Empoli: due punti in otto partite… vogliamo negare anche questo?

Empoli: due punti in otto partite… vogliamo negare anche questo?

Due punti in otto partite, frutto dei miseri pareggi interni contro il Grosseto (una settimana prima di Natale, ndr) e contro il Crotone della scorsa settimana. Due punti sui ventiquattro a disposizione nelle sole ultime otto partite. Due pareggi e sei sconfitte: 0-1 a Vicenza, 1-2 Cittadella, 1-3 a

Due punti in otto partite, frutto dei miseri pareggi interni contro il Grosseto (una settimana prima di Natale, ndr) e contro il Crotone della scorsa settimana. Due punti sui ventiquattro a disposizione nelle sole ultime otto partite. Due pareggi e sei sconfitte: 0-1 a Vicenza, 1-2 Cittadella, 1-3 a Castellammare di Stabia, 0-2 Pescara, 0-2 Brescia e 2-3 Reggio Calabria. Sedici gol subiti contro i sette gol fatti, una squadra che prende gol quasi sempre nei primi minuti di ogni tempo, come oggi a Reggio Calabria, con regali generosi agli avversari; un errore di Pelagotti (un portiere a mano aperta va per prendere il pallone e non per respingere, e innanzitutto il pallone per respingere si colpisce con i pugni e si cerca di deviare a lato, non in mezzo all’area di rigore…) che, complice una difesa immobile, regala il vantaggio; poi Regini che si fa “pivellare” dal coetaneo Ragusa per il rigore dello 0-2, quindi il macroscopico imperdonabile errore di Ficagna che regala lo 0-3.

 

Stovini da buon capitano qualche settimana fa, all’indomani dell’imperdonabile gesto di non presentarsi alla Festa dei bambini per la Befana da parte della squadra azzurra, chiese scusa a tutti e promise di ripagare i tifosi dell’Empoli con i risultati sul campo. Sono seguite quattro sconfitte, un solo pareggio e prestazioni “orribilantis”. Beh, mettiamola così, diciamo che la promessa è ancora in piedi, così come la speranza dei tifosi azzurri di tornare a vincere, sorridere, ed evitare una retrocessione in LegaPro che definire catastrofica, sportivamente parlando ovviamente, sembrerebbe proprio opportuno.

 

Eppure, nonostante queste prestazioni orribilantis, c’è ancora qualcuno che si ostina a negare l’evidenza; che, come oggi, a precise domande di qualche collega giornalista pensa di oscurarsi dietro ad un dito. Com’è possibile non riconoscere che la nostra squadra è priva di un suo gioco, di una sua quadratura? Così come ci sovviene chiederci come sia possibile continuare ad insistere nel dire, come oggi, che se nel primo tempo l’Empoli non ha fatto un tiro in porta quello non lo ha fatto nemmeno la Reggina… come? scherziamo?

 

La Reggina ha tirato in porta dopo otto minuti (perchè quella non era una mischia, sia chiaro, ma un’azione ben definita costruita dalla squadra di mister Gregucci, ndr) e ha fatto gol, poi ha legittimato il successo bissando su rigore e triplicando grazie ad un regalo di Ficagna. Il primo tiro in porta dell’Empoli è arrivato al minuto 74, e, come la Reggina, anche l’Empoli ha fatto gol al suo primo tiro in porta. Peccato però che il primo tiro in porta dell’Empoli sia arrivato sullo 0-3 e con la Reggina chiaramente mentalmente ormai con la testa negli spogliatoi.

 

In un momento come questo, difficile, tremendamente difficile, qualcuno dovrebbe avere il coraggio di esporsi e pubblicamente ammettere gli errori compiuti: sia in sede di mercato estivo, sia nelle valutazioni oggettive della squadra, delle scelte degli allenatori, e nelle scelte di mercato invernale. Invece, nonostante una classifica che a guardarla se ne va il sonno tranquillo, nonostante prestazioni, appunto, orribilantis, si continua con la solita imperseverante mancanza di umiltà, senza avere il coraggio di guardare in faccia la realtà, negando l’evidenza dei fatti, fino quasi a voler negare le scempiose prestazioni della squadra, e attirando sempre più antipatia dei tifosi, già arrabbiati per il rendimento sul campo.

 

Nonostante tutto questo, nonostante una stagione disastrosa sotto tutti i punti di vista, ma forse i risultati di questo campionato sono figli di errori fatti molto tempo fa, siamo sempre in corsa, grazie soprattutto ad una mediocrità generale del campionato, dove sono molte le squadre in difficoltà. E’ vero, c’è ancora tempo per rimediare, ma servono ben altri atteggiamenti, mentalità e prestazioni. E poi, non dimentichiamolo, ci sono tante squadre (vedi Modena, ndr) che devono recuperare molte partite quindi ad oggi è anche difficile inquadrare del tutto la situazione.

 

Gabriele Guastella

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