“Offerte serie e concrete non ne sono arrivate, perciò a 32 anni ho deciso di fare una scelta di vita e avvicinarmi a casa pensando alla famiglia”. L’ex Empoli Andrea Cristiano, azzurro poche stagioni fa in Serie B, giocherà per la prima volta in Serie D e indosserà la maglia dei toscani del GhiviBorgo, formazione inserita nel girone E che quest’anno è stato denominato ToscoLigure per la presenza di formazioni del granducato e della Liguria. In carriera oltre 250 presenze tra i cadetti con le maglie di AlbinoLeffe, Ascoli, appunto l’Empoli, Pro Vercelli e Varese per l’esterno sinistro, che ha scelto di cambiare vita anche a causa di alcuni malcostumi che attanagliano il nostro calcio.

 Come mai questa decisione?
“Mi reputo un professionista e non era più possibile continuare a farlo in Lega Pro (Serie C), perciò continuerò da appassionato per ritrovare il gusto di giocare a calcio. Quella passione che negli ultimi due anni mi é un po’ andata via dopo le ultime esperienze…”.
  Andrea Cristiano in allenamento con l’Empoli nel 2012/13

Cosa le ha soffocato la passione per il pallone?

“Sono rimasto scottato dalla vicenda di Varese dell’anno scorso, dove ci hanno preso in giro. Ci siamo spalmati lo stipendio, rinunciando a parecchi soldi perché ci avevano garantito che sarebbe servito per l’iscrizione. Invece la società in estate è stata ceduta a dei soggetti sconosciuti stranieri e alla fine non si è iscritta. Siamo rimasti tutti in mezzo a una strada, perdendo un mucchio di soldi. In B e Lega Pro non si guadagnano grosse cifre e quando per mesi non ricevi lo stipendio le difficoltà quotidiane delle famiglie sono reali”.
Soprattutto in Lega Pro assistiamo ogni estate a vicende del genere.
“Purtroppo sta diventando una abitudine. Storie simili che si ripetono  ogni anno. Tolte le 7-8 big che puntano a vincere, in Lega Pro il livello tecnico si è abbassato molto. Ormai non c’è differenza con la D nè dal punto di vista economico nè di competitività”.
Come spiega questo calo della terza serie?
“Semplice, il livello tecnico si è impoverito. Non si sceglie più un giocatore perché è forte e ha determinate qualità, ma per altri motivi…”.
A cose allude?
“Gente che viene con lo sponsor per essere ingaggiata oppure presa perché qualcuno deve un favore a qualcun altro. Si va avanti per raccomandazioni e non per capacità”.
Da alcuni anni queste voci si rincorrono sempre più insistentemente.
“Non c’è piú meritocrazia. Il mio è uno sfogo: non è che pretendessi chissà cosa, ma neanche una chiamata dopo 250 partite in B e otto mesi l’anno scorso alla Lupa Roma in terza serie mi hanno ferito. Potevo ancora essere utile a qualche squadra”.
Per il futuro che progetti ha?
“Con mia moglie Costanza avrei preferito impostare e fare questa scelta fra un paio d’anni. A 32 anni pensavo di avere ancora 3-4 anni di carriera davanti. Non ho dormito per diversi giorni prima di fare questa scelta. Mi piacerebbe aprire insieme a lei una attività lavorativa. Mia moglie ama gli animali, io sono più propenso a un negozio di sneakers sportive. Sono la mia passione”.

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