Giampaolo-Mancini: sfida di idee

Giampaolo-Mancini: sfida di idee

Pubblichiamo questo pezzo, uscito oggi sul “Corriere dello Sport” che mette a confronto sotto una luce particolare i due tecnici che si sfideranno mercoledi al Castellani: Giamapolo e Mancini.   L’allenatore che non ha mai giocato a calcio e che un anno, per capire bene il fuorigioco, si mi

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Pubblichiamo questo pezzo, uscito oggi sul “Corriere dello Sport” che mette a confronto sotto una luce particolare i due tecnici che si sfideranno mercoledi al Castellani: Giamapolo e Mancini.   imageL’allenatore che non ha mai giocato a calcio e che un anno, per capire bene il fuorigioco, si mise a fare il guardalinee; mercoledi affronta il collega che (tra gli allenatori della serie A attuale) è stato nella carriera precedente tra i fuori classe più talentuosi della sua generazione. Hanno cominciato ad allenare entrambi molto presto, uno per ostinazione l’atro per naturale inclinazione, senza neanche accorgersi, nel passaggio dal campo alla panchina, di cambiare mestiere. E dunque: Marco Giampaolo contro Roberto Mancini, l’Empoli che ospita l’Inter, di fronte le due squadre del campionato su cui si sente di più la mano dell’allenatore, certo come Sousa a Firenze e Sarri a Napoli, ma a Empoli e Milano era persino più complicato, di sicuro più affascinante perché la sfida era ricostruire dal caos (Inter) e reinventare una squadra dopo una stagione splendida (Empoli).   L’inter non da spettacolo, ma garantisce risultati, è una macchina da guerra. Mancini è inciampato tre volte, non è un caso che sia successo contro squadre che macinano calcio: Fiorentina, Napoli e Lazio. E ancora non è un caso che (due volte su tre) la sconfitta sia arrivata a San Siro, in casa, quando è chiamata a fare gioco, tanto che al San Paolo ha espresso mezzora di calcio di altissimo livello. L’Empoli di Giampaolo è fedele ad una idea di gioco forte, che poggia i propri equilibri sul 4-3-1-2, unico modulo sempre adoperato. Giampaolo ha specificità prevalenti in ogni ruolo, nell’Inter di Mancini si fatica a ricordare la formazione titolare. Giampaolo gioca con un trequartista puro, laddove Mancini ha cambiato modulo e giocatori con sorprendente frequenza: 3-5-2, 4-4-2, 4-2-3-1, 4-1-2-1-2 nel derby col Milan. Giampaolo inserisce i giocatori nel meccanismo, Mancini adatta il meccanismo ai giocatori, smontando e rimontando il giochino però per adesso funziona.   E’ un paradosso, ma l’Inter capolista si adatta alle squadre avversarie mentre la provinciale Empoli gioca il suo calcio uguale con chiunque. L’Empoli produce un gran bel calcio, arioso, con accelerazioni improvvise, ha segnato gli stessi gol dell’Inter ma ne ha presi il doppio. L’Inter ha costruito il suo primato in difesa, la migliore del campionato. E’ squadra sparagnina, ha vinto 8 volte su 11 per 1-0. L’Inter quando si assicura il vantaggio non lo molla più, l’Empoli è la squadra che perso più punti nelle situazioni di vantaggio. La maturità di una squadra si misura anche cosi. Occhio però: L’Empoli arriva con quattro vittoria di fila, l’Inter nello stesso periodo ne ha perse due e vinte tre.

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