Il pagellone di fine anno

Il pagellone di fine anno

Primo week end senza calcio, e noi, come tutti gli anni, andiamo a tirare le somme della stagione, dal punto di vista sportivo, del campo. Infatti lo staff di PianetaEmpoli.it ha redatto le pagelle finali dei calciatori azzurri. Abbiamo preso in considerazione soltanto gli effettivi in rosa all’ulti

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Primo week end senza calcio, e noi, come tutti gli anni, andiamo a tirare le somme della stagione, dal punto di vista sportivo, del campo. Infatti lo staff di PianetaEmpoli.it ha redatto le pagelle finali dei calciatori azzurri. Abbiamo preso in considerazione soltanto gli effettivi in rosa all’ultima giornata di campionato, escludendo chi ha meno di due presenze.   PELAGOTTI 5 – Doveva essere l’anno della consacrazione come uno tra i migliori giovani portieri. Invece, dopo un inizio confortante, forse a causa anche di una pressione non gestita al meglio, ha messo insieme alcune prestazioni infelici, costringendo lo staff tecnico ad una sostituzione tra i pali.   DOSSENA 8 – La più grande sorpresa della stagione. Tornato per fare la riserva a Pelagotti (tra qualche bocca che si storceva) ha aspettato silenziosamente il suo turno, arrivato forse anche in ritardo per alcuni preconcetti. Una volta tra i pali è stato al limite della perfezione, parando ben due rigori decisivi per le sorti della stagione, quello con il Vicenza la ciliegina sulla torta della sua stagione.   FICAGNA 5,5 – Arrivato a campionato in corso, ha alternato delle buone cose, viste soprattutto all’inizio, ad alcune prestazioni infelici. Alla fine, magari anche più sereno per alcuni aspetti esterni al campo, ha dato il suo contributo d’esperienza.   GORZEGNO 6 – Anche Marco è arrivato a tappare una falla gestionale. Ha trovato in Regini un degno concorrente per la fascia sinistra, ma alla lunga ha sempre fatto sentire la sua presenza. Con lui in campo lo spessore caratteriale della squadra era indubbiamente maggiore e nelle partite dove non bastavano i piedi era un valore aggiunto.   MORI 5 – I ricordi di Mori in campo sono a dir la verità abbastanza sbiaditi, visto il lungo infortunio che lo ha coinvolto e che tutt’ora lo vede camminare con le stampelle. Da uno che ha avuto la promozione in serie A a campionato iniziato però ci si aspettava qualcosa in più, sono stati un po’ troppi i passaggi a vuoto.   REGINI 6 – Altra piacevole sorpresa. Arrivato da una stagione a Zemanlandia ed in pompa magna, non ha tradito le attese dell’inzio. Poi una parte centrale del campionato dove sembrava persosi, ma alla fine è esploso, sacrificandosi anche in ruoli non propriamente suoi.   STOVINI 7,5 – L’anima della squadra. Potrebbe bastare questo per definire la stagione di “Lorenzo il Magnifico”. Le ha giocate tutte, ed in tutte (salvo forse le primissime gare) ha messo sempre qualcosa in più. Forse non ha ripetuto la maestosa stagione passata, ma se alla fine si è preso tutte le onoreficenze un qualcosa vorrà dire.   TONELLI 5 – Una stagione no, e  Lorenzo sa bene dove, e come ha sbagliato ma questa stagione, purtroppo condita anche da un brutto infortunio, servirà per crescere. Nella prima parte di stagione, dove è sempre partito titolare, non ne ha particamente azzeccata una, il disastro di Pescara (anche se poi il tempo ha detto chi era il Pescara) lo abbiamo ancora negli occhi. Travolto anche da un momento in cui la squadra stava facendo acqua e che sicuramente non l’ha aiutato.   VINCI 5,5 – Una stagione con diversi scuri (anche a causa dei diversi infortuni e malanni) e pochi chiari. Sotto Pillon forse trova la migliore striscia positiva, ma ci sono alcune gare (Pescara e Brescia in casa su tutte) dove non ne fa una a modo. Un giocatore che sembrava destinato a grandi palcoscenici ma che negli ultimi due anni non è riuscito a crescere.   BRUGMAN 5,5 – Alla vigilia era indiscutibilmente uno dei più attesi. Non ha sfruttato al meglio le occasioni (non molte) che gli si sono presentate, rivelandosi l’arma in più solo in un paio di circostanze. A suo discapito un problema fisico in fase di preparazione che lo ha messo ai box per un lungo periodo.   BUSCE’ 6,5 – L’esperienza al servizio della squadra. Tornato per il classico anno d’addio, si è spesso caricato addosso i mille problemi del gruppo andando a togliere le castagne del fuoco (il bel gol contro il Vicenza in campionato per citare un episodio). Sicuramente ha dato qualcosa in più giocando dietro, ma le sue sgroppate, anche a 37 anni, lasciano il segno.   COPPOLA 5 – Non si era presentato male. Un giocatore coriaceo, con grande vigore ed anche senso dell’azione. Si è andato via via spegnendosi con diverse prestazioni incolore, per finire ai margini dello spogliatoio la stagione.   GALLOZZI 5 – Di lui ricorderemo solo la grande corsa.   