“Il Punto”, con Alessandro Marinai

“Il Punto”, con Alessandro Marinai

Penultimo appuntamento con la rubrica di approfondimento “Il Punto” in compagnia del collega Alessandro Marinai. Con Alessandro proveremo ad analizzare il momento della squadra azzurra, sia di campo che non.   Alessandro ben trovato. Ti chiedo velocemente una battuta sul match di domenica, do

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Penultimo appuntamento con la rubrica di approfondimento “Il Punto” in compagnia del collega Alessandro Marinai. Con Alessandro proveremo ad analizzare il momento della squadra azzurra, sia di campo che non.   Alessandro MarinaiAlessandro ben trovato. Ti chiedo velocemente una battuta sul match di domenica, dove la squadra ha ben risposto alle sollecitazioni di mister Sarri… “Sì, ottima reazione dopo la sfuriata del mister nel post Verona. I ragazzi avrebbero meritato la vittoria con la Samp ma ancora una volta è arrivato un pareggio che sa di beffa. Non era facile visto che i blucerchiati si giocavano molto in chiave Europa League”.   Adesso ultima fatica a San Siro, un bellissimo palcoscenico per una passerella finale… “L’ultima occasione per mostrarsi all’Italia, l’ultima sfida che questo gruppo straordinario si appresta a disputare. L’ultimo atto di un campionato destinato a rimanere a lungo nella memoria dei tifosi azzurri. Chiudere alla scala del calcio, contro un avversario importante e senza l’assillo del risultato è il modo migliore per esprimersi. Credo che sarà una partita divertente”.   E per alcuni sarà l’ultima in azzurro. Per alcuni, penso a Valdifiori, dopo ben sette anni… “E’ il brutto risvolto di una stagione indimenticabile, il timore di dover perdere tanti elementi anche se poi, con razionalità, sarà una cosa da vedere con grande soddisfazione. Inutile girarci intorno, il rischio di veder partire tanti protagonisti c’è e Valdifiori è sicuramente quello più indiziato per non dire scontato. Sono felice per Mirko, giocatore e soprattutto uomo che ho sempre stimato, gli auguro tutto il bene possibile”.   Il mercato impazza ma tutto, lo abbiamo già detto, ruota intorno a Sarri. Qualcosa si sta muovendo, il mister lancia messaggi subliminali ed un contatto con un club (almeno da quando aveva detto che avrebbe aspettato fino anno) c’è stato. Che idea ti stai facendo? “Rimango sempre dell’idea che ad oggi siamo al 50%, sto vivendo questa situazione con un apparente stato d’animo sereno. In realtà, però, sono combattuto: mi dispiacerebbe moltissimo perdere Sarri ma al tempo stesso sarei egoista a non augurargli la soddisfazione di un’esperienza su una panchina importante. Qualunque sarà la sua decisione, qualunque sarà la sua nuova eventuale panchina avrà il mio rispetto, la mia stima e per quanto mi riguarda non potrò che dirgli grazie. Solo una cosa auspico, che questa situazione venga gestita bene da parte di tutti perchè il legame che si è creato in questi tre anni tra tutte le componenti non merita minimamente di essere intaccato”.   Che tempi ti aspetti per sapere se Sarri sarà o meno ancora in sella alla panchina azzurra? Ed eventualmente, resti sempre sui nomi di Boscaglia e Toscano per l’eventuale successore? “Mi aspetto tempi brevi, brevissimi. E soprattutto lo spero perchè la società deve partire subito nella programmazione e deve obbligatoriamente sapere chi sarà il tecnico. Più si allungano i tempi e più cresce il rischio di alimentare malcontento del quale faremmo volentieri a meno. I nomi di Boscaglia e Toscano sono nomi che ho fatto perchè stimo, sono di mio gradimento ma non necessariamente debbono essere considerati potenziali successori. Toscano, per esempio, non lo sarà sicuramente mentre Boscaglia ha un profilo giusto per l’Empoli ed è un tecnico già monitorato e sondato in passato. A me piace molto anche Maran perchè è uno che parla poco ma ottiene risultati sul campo. Ma uno che sta scalando posizioni nell’indice di gradimento, in caso di divorzio da Sarri, è Rastelli”.   In uscita i nomi sono noti, in entrata per adesso si parla di Skorupski (porta) e Giannetti (attacco). Ti piacciono? “Skorupski non lo conosco, non sono in grado di poter esprimere un giudizio mentre Giannetti un po’ lo conosciamo e ricordo che il suo nome circolò da queste parti, sotto forma di apprezzamento, ai tempi in cui giocava nel Cittadella. Ha un profilo giusto per Empoli, giovane e in cerca di consacrazione. Vedremo gli sviluppi, siamo appena all’inizio…”.   Tu hai seguito attentamente il campionato del Tuttocuoio. Chi riporteresti alla base? “Secondo me nessuno è pronto per tornare e giocare in Serie A, si rischierebbe di far perdere un anno al ragazzo. Gargiulo, per esempio, se ci fosse la possibilità di fargli fare un campionato di B da titolare sarebbe perfetto, così come Konate e gli altri dovrebbero fare un altro anno di esperienza altrove. La Serie A è un salto troppo grande dalla Lega Pro”.   E Rovini? E Ronaldo? “Entrambi, per motivi diversi, non hanno disputato la stagione intera e in questo caso serve una riflessione e valutazione approfondita dei dirigenti azzurri che hanno in mano gli elementi necessari per decidere. Ronaldo era stato mandato a Vercelli per giocare con continuità e per verificare se poteva essere il giocatore giusto per sostituire il partente Valdifiori. Non lo so se le partite giocate possano essere sufficienti per certificarne una crescita oppure se sarà necessario un altro anno in prestito. Vale il discorso fatto per i ragazzi del Tuttocuoio: se deve tornare a Empoli per fare esclusivamente panchina è bene che vada altrove, ma dipenderà anche da chi sarà l’allenatore… Sarri o chi per lui. Rovini non ne ho proprio idea di quello che potrà essere il suo futuro”.   Valdifiori dove va? “Se Sarri dovesse andar via da Empoli non mi stupirei se Valdifiori lo seguisse… Il mister ha cucito addosso a Mirko la sua filosofia e chi meglio di lui, in un nuovo contesto, potrebbe essere di estremo aiuto nel far capire schemi e movimenti. Anche la società che dovesse puntare su Sarri dovrebbe capirlo e fare in modo di prendere anche Valdifiori. Senza considerare i benefici dello stesso calciatore che si ritroverebbe in una piazza più importante a fare quello che fa da tre anni che lo ha posto alla ribalta dell’opinione pubblica. Quindi, per rispondere alla tua domanda dobbiamo attendere quello che deciderà di fare Sarri”.   Alessio Cocchi

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