” Il Punto “, con Alessandro Marinai

” Il Punto “, con Alessandro Marinai

La stagione 2012/13 è terminata ed anche la fortunata rubrica “Il Punto”, con il collega Alessandro Marinai, giunge al suo epilogo stagionale. Con Alessandro ci risentiremo sicuramente in estate ma la rubrica tornerà con l’inizio della prossima stagione sportiva. Ringraziamo Alessandro per e

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La stagione 2012/13 è terminata ed anche la fortunata rubrica “Il Punto”, con il collega Alessandro Marinai, giunge al suo epilogo stagionale. Con Alessandro ci risentiremo sicuramente in estate ma la rubrica tornerà con l’inizio della prossima stagione sportiva. Ringraziamo Alessandro per essersi dedicato in maniera spontanea nel rispondere a tutti gli utenti che, parallelamente al pezzo, avevano domande e curiosità da rivolgergli.   Alessandro eccoci qua per tirare le somme di questa lunga stagione. La favola purtroppo non è finita come ad un certo punto speravamo, i sogni si sono infranti a Livorno in una gara dove, forse, gli azzurri non sono riusciti ad esprimere quel calcio che li aveva portati fin li…. “Una favola senza lieto fine, ma le regole dello sport sono queste: in finale c’è sempre un vincitore e uno sconfitto, ma se in finale non ci arrivi non hai nemmeno la possibilità di vincere. Non pensavo facesse così male perdere una finale play off, l’amarezza è ancora tanta ma passerà. L’Empoli non è stato forse scintillante e straripante ma dobbiamo considerare che queste gare sono spesso decise dagli episodi e che davanti c’era una signora squadra che ha meritato la promozione“.   Playoff a parte resta una grande stagione, che non puo’ certo passare in secondo pianto rispetto alla sconfitta di Livorno… Assolutamente no, scherziamo? Una squadra reduce da una vittoria ai play out all’ultimo minuto, che parte per salvarsi all’ultima giornata, che inizia il campionato con quattro punti nelle prime nove giornate e che riesce ad arrivare a giocarsi l’ultima partita per andare in Serie A non può che aver fatto un qualcosa di straordinario. La promozione sarebbe stata la classica ciliegina, ma le emozioni e le gioie provate durante l’anno non si possono cancellare”.   La grandezza di questa annata va divisa equamente fra tutti i protagonisti ma è d’obbligo una menzione speciale per mister Sarri. Allenatore non certo arrivato tra i fuochi d’artificio ma che si è saputo conquistare la stima e la fiducia di tutti. Quanto c’