GUITTO 6 – Al primo anno nell’Empoli dei grandi non se l’è cavata per niente male. Ha dimostrato di non soffrire la categoria e di avere spunti giusti. Quando chiamato in causa, nelle poche volte in cui si è verificato, ha sempre risposto presente, giocando semplice, come sa fare lui.   MORO 6,5 – Un percorso particolare quello di Davide in questa stagione. All’inizio, quando ancora si sperava di vedere quella squadra che avrebbe fatto un grande campionato, non ha mai fatto niente in più per far decollare il centrocampo, ma quando il gioco ha iniziato a farsi duro, ecco, lui è sicuramente uno di quelli che ha messo la quinta lasciando il campo, partita dopo partita, da “man of the match”. L’unico (la fortuna non gli ha mai voluto particolarmente bene) a provare la castagna da fuori.   SIGNORELLI 5 – Un discorso fatto già per altri. In questa stagione doveva esserci il salto di qualità, salto che non c’è stato. Sia chiaro, quando è sceso in campo non ha mai fatto malissimo, segnando anche il gol più bello della stagione (Alla Reggina in casa). Due episodi, di un’ingenuità assurda, pesano però come macigni. Il fallo ad Ascoli che ha dato il la al pari dei marchigiani, ed il rigore a favore del Vicenza nel playout.   VALDIFIORI 6 – Una stagione davvero tribolata quella di Mirko. Aveva scelto di rimanere per completare quella maturazione che lo avrebbe portato dritto dritto in serie A. Un inizio in sordina ed un lungo stop hanno invece compromesso il campionato della svolta. Ha però stretto i denti e vinto la scommessa nel non operarsi, ed alla fine, quando tornato in campo, ha fatto capire cosa vuol dire avere un centrocampo con lui o senza di lui.   ZE EDUARDO 6 – Arrivato come una sorta di oggetto misterioso, si è ben integrato e sotto la guida di Aglietti (nel suo ritorno) ha fatto vedere cose interessanti. Non avrà dei piedi raffinatissimi, ma per agonismo ed intensità è stato secondo a pochi nel centrocampo azzurro.   LAZZARI 6 – Fatta eccezione per la gara interna contro il Modena, dove si mangia due gol che non stanno ne in cielo ne in terra, ha avuto un rendimento sempre costante, dando  alla manovra azzurra quel pizzico di imprevedibilità che spesso è mancata. Ha anche segnato alcuni gol importanti, di fatti questa è stata la sua migliora stagione realizzativa. E ci venga concesso dire: uno dei pochi che in questa squadra sapeva saltare l’uomo.   SAPONARA 5 – Se quello visto nella gara finale con il Vicenza è il vero Saponara, beh c’è da arrabbiarsi ancor di più. Forse quello del trequartista non è il suo ruolo prediletto, ma di certo sono più le gare dove esce nettamente insufficiente, che quelle dove fa intravedere classe da futuro campione (buone le gare con Samp in casa e Reggina sempre al Castellani). La porta la vede poco e niente e soffre un po’ troppo le critiche ed i mugugni del pubblico.   DUMITRU 5,5 – Nella parte finale della stagione ha decisamente fatto qualcosa in più, ma soprattutto nell’atteggiamento in campo ha peccato diverse volte. Ha segnato quattro gol, ma poche volte ha fatto capire di essere fondamentale la davanti.   MCHEDLIDZE 5,5 – Anche lui potrebbe davvero appellarsi alla sfortuna di quelli che sono sempre acciaccati. Non da però alla stagione quell’imprintig che ci aspettavamo. Segna poco e niente e si fa notare più per il lavoro sporco che non per quello, appunto, del finalizzatore.   TAVANO 7,5 – Una prima parte di stagione ai livelli del 2004/05 e 2005/06, dov’è a dir poco devastante. Poi l’infortunio rimediato a Vicenza è un brutto colpo, ed anche se riesce in un recupero miracoloso, per lunga parte fa la parte del pesce fuor d’acqua. Come ritrova il gol ritrova sorriso e gioco.   MACCARONE 7 – Arrivato a gennaio tra i clamori del grande ritorno e lo scetticismo di chi pensava che venisse a farsi 6 mesi di vacanza. Insieme a qualche altro senatore, ha preso per mano la squadra e l’ha trascinata verso la salvezza, l’ultimo gol della stagione non poteva che essere suo. Ha fatto vedere di essere un giocatore tutt’altro che arrivato e sopratutto di un altro livello.   AGLIETTI 6,5 – Alla fine ce l’ha fatta. Il secondo obbiettivo, quello che gli è stato dato da Fabbraio, è stato inseguito cercando di mettere tutto ed anche di più, facendo delle scelte coraggiose ed affidandosi a chi poteva portare la croce. Si è calato al meglio nella realtà che gli si era presentata, riprendendo una squadra praticamente morta. Le prime sette gare, visti anche gli obbiettivi del momento, restano da dimenticare.   PILLON 6 – Per molti, anche per noi restano due misteri: il primo è perchè è stato preso un tecnico che fa solo 4-4-2, ed il secondo perchè è stato mandato via in quel momento. La difesa era stata riregistrata, e se anche il gioco non era certo dei più divertenti, si era ritrovata un minimo di compattezza.   CARBONI 4 – Due fuochi di paglia iniziali, poi il niente.            

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