Il Presidente Corsi ospite a PEnAlty: molti gli spunti di riflessione

Il Presidente Corsi ospite a PEnAlty: molti gli spunti di riflessione

L’ospite unico della trasmissione PEnAlty di questo giovedi è stato il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi. Il patron azzurro ha analizzato il campionato della squadra e ha detto la sua sul mercato, che sta movimentando questo gennaio.   Ecco cosa ha detto:   Sulla partita contro l’

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corsiL’ospite unico della trasmissione PEnAlty di questo giovedi è stato il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi. Il patron azzurro ha analizzato il campionato della squadra e ha detto la sua sul mercato, che sta movimentando questo gennaio.   Ecco cosa ha detto:   Sulla partita contro l’Hellas Verona: “Anche se a volte è normale arrabbiarsi per l’arbitraggio, non si può colpevolizzare per alcuni episodi che possono succedere nell’arco di una partita: noi tutti (società, giocatori, allenatore, addetti ai lavori) dobbiamo cercare di stemperare la tensione e non dobbiamo protestare troppo per queste situazioni. L’unico sistema è giocarci la carta dell’indifferenza,  fare buon viso a cattivo gioco. Diciamoci la verità: noi, in senso generale, siamo dei “sopportati” in Serie A, siamo lì a mangiare ad una tavola a cui non siamo invitati. Spendiamo 1/10 delle altre società, siamo un grande esempio di come si fa calcio. Non è giusto dirlo pubblicamente, ma bisognerebbe che qualcuno lo dicesse, perché in un calcio così malato noi siamo sani”.   Sulla squadra: “È stata una scelta vincente quella dell’allenatore e del direttore di indirizzare la squadra verso lo stesso tipo di calcio proposto in Serie B; abbiamo sbagliato solamente 1 partita su 16, ricevuto tanti complimenti ma chiaramente non abbiamo fatto ancora nulla. Mancano ancora tante partite, ma l’impressione è che la squadra stia crescendo in maniera importante partita dopo partita. Anche i singoli stanno avendo una crescita forte: basti pensare a Mario Rui, sul quale avevamo qualche dubbio sulla sua tenuta fisica rispetto all’impatto con la A, ma che sta facendo dei progressi incredibili. Potevamo avere qualche punto in più, ma non pensiamo a ciò che poteva essere: concentriamoci sul lavoro e rimaniamo uniti nei momenti di difficoltà”.   Sull’attacco azzurro: “Se analizziamo i numeri del nostro attacco, potremmo dedurre che ci sia un problema di gol; e a volte creiamo molto ma non riusciamo a concretizzare allo stesso modo. Ci possono stare questi momenti, sono sicuro che però Tavano e Maccarone torneranno a segnare. Così come Simone Verdi, giocatore in grado di spaccare le partite ma che deve trovare ancora una certa continuità: ha grandi qualità tecniche e deve solo metterle più spesso a frutto. Anche Pucciarelli e Levan sono molto importanti e stanno crescendo in maniera esponenziale: forse per loro occorrerebbe maggior minutaggio, ma l’allenatore conosce bene i singoli e sa quanto gli possono dare”.   Sull’ambiente azzurro e su Sarri: “Senza falsa modestia siamo un ambiente fantastico, quasi irripetibile, lo si vede quando perdiamo una partita: non c’è mai l’isterismo che colpisce altre piazze. C’è una forte simbiosi tra le varie componenti della nostra società. Oltre  questo, possiamo contare su uno staff tecnico davvero importante, su cui spicca un allenatore, Sarri, che posso definire senza problemi come “il miglior allenatore che abbiamo mai avuto”. Difetti (che tutti abbiamo) a parte, il mister è, dal punto vista umano e tecnico, di un altro pianeta. Gli ho proposto il rinnovo nel momento forse più difficile di questo campionato, perché ritengo che sia la persona più adatta per svolgere questo lavoro a Empoli. Mi piacerebbe, anzi, avere più tempo per confrontarmi con lui”.   Sul manto erboso del Castellani: “Ha ragione Sarri, il campo attualmente non è un granché e ci penalizza molto. La provocazione di andare a giocare lontano da Empoli? Lo dico sinceramente, in passato ci ho anche pensato: abbiamo speso molto per fare i lavori, durante tutti questi anni. Ci si dovrebbe sedere a un tavolo, insieme all’amministrazione comunale ma anche all’atletica, per decidere cosa fare. Siamo da sempre costretti a dei rattoppi, un bello stadio sarebbe invece il biglietto da visita ideale. Il problema del manto non è solo dovuto al fantomatico fungo di cui parlano tutti: il sotto non tiene più e, ogni volta che piove, il drenaggio è quasi inesistente e il campo cede. Abbiamo cercato di rimodernare un po’ lo stadio, con interventi mirati in tribuna”.   Sul mercato: “I giocatori in prestito? Noi per fare certe valutazioni dobbiamo prima salvarci: solo in seguito possiamo pensare a confermare, eventualmente, certi elementi. Poi molti di loro meriterebbero di giocare in palcoscenici più importanti: basti vedere Sepe, che ha ancora ampissimi margini di crescita e che può tranquillamente giocare nelle prime 4-5 squadre italiane. Saponara? Non credo che Riccardo possa tornare: mi sembra di capire che ci siano molte squadre interessate a lui e noi non possiamo entrare nel meccanismo di aste o trattative. Credo anche che non sarebbe giusto nei confronti di Zielinski e Verdi, che si stanno ben comportando e possono crescere ancora. Pozzi? Non mi risulta”.   Sul centro sportivo di Monteboro: “Vorremmo completarlo, non chiediamo la luna ma solo campi di calcio. È un fiore all’occhiello e un nostro vanto, dal punto di vista dell’immagine. La scelta fatta a suo tempo è stata rischiosa ma ci sta dando grandi soddisfazioni. Vorremmo far sì che tutte le nostre squadre si potessero allenare lì, sarebbe una buona cosa anche dal punto di vista economico”.   Sul settore giovanile: “In Italia è fortemente in crisi, società che prima ci puntavano molto adesso lo fanno meno. Noi siamo rimasti uno dei pochi, adesso molte società preferiscono andare all’estero che andare a scovare i giovani calciatori. Avere 6 o 7 giocatori titolari ogni domenica che sono cresciuti nel nostro settore giovanile è un gran motivo di orgoglio. Credo che dietro a questa crisi ci siano interessi soprattutto economici: qualche giovane arriva, ma quelli veramente interessanti sono pochi. Ci sono nazioni che sono molto più avanti di noi anni-luce (vedi Belgio e Olanda). Noi cerchiamo di farlo nel nostro piccolo, siamo stati bravi nell’arte dell’arrangiarsi: siamo un’isola felice, ma dovrebbero accorgersene anche gli altri”.   Sul prossimo match contro la Sampdoria: “Sarà innanzitutto una bella occasione di sport, in uno stadio affascinante. La partita sarà difficilissima, Mihajlovic sta facendo un grande lavoro: basta vedere che tipo di giocatore è diventato Okaka. Noi faremo la nostra partita, cercando di portare a casa punti preziosi”.   Sulla riforma Tavecchio: “Sono contrario alla riduzione delle squadre in A e in B, così come all’eventuale introduzione delle “seconde squadre”: forse si potrebbe pensare a delle società satellite, che vengono acquistate da quelle più importanti e che giocano nei campionati minori. Anche se questo porterebbe alla scomparsa di alcune realtà importanti di Lega Pro”.     Simone Galli          

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