Con Gigi Cagni…il grande ex di turno

Con Gigi Cagni…il grande ex di turno

A metà della settimana che porterà al match di Vicenza, abbiamo contattato il tecnico vicentino, Gigi Cagni, che per la prima volta da ex incrocerà l’Empoli con cui assieme a scritto la storia del club azzurro. Cagni lo ricordiamo è stato in sella alla panchina azzurra dal 20 gennaio 2006 al 2

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A metà della settimana che porterà al match di Vicenza, abbiamo contattato il tecnico vicentino, Gigi Cagni, che per la prima volta da ex incrocerà l’Empoli con cui assieme a scritto la storia del club azzurro. Cagni lo ricordiamo è stato in sella alla panchina azzurra dal 20 gennaio 2006 al 20 maggio 2008, con in mezzo alcuni mesi di esonero a cui gli subentrò Malesani.   Mister buongiorno. Partiamo da quelle che possono essere le emozioni nel giocare contro l’Empoli, squadra con cui, credo di non sbagliarmi, ha toccato l’apice della sua carriera facendo toccare a sua volta il paradiso agli empolesi: Ogni esperienza ha i suoi lati alti ed i suoi lati bassi. Ad Empoli ho vissuto anni bellissimi, da uomo e da professionista. I risultati che abbiamo raggiunto sono sotto gli occhi di tutti e resteranno scritti in maniera indelebile. Abbiamo fatto bene perché c’era una grande sinergia ad ogni livello, un allenatore da solo non può niente se intorno a lui non ci sono determinate componenti. Sicuramente ho dato dato ma altrettanto sicuramente ho ricevuto tanto. L’apice? Sarebbe riduttivo parlare di quegli anni, di quell’esperienza solo in termini numerici. Non posso però negare che mi emoziona, che mi fa piacere, sapere di aver contribuito a scrivere la storia del club azzurro. Per quanto riguarda le emozioni, credo che quelle vere, quelle da brividi, ci potranno essere al ritorno ad Empoli, sarà comunque molto felice di riabbracciare tante persone che sono nel mio cuore.”   Posso però chiederle mister di dirmi qual è il ricordo, la fotografia, che maggiormente porta dentro di se di quell’esperienza: Impossibile fare una catalogazione ed una classifica. Posso dirti, come ho già avuto modo di fare riparlando in questi giorni di quei tempi, che la salvezza raggiunta il primo anno, quando subentri in corsa, fu per me come uno scudetto. Non fu facile prendere in mano quella squadra ma giorno dopo giorno vedevo che si stava creando qualcosa e nonostante le diverse difficoltà riuscimmo a tagliare un traguardo che sembrava all’inizio davvero difficile. Credo in quella stagione, in quelle circostanze di averci messo qualcosa di mio, qualcosa che ha dato determinati frutti. L’anno successivo, per capirci meglio, quello della qualificazione Uefa, la squadra giocava da sola. Una fotografia sicuramente è il fischio finale della gara con l’Inter nella stagione della salvezza, con i ragazzi a farmi il bagno per la gioia.”   Questa estate, quando ci siamo sentiti, lei era senza squadra e ci raccontava proprio di un colloquio con il Vicenza che poi però scelse Baldini. Era evidentemente destino che lei finisse li? Molto probabilmente si. Con la società biancorossa erano state fatte delle valutazioni ed io avevo già dato la disponibilità per prendere in mano la squadra. L’occasione è arrivata qualche mese più tardi. Dispiace sempre subentrare ad un collega esonerato, ma questo è il calcio.”   Un Vicenza che sembra davvero aver ben metabolizzato la cura Cagni? Abbiamo iniziato un lavoro dove ho chiesto il massimo da parte di tutti. La strada è esternamente lunga e per niente facile ma sono contento di come il gruppo ha risposto sia in termini di attenzione e dedizione al lavoro quotidiano, sia per come anche determinati risultati siano stati portati a casa.  A volte, basta un pizzico di serenità in più per lavorare in una certa maniera.”   Sempre nel corso dell’intervista che le facemmo in estate, lei fece molti complimenti ad Aglietti. Adesso sulla panchina azzurra siede un altro allenatore (in mezzo c’è stato Pillon). A cosa implica la débâcle iniziale azzurra, che forse ha anche qualche parallelismo con quella vicentina? Quando non sei nello spogliatoio non puoi giudicare i perché ed i percome di determinate situazione. Di certo quando parti con grandi ambizioni ed alla prima curva vai fuori, non è semplice rimettersi in carreggiata, anche perché iniziano a venire meno alcune convinzioni. Non so se questo è quello capitato all’Empoli e che poi si è ripercosso su Alfredo. Per quanto riguarda Aglietti resto dell’opinione che sia un tecnico molto preparato e bravo, questa cicatrice gli servirà per crescere ancora di più e sono convinto che presto riavrà le sue chance. L’Empoli sembra che piano piano stia uscendo dal guscio, se riusciranno anche loro a trovare quella serinità che prima citavo, potranno ancora recitare un ruolo non da comparsa in questo campionato, non tutti si possono permettere gente come Tavano, Coralli, Stovini, Valdifiori e tanti altri ottimi giocatori.”   Per chiudere, veniamo al presente, o meglio al futuro prossimo. Sabato si gioca Vicenza-Empoli: che partità sarà? Intanto noi abbiamo alcune defezioni che speriamo di poter recuperare per sabato. So che anche gli azzurri contano qualche giocatore ai box, tra cui Tavano che però, per il bene della partita spero sia in campo. Le due squadre sono in netta crescita ed hanno voglia di continuare a camminare sulla strada intrapresa. Sono convinto che uscirà un bell’incontro dove tutte e le due formazioni vorranno portare a casa i tre punti.”   Al. Coc.

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