Giovanni Martusciello… una storia lunga vent’anni

Giovanni Martusciello… una storia lunga vent’anni

Quello di oggi, venerdi 27 maggio 2016, è il “Marusciello Day”. Parte oggi infatti ufficialmente l’avventura da allenatore di un uomo che per tutti gli sportivi empolesi è ormai un mito. Giovanni Martusciello infatti è stato investito di questa carica con il chiaro obbiettivo di portare avanti un

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Quello di oggi, venerdi 27 maggio 2016, è il “Marusciello Day”. Parte oggi infatti ufficialmente l’avventura da allenatore di un uomo che per tutti gli sportivi empolesi è ormai un mito. Giovanni Martusciello infatti è stato investito di questa carica con il chiaro obbiettivo di portare avanti una precisa filosofia che da quattro anni sta dando grandi soddisfazioni e della quale lui è stato co-autore assieme ai tecnici che lo hanno preceduto. Ma come detto quella di Giovanni non è una storia comune, almeno per chi ha i nostri colori nel cuore.   0La storia azzurra di Giovanni Martusciello nasce nell’ormai lontano 1995, quando il giovane Presidente Corsi lo vuole a tutti costi dopo che il suo nome gli era stato fatto da persone molto vicine a lui. Giovanni giocava nell’Ischia, nella sua città natale, nella sua isola, e si ricorda che non fu semplicissimo convincerlo a trasferirsi ad Empoli per continuare a giocare in C, lasciando cosi gli affetti più cari. Ma quel trasferimento cambio’ la vita di molti. Il primo campionato che Giovanni gioco’ con gli azzurri fu proprio quel magico 1995-96, coronato con la vittoria nel playoff di Modena contro il Como, diventando per sempre il “Bellu Guaglione” di Empoli con un coro che ancora oggi si canta in maratona. Da li parti’ la scalata alla serie A, divenendo punto fermo della cosidetta “Banda Spalletti” ed ergendosi da subito a leader in campo e nello spogliatoio, in una squadra che di gente con personalità oltretutto ce n’era davvero tanta.   Il punto più alto, almeno a livello emotivo, è sicuramente stato toccato il 27 settembre 1997, quando grazie ad un suo gol al 90′ l’Empoli rimonto’ la Fiorentina al “Franchi” vincendo uno storico derby che ormai è leggenda. In azzurro ha indossato la maglia numero 10, la più giusta per lui, quella che soltanto Tavano negli anni ha potuto onorare alla sua stregua. Il passo d’addio da giocatore arrivò nel 1999, dopo aver giocato 118 gare con 12 gol, accettando l’offerta del Genoa, una situazione di cui poi lo stesso Martusciello ha sempre detto di essersi pentito… ma quello fu soltanto un arrivederci. Infatti, dopo una prima apparizione nello staff tecnico della Primavera di Donati, nel 2010 torna nella prima squadra azzurra andando a fare il secondo di Alfredo Aglietti. E Giovanni da li in avanti ha costruito il suo presente, quello che oggi lo vede allenatore della prima squadra azzurra con una lavoro sempre prezioso e fondamentale anche sotto la gestione Sarri nonostante il secondo di ruolo fosse Calzona.   Il matrimonio stava per rompersi nuovamente lo scorso anno quando le sirene napoletane lo stavano facendo lasciare Empoli, ma chi di questa squadra è il “padre” sa quanto quest’uomo, questo professionista, sia importante e cosi’ Fabrizio Corsi lo ha convinto a rimanere, facendo ancora il secondo pero’ al nuovo Marco Giampaolo. Adesso tocca a lui essere il condottiero della squadra, divenendo l’ottantottesimo allenatore nella storia dell’Empoli, adesso tocca nuovamente a quel ragazzo dalla bionda chioma arrivato vent’anni fa che accanto se potrebbe richiamare un vecchio compagno dell’Ischia come Salvatore Russo ed il “gemello” ai tempi dell’Empoli, Esposito. Adesso tocca a lui, tocca a colui che tutta Empoli fa’ ‘nnammurà.   Alessio Cocchi

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