Massimo Maccarone: “Empoli è casa mia”

Massimo Maccarone: “Empoli è casa mia”

Massimo Maccarone ha raccontato il suo momento positivo, dopo un 2011 davvero negativo non solo dal punto di vista calcistico. Lo ha fatto in una bella intervista raccolata, niente poco di meno che da “La Gazzetta dello Sport”.   Ti devi riprendere da un momento di difficoltà? Vai in Tosc

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Massimo Maccarone ha raccontato il suo momento positivo, dopo un 2011 davvero negativo non solo dal punto di vista calcistico. Lo ha fatto in una bella intervista raccolata, niente poco di meno che da “La Gazzetta dello Sport“.   Ti devi riprendere da un momento di difficoltà? Vai in Toscana: le terme, il mare, le colline, la buona cucina, c’è tutto per rimetterti in sesto. E se sei un calciatore, devi andare agiocare nell’Empoli. «Perché è una piazza tranquilla, senza pressioni. Per me era l’ideale e qui ho deciso di restare a vivere con la mia famiglia».   Lo spiega Massimo Maccarone, novarese con moglie di Avellino, messo alla porta dalla Sampdoria dopo un anno terribile, in campo e fuori; tornato a gennaio a Empoli, da dove nel 2002 prese il volo per la Premier League, ha ripreso come ai tempi belli: 9 presenze e 3 gol da 7 punti, l’ultimo sabato al Toro. Le mazzate «E’ presto per direche sono rinato… Sto trovando la forma, non sono ancora al 100%: sono stato fermo troppo e qui ho avuto un piccolo stiramento. Mi serve continuità. Di sicuro sto meglio di testa e questa è la cosa più importante ».   Eh sì, perché quel 2011 Big Mac non lo dimenticherà. Prima la retrocessione della Sampdoria, poi la morte del padre dopo una lunga malattia: due mazzate che avrebbero steso chiunque. «A Genova ci sono stati problemi e anche demeriti: mi è dispiaciuto. Quello di mio padre è un dolore che non si può descrivere: mi sonotenuto dentro quello che ho passato in quei mesi, non lo manifestavo e soffrivo».   Fuori squadra La retrocessione amaggio, la morte del padre a luglio.Ma il 2011 non era finito: «La battaglia di mio padre mi ha rafforzato, ho visto come ha lottato lui e ho lottato anch’io per riportare la Samp in A. Mi sono messo d’impegno, non ho nulla da rimproverarmi, ma la società ha ritenuto che il problema fossi io e mi ha messo fuori squadra. C’era accanimento verso di me, fischiavano solo me, ma io non sono retrocesso da solo. Io volevo riscattarmi, ma non sono stato aiutato. Sarei rimasto a lottare (3 gol in 11 gare fino a gennaio, ndr), volevo riportare la Samp in A, ma niente: quando mi ha chiamato il presidente Corsi dell’Empoli, non ciho pensato due volte e sono venuto qui. Sono in prestito, a luglio torno a Genova: se non mi vorranno, vedremo».   Le lezioni Intanto c’è l’Empoli da salvare: «Ci siamo tirati su: abbiamo qualche scontro diretto, ma c’è fiducia. Ho ritrovato una serie B più dura e incerta: non c’è differenza tra il Toro primo e noi che siamo in fondo, almeno dopo la partita di sabato. L’arrivo di Aglietti ci ha dato una bella scossa, ha anche lui una gran voglia di riscatto ».   Maccarone, guardandosi indietro, fa tesoro di certe lezioni: «Al Middlesbrough, appena mi hanno messo in discussione, ho mollato: non ero abituato a stare fuori,ma facendo così ho dato ragione all’allenatore. Invece adesso è la prima cosa che spiego ai miei compagni più giovani: se stai fuori, devi dimostrare in allenamento che meriti di giocare. Bisogna lottare, nessuno ti regalanulla, nel calcio e nella vita. Io l’ho capito sulla mia pelle»    

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