Con Mario Somma analizziamo la nuova serie B

Con Mario Somma analizziamo la nuova serie B

Mancano ormai poche ore al fischio d’avvio del campionato di Serie B-win e, di conseguenza, cresce l’attesa e la curiosità da parte degli sportivi. Tutti si divertono a dire la loro, a fare pronostici e previsioni. Io ne ho parlato con una persona che la B la conosce bene (e l’ha pure vinta d

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Mancano ormai poche ore al fischio d’avvio del campionato di Serie B-win e, di conseguenza, cresce l’attesa e la curiosità da parte degli sportivi. Tutti si divertono a dire la loro, a fare pronostici e previsioni. Io ne ho parlato con una persona che la B la conosce bene (e l’ha pure vinta da allenatore) e che, anche per la stagione alle porte, commenterà per 90° minuto sulle reti RAI. Sto parlando di Mario Somma che rimane comunque un allenatore di calcio, a dispetto di quanto ci tiene a raccontare:   “Sai, in rete c’è una specie di gioco “indovina il personaggio”, del quale mi sfugge il nome, dove formuli una serie di domande e lui a un certo punto ti dice a chi stai pensando. Devi sapere che lo ha fatto mia moglie, dando sempre risposte che mi riguardano, e alla fine le ha detto: stai pensando a Mario Somma, ex allenatore di calcio. Eh no (ride), quale ex allenatore! Sono solo in attesa della chiamata giusta”   Veniamo a noi: ormai ci siamo, il campionato di B sta per iniziare. Che campionato sarà rispetto all’anno scorso? “Credo che sarà un campionato livellato senza regine, nel senso che tra una posizione e l’altra, tra play off, centro classica e play out ci sarà una classifica molto corta. Non credo che possiamo mettere in preventivo promozioni o retrocessioni dirette senza gli spareggi. Tra vincere e perdere una partita ci sarà un equilibrio sottilissimo.”   Ti aspetti un abbassamento dal punto di vista qualitativo e tecnico? “Ci sarà un abbassamento tecnico ed un innalzamento dell’organizzazione, le squadre punteranno più sul gioco di squadra che non sul singolo. L’anno scorso, per esempio, Torino e Sampdoria avevano una grande forza offensiva; fare un tipo di calcio tutti dietro e palla in avanti per l’attaccante che ti risolve la gara non lo vedo quest’anno. Come non vedo un Pescara capace di fare 100 gol. Organizzazione e cura del particolare per vincere o perdere una partita, sarà questa la prerogativa. In questo, la squadra più forte in assoluto è il Verona che non fa del singolo una caratteristica fondamentale. Se tu mi chiedi, oggi, chi può arrivare primo ti rispondo il Verona perchè porta avanti lo stesso modo di giocare da tre anni, perchè ha lo stesso allenatore, perchè ha un entusiasmo ambientale molto forte e perchè ha una società pronta ad intervenire a gennaio. Come vedi ho considerato tutti aspetti che non comprendono il singolo giocatore, perchè ci gioca Sforzini, o Bianchi, oppure Eder. Non c’è un giocatore per poter dire che  questo è quel giocatore che ti garantisce questa classifica, che fa la differenza”.   Chi ha operato meglio sul mercato e chi poteva fare di più? “Quella che ha operato meglio è senza dubbio il Verona perchè è andato a rinforzare una squadra già forte, ha apportato ritocchi dove serviva. Chi poteva fare di più? Mah… Penso al Bari, però i pugliesi hanno grossi problemi societari e quindi prima di tutto dovevano pensare a salvaguardare l’aspetto societario. Più o meno le altre si sono mantenute sullo stesso livello. Il Sassuolo ha fatto cose giuste, anche se sostituire Sansone non sarà facile; il Varese ha preso un allenatore che stimo moltissimo (Castori ndr)“.   Chi ha fatto l’acquisto più importante? “Se dovesse riuscire a prenderlo, il Verona con Sforzini. Se invece dovesse rimanere a Grosseto, non vedo altri acquisti top e a questo punto mi verrebbe da dire che lo farebbe proprio il Grosseto non cedendolo, anche perchè, con la penalizzazione che ha, deve fare un campionato da play off”.   