiori attenzioni. Forse potevamo partitre con una formazione diversa dal primo minuto. Forse, chissà. E’ certo adesso che resteremo con il dubbio… ma con la certezza di aver fatto il massimo in questa condizione, arrivare secondi dietro alla squadra più forte del Mondo: la Spagna.

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IL BILANCIO DEGLI EX EMPOLI ALL’EUROPEO – Erano davvero in tanti gli ex Empoli impegnati in questo europeo 2012. A cominciare la punta di diamante del nostro settore giovanile: Antonio “Totò” Di Natale. Per Di Natale un Europeo certamente positivo. Ha segnato l’unico gol subito dalla Spagna. Contro la Croazia è stato autore di una fantastica azione con tiro da posizione angolatissima di esterno con salvataggio sulla linea che se il pallone fosse entrato sarebbe diventato di diritto uno dei gol più belli della storia della Nazionale italiana. Quando è sceso in campo è quasi sempre entrato nel vivo del gioco della squadra. Bravo “Totò”, orgoglio di Empoli.

Marchisio e Giovinco sono passati da Empoli nella stagione 2007-2008, con l’Empoli in Serie A, prodotti del vivaio juventino. Che entrambi i giocatori avrebbero avuto un futuro roseo e da nazionale lo si era capito fin da subito. In questo europeo Marchisio ha dimotrato di avere eccelse qualità tecnico-tattiche e di potersela giocare nel palcoscenico internazionale. Deve crescere, questo è ovvio, ma siamo sicuri che ci riuscirà. Giovinco invece ha avuto pochissime chanches, ma siamo sicuri che Prandelli per i prossimi Mondiali del 2014 punterà forte anche su di lui.

Abate è stata una lieta sorpresa dell’Europeo. Ad Empoli arrivò nell’estate del 2007 in punta di piedi. Partì così così ma poi fu una continua ascesa tanto che il Milan decise di riscattarne la comproprietà e di puntare forte su di lui. Con i rossoneri, il figlio d’arte, ha vinto alcuni trofei e il tricolore, con la Nazionale è vicecampione d’Europa. Qualche mese fa, intervistato da alcuni colleghi per un sito specializzato esclamò che “Empoli è stata l’esperienza che mi ha fatto fare il salto di qualità”. Grazie… e bravo Ignazio.

Infine Diamanti. Rimarrà anche il suo Europeo, perchè Alessandro in questa competizione si è messo in luce positivamente, e non poco. L’Empoli mise gli occhi su di lui undici anni fa, quando lui, giovanissimo, giocava nelle giovanili del Prato. Fece alcune apparizioni con la Primavera, zero presenze con la prima squadra azzurra (in Serie B) nella stagione 2001/02, quella che poi vide l’Empoli di Silvio Baldini promosso in Serie A. Per Diamanti, che poi andò a Fucecchio in Serie D, di nuovo a Prato, e quindi a Livorno, Brescia e Bologna, l’esperienza di Empoli è servita per crescere ulteriormente. Siamo contenti per lui, e noi perchè è sui il rigore contro l’Inghilterra che ci ha spalancato le porte alla semifinale, poi vinta, contro la Germania.

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