Indiscussa ed indimenticata bandiera del recente passato azzurro, Antonio Buscè oggi è un giocatore del Bologna. Con i rossoblù è alla sua seconda stagione dopo esservi arrivato nel mercato di gennaio dello scorso campionato, iniziato non bene con la Reggina. Lo abbiamo interpellato per un commento sul momento della sua ex squadra.

 

Antonio sappiamo che segui sempre l’Empoli, un amore che non è terminato con la tua partenza dalla città?

 

Empoli ha fatto parte, e fa tutt’ora parte della mia vita. Il rapporto tra me e la città è l'indimenticata maglia numero 24inossidabile, sono legato a tante persone ed ovviamente anche alla squadra, mi posso tranquillamente definire un tifoso azzurro. Aver lasciato Empoli da calciatore non vuol dire che qualcosa sia sia spezzato, era giusto cosi per tutti. Ma un conto è il calciatore un conto è l’uomo

 

E allora immaginiamo che tu stia anche seguendo le vicende di questo nuovo Empoli in campionato?

 

Se non siamo in viaggio con la squadra vedo sempre la partita e mi accendo come un tifoso. Sono contento per la bella partenza, credo che questo ringiovanimento della rosa abbia giovato a tutto l’ambiente che indiscutibilmente doveva cambiare registro dopo un ciclo bello ma terminato.”

 

Cosa te ne pare di questa squadra guidata da un tecnico emergente come Aglietti?

 

Mi sembra un bel gruppo ben messo in campo. La formazione è ben assortita, ci sono giocatori di valore in ogni reparto, anche se qualcuno ancora non è al top della forma. Se Aglietti riuscirà a limare alcune lacune, soprattutto mentali, emerse la scorsa stagione, potrà fare un campionato ben migliore della spicciola salvezza dichiarata.”

 

C’è un giocatore dell’attuale rosa che è stato, con le dovute proporzioni, paragonato a te: Nardini. Che ne pensi?

 

E’ un bel cavallo. Mi piace e credo che alcuni paragoni non siano sprecati. Anche lui è arrivato ad Empoli non giovanissimo, gli auguro tutta la fortuna che in azzurro ho avuto io.”

 

Antonio a breve compirai 35 anni, come vedi il tuo futuro?

 

Spero di giocare ancora un po’, almeno fin quando il fisico mi permetterà di fare certe cose. Poi vedremo, certo mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio e mi piacerebbe molto poter insegnare ai bambini. Ancora comunque c’è tempo.”

 

Al. Coc.

 

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