Dioussé: “Ho fatto solo due partite in A, devo ancora migliorare”

Dioussé: “Ho fatto solo due partite in A, devo ancora migliorare”

Al termine dell’allenamento ha parlato uno dei protagonisti di questo inizio di campionato, Assane Dioussé, che a neanche 18 anni ha già conquistato tutti a suon di grandi prestazioni. Ecco le sue parole:   “Ancora non mi sento protagonista, ho fatto per ora solo due partite in Serie A. Io

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Al termine dell’allenamento ha parlato uno dei protagonisti di questo inizio di campionato, Assane Dioussé, che a neanche 18 anni ha già conquistato tutti a suon di grandi prestazioni. Ecco le sue parole:   assane diousse“Ancora non mi sento protagonista, ho fatto per ora solo due partite in Serie A. Io continuo a lavorare con tanto impegno e poi vediamo, non mi sento ancora arrivato. La prova di San Siro? Entrare in quello stadio mi ha fatto un certo effetto, nel riscaldamento mi guardavo intorno e il colpo d’occhio era incredibile. Poi però, sceso in campo, ho scordato dov’ero: il mister mi dice sempre di non stare a guardare dove gioco, ma che devo fare le cose come se fosse un allenamento. La mia vita non è cambiata molto, sono rimasto sempre lo stesso, sono felice della mia situazione. Devo solo continuare a fare del mio meglio e a migliorarmi di giorno in giorno, lavorare a duemila e diventare un giocatore importante dell’Empoli. Ho fatto solo due partite, non cento, perché due volte si può fare bene ma la più difficile è la terza. L’interesse delle grandi squadre nei miei confronti? Fa piacere, ma io sono un giocatore dell’Empoli e sono concentrato su questo anno. Non voglio pensare ad altre squadre, devo solo migliorare. Giocare contro l’ex Sarri sarà sicuramente particolare e mi darà un certo effetto, ma una volta sceso in campo cercherò di concentrarmi. Il mio arrivo? Sono stato un ragazzo fortunato, devo tutto a mio padre che mi ha fatto arrivare qua in Italia. Sono ormai cinque anni che sono a Empoli e sto benissimo. Da piccolo giocavo tutto il giorno a pallone, era questo il mio sogno. Sono molto attaccato al mio paese, il Senegal, e vorrei aiutare chi ha più bisogno (come ad esempio i bambini). Il mio idolo? Mi ispiro soprattutto a Thiago Motta, è un calciatore che ammiro molto”.     Simone Galli

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