Quali sono secondo te i giovani più interessanti? “Questo è un capitolo molto importante perchè quando parlo di giovani parlo di quelli che non hanno mai giocato nella categoria. Quelli che ci hanno giocato l’anno scorso o due anni fa non li ritengo più giovani, conoscono già la categoria. Punto su De Silvestro della Pro Vercelli, arrivato dalla Juventus, un esterno di attacco mancino che ha le caratteristiche giuste per fare il campionato di B, oltre ad essere dotato tecnicamente garantisce anche grande rendimento atletico. Poi Hottor del Lanciano che credo vada a giocare nel posto giusto al momento giusto; è un ’93 del Milan, fortissimo nel centrocampo a 3 sul centro-destra e lui, a Lanciano, troverà una squadra che con il 4-3-3 gli darà la possibilità di mettere in risalto le sue qualità. Lo conosco perchè l’ho fatto esordire io a Trieste a 16 anni. Aggiungo poi che sono molto curioso di vedere all’opera Viviani, preso dal Padova dalla Roma. Ce ne sono anche altri, ma non vedo in loro giocatori che possano ripercorrere il campionato scorso dei vari Perin e Insigne”.   Qual è la squadra che ti intriga di più? “Ce ne sono un paio. Una è il Crotone, voglio vedere se riuscirà a dare continuità. Lo scorso anno ha fatto risultati ma soprattutto li ha fatti giocando bene, divertendo. Se l’allenatore si confermerà saremo ad alti livelli. Mi piace molto la Reggina per l’atteggiamento che ha e sono convinto che sarà una grande protagonista della stagione. Però la cosa che mi incuriosisce di più non è tanto una squadra piuttosto di un’altra, ma quante squadre, durante l’arco del campionato, porteranno avanti il concetto della difesa a 3. Questo, però, è un capitolo che secondo me avrebbe bisogno di una pagina a parte”.   Quale allenatore seguirai con maggiore attenzione? “Drago del Crotone senza dubbio. E Dionigi della Reggina”.   Le penalizzazioni, nell’economia del campionato, quanto influiranno? “Il -6 del Grosseto è tanta roba, non è poco, è sicuramente tanto. La possibilità di recuperare c’è, la strada è lunga, ma non starà tanto alla squadra o all’allenatore ma alla pazienza del presidente, se inizia a dare pressioni potrebbe diventare un problema. Anche il -5 del Bari mi preoccupa, per le difficoltà societarie a cui accennavo prima non ha potuto operare al meglio sul mercato. Spero che si trovi una soluzione per queste penalizzazioni, in modo da consentire una partenza del campionato con tutte le squadre a zero, magari risolvendo in altro modo le questioni con ammende o in altra forma. Secondo me, muovendosi bene si potrebbe ovviare”.   Ti chiedo chi, secondo te, sarà il capocannoniere anche se dalle risposte date in precedenza… “Bravo, esatto. Punto su Sforzini”   Cosa mi dici delle neo promosse? “Ritengo che la Pro Vercelli abbia il direttore sportivo del futuro, è un fenomeno. Ha fatto una campagna acquisti intelligente pescando nei settori giovanili delle grandi squadre. Ha operato in maniera eccezionale. Romairone lo ritengo molto, ma molto in gamba. Dalla Ternana mi aspetto una conferma dopo la vittoria dello scorso anno, è una grande piazza, una società di grande tradizione ed ha un allenatore che ha vinto tutti i campionati ai quali ha partecipato. Sarà anche per lui una gran bella sfida. Il Lanciano dovrà faticare molto ma gli auguro tanta fortuna; vuoi perchè ci sono degli amici e vuoi perchè è una squadra che mi è sempre stata simpatica anche perchè, e questo è un aneddoto, il Lanciano è stata la primissima società, molti anni fa, ad offrirmi una panchina. Il direttore sportivo era Minguzzi, attuale del Grosseto, e fin da allora il Lanciano mi è sempre rimasto nel cuore. Non ne facemmo niente perchè non avevo il patentino di seconda categoria e, tra le altre cose, avrei dovuto sostituire un mostro sacro per Lanciano come Castori. Lo Spezia ha un grande presidente, è una di quelle squadre che non hanno limiti e che possono fare qualsiasi cosa. Potrebbe arrivare ovunque perchè quando si ha un presidente così qualsiasi sogno può essere realizzato “.   Le retrocesse dalla A possono puntare a tornare subito in A? “Il Novara sì; il Cesena non credo”.   A questo punto, quali sono le tue favorite? “Verona, Novara e Reggina sono le mie favorite principali. Subito dopo devo comunque mettere il Cesena, poi il Brescia soprattutto se tiene Caracciolo, quindi il Varese, il Sassuolo e il Padova che metto sullo stesso piano”.   E lo Spezia che molti indicano? “Lo Spezia lo metto un gradino sotto a queste perchè deve fare troppe cose e tutte insieme. Ha cambiato molto, non è facile trovare subito la quadratura del cerchio”.   Le tue sorprese invece? “Sono molto curioso della Ternana e, in misura minore, del Livorno. Spinelli non è mai un presidente da zona retrocessione. E poi il Cittadella. Foscarini in fatto di continuità e regolarità è senza ombra di dubbio il più forte di tutti. La Juve Stabia, invece, mi lascia qualche perplessità perchè deve sostituire Sau; sostituire un uomo da 20 gol non è semplicissimo e ti può far cambiare una classifica importante. Diventerà fondamentale la sua sostituzione”.   Non mi hai ancora detto niente della tua ex squadra, l’Empoli… “Per l’Empoli confermo quella che è la mia idea, vedo grossi problemi in fase realizzativa. Se poi io chiedo: secondo voi l’Empoli è superiore o inferiore rispetto all’anno scorso? Partendo da questo punto di domanda, io credo che l’Empoli di quest’anno sia una squadra inferiore rispetto a quella dell’anno scorso. E’ vero che può aver preso maggiore gamba, maggiore vivacità, maggiore dinamismo, ma non ha un regista che sa gestire i tempi del gioco, non ha dei trequartisti capaci di dare il tempo alla squadra. Mi spiego meglio: io in quel ruolo avevo giocatori come Lodi, come Tavano, come Foggia e come Buscè che erano in grado di dare il tempo alla squadra. E poi avevo uno come Ficini che magari non aveva una grande delicatezza dal punto di vista tecnico, ma aveva dei tempi di chiusura della squadra, dava molto equilibrio tattico. Questo Empoli ha solo la corsa dritta, fa fatica a saltare l’uomo e nel trovare il gol ha una difficoltà pazzesca. A parte Tavano, il resto sono giocatori da 2/3 gol l’anno. Per poterti salvare in Serie B devi fare almeno 45 gol, per vincere il campionato de devi fare 70 e io non so chi sia in grado di fare questi numeri tra gli azzurri. Quando l’Empoli trova una squadra che si chiude nella sua trequarti e gli lascia fare la partita è un casino, se invece trova una squadra che l’attacca e gli lascia profondità allora puoi fare una gran bella gara. Siccome credo che molto spesso capiterà che la partita la dovrà fare, penso che verranno fuori delle carenze non indifferenti”.   E poi c’è il Modena di Marcolin che è stato tuo secondo… “Il Modena è una squadra che non mi piace. Se questo Modena fosse stato allenato da un qualsiasi altro allenatore l’avrei visto pericolante dal punto di vista della classifica. Però c’è Marcolin, la fiducia me la dà lui perchè conosco l’uomo. Ho avuto l’onore di essere stato il primo ad averlo portato su una panchina, a Brescia. Se non conoscessi le qualità di Marcolin direi che il Modena è in una brutta situazione, ma siccome conosco  le qualità di Dario dico che lui potrebbe essere il valore aggiunto di questa squadra che ad oggi non mi affascina. E’ un bicchiere mezzo vuoto, non mezzo pieno. Non ha gran gamba, non ha grande tecnica, ha un ambiente esigente, non ha una gestione mirata ma di convenienza. Tra le altre cose è partita malissimo in Coppa Italia ed ha un calendario iniziale pazzesco. Il rischio è quello di partire con il piede sbagliato per poi trovarsi in difficoltà e a dover rincorrere”.   Cosa ne pensi della novità di giocare il 26 ed il 30 dicembre con lunga pausa a gennaio? “Mi piace l’idea del 26, tantissimo. Ti racconto questa: tanti anni fa, nel giorno di Santo Stefano, a Latina si organizzava una partita di beneficenza tra calciatori della provincia di Latina e calciatori della provincia di Roma. Ti lascio immaginare, per i giocatori della provincia della capitale, che squadra poteva venir fuori con Giordano, Manfredonia, D’Amico e chi più ne ha più ne metta. Latina ha uno stadio da 10mila posti e non si trovava un biglietto manco a pagarlo oro. E’ vero che c’era lo spettacolo dei giocatori, ma è anche vero che alla fine, il 26 dicembre, la gente non sa cosa fare e piuttosto che starsene sul divano o a tavola fino al tardo pomeriggio preferisce andare ad assistere ad un evento”.   E la pausa lunga? “Questa non mi piace. E’ impensabile un mese di sosta. Un mese è lungo, troppo. Sai cosa succederà? Che le squadre saranno costrette ad organizzare tornei o tante amichevoli e quindi creare spostamenti e stress. Ci sarà comunque attività perchè non si può pensare che i giocatori se ne stiano 15 giorni a casa, oppure 20 o 10. Un giocatore quando è stato a casa 4/5 giorni è già troppo. E quindi? Ci alleniamo senza giocare? Che senso ha? Per me è una stupidaggine stare fermi un mese”. . Alessandro Marinai alessandromarinai.wordpress.com

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