Equitalia contro l’Empoli

Equitalia contro l’Empoli

La società azzurra è impegnata, da diversi mesi ormai, in una serie di battaglie sportive per cercare di centrare un sogno davvero impossibile a pensarci ad inizio stagione. Ma quella del campo non è l’unica in cui ad oggi, il Presidente Corsi, ed i suoi, sono a combattere. Infatti, fuori dal t

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La società azzurra è impegnata, da diversi mesi ormai, in una serie di battaglie sportive per cercare di centrare un sogno davvero impossibile a pensarci ad inizio stagione. Ma quella del campo non è l’unica in cui ad oggi, il Presidente Corsi, ed i suoi, sono a combattere. Infatti, fuori dal terreno di giuoco, nella vita ordinaria e burocratica, Equitalia (per mandato del comune di Empoli)  ha inviato in quel di Monteboro una cartella esattoriale per l’importo di 60 mila euro. Alla base del contenzioso, l’utilizzo dello stadio “Castellani”.   Una cartella, al di la dello specifico importo, che non va giù a Presidente & C. ed a ragion veduta, non certo per un volersi mettere di traverso al fine di non pagare. Su tutto, lo gridano le due maggiori cariche societarie, c’è il fatto che la società azzurra, più di una volta ha dovuto sanare con i soldi del proprio bilancio, diverse magagne che la struttura ha creato, andando poi anche a fare degli acquisti mirati al miglioramente di questa, sempre spendendo di tasca propria. L’ultimo esempio, che di certo non è nemmeno il più eclatante, riguarda i teloni anti pioggia/neve che quest’anno, più di una volta, hanno salvaguardato il manto erboso e lo svolgimento della gara: teloni che, essendo del comune l’impianto, avrebbe dovuto pagare la giunta di via del Papa.   Il Comune, interrogato attraverso il suo ufficio stampa, non vuole entrare in merito alla questione, una questione che però porta una firma, ovvero quella del dirigente dell’ufficio cultura e sport, Riccardo Gambini. E Gambini, attraverso la missiva inoltrata tramite Equitalia, chiede che l’importo, esattamente 60.671 euro, venga saldato in un’unica soluzione, con tempi, tra l’altro, brevissimi.   Le due posizioni restano ferme, ognuno convinto della sua ragione, di certo è che nella vita ci accorgiamo di quanto la gratitudine sia davvero una cosa che non esiste. Empoli deve e dovrà sempre molto alla sua squadra di calcio, al di la di spese e spesuccie fatte, ma per quanto nel mondo, e ribadiamo nel mondo, il nome di Empoli sia conosciuto principalmente, se non unicamente, per l’azzurro delle maglie. La seconda riflessione, spontanea, è quella che gli stadi (capiamo anche qui però la grande difficoltà che la nazione italia crea) devono essere privati, appartenti unicamente alle società di calcio.   Alessio Cocchi

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