I Più e i Meno della stagione azzurra

I Più e i Meno della stagione azzurra

I Più e i Meno ci hanno accompagnato per tutto il campionato: attraverso di essi, abbiamo analizzato quelle che potevano essere le problematiche maggiori nell’affrontare gli avversario di turno e quelli che invece potevano essere catalogati come punti a favore dell’Empoli. La scelta è stata dura –

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I Più e i Meno ci hanno accompagnato per tutto il campionato: attraverso di essi, abbiamo analizzato quelle che potevano essere le problematiche maggiori nell’affrontare gli avversario di turno e quelli che invece potevano essere catalogati come punti a favore dell’Empoli. La scelta è stata dura – soprattutto sui Più – ma adesso ci proponiamo di vedere quali sono stati i chiari e i scuri di tutta la stagione azzurra, partendo come sempre dai Meno. emp-torino (23) 1) LIVAJA SCOMMESSA PERSA Arrivato a Empoli negli ultimi giorni di mercato, quando il ritorno definitivo al 4-3-1-2 era ormai certo e c’era bisogno di un’ulteriore attaccante, Livaja si è ritagliato comunque un buono spazio, soprattutto nella parte centrale della stagione. Ha segnato un gol importante alla Fiorentina ed è spesso stato impiegato da Giampaolo a gara in corso. Poi il netto calo, dal punto di vista nervoso, che lo ha visto protagonista di reazioni prive di senso e screzi, anche con i componenti dello staff e con i compagni. Ha chiuso anzitempo la stagione per un “oscuro male” e non verrà certo rimpianto dai tifosi.   2) LA PREPARAZIONE INIZIALE NON È SEMBRATA ALL’ALTEZZA Inizialmente l’Empoli faceva molta fatica dal punto di vista fisico: forse un passaggio obbligato, vista la partenza di un preparatore atletico capace come Francesco Sinatti, ma il calo è stato netto. C’è chi addita proprio alla preparazione il mancato “amore” tra mister Giampaolo e il Presidente Corsi. Con l’arrivo di Rapetti la situazione è progredita in meglio, ma resta la macchiolina del primo periodo giampaoliano.   3) IL GIRONE DI RITORNO Siamo incontentabili, lo sappiamo, perché criticare un campionato in cui l’Empoli ha conquistato il decimo posto è quasi folle. Ma il rendimento degli azzurri nel girone di ritorno – soprattutto nella prima parte – non è stato all’altezza di un’andata splendida. Un aspetto da migliorare nel futuro, perché non sempre si potrà girare la boa a 30 punti.   Passiamo ora ai Più.   1) MISTER GIAMPAOLO È STATO UN VALORE AGGIUNTO Arrivato con lo scetticismo di chi mancava troppo tempo da palcoscenici importanti, Mister Giampaolo è riuscito a far propria la difficilissima eredità lasciata da Sarri e a continuare a plasmare un gruppo che ci ha dato tante soddisfazioni. Ma l’allenatore azzurro non si è imposto solo sul piano tecnico: con i suoi modi di fare educati e mai sopra le righe ha conquistato tutti i tifosi ed ha aggiunto le due ciliegine al suo capolavoro: il decimo posto e la vittoria contro la Fiorentina.   2) ANDATI VIA CALCIATORI IMPORTANTI, I LORO SOSTITUTI SI SONO RIVELATI ALL’ALTEZZA Non era facile sostituire pedine fondamentali come Valdifiori, Rugani e Vecino. Grazie al solito acume di Marcello Carli, l’Empoli ha trovato nella sua rosa giocatori che si sono rivelati preziosissimi. Paredes ha reso molto nel ruolo di play che fu di Valdifiori, Costa ha sostituito con tenacia Rugani, mentre Zielinski si è consacrato come uno dei maggiori talenti in ambito europeo non facendo rimpiangere Vecino.   3) L’ETERNA GIOVINEZZA DI CAPITAN MACCARONE Massimo Maccarone ha stupito anche questa stagione, realizzando 13 gol ed eguagliando il suo record personale in A. Big Mac è stato pressoché fantastico e spesso è risultato decisivo con le sue reti. Assieme a Pucciarelli e Saponara ha composto un trio che ha messo spesso in difficoltà le difese ospiti. A 36 anni suonati il capitano azzurro è ancora uno dei più positivi della squadra.   Simone Galli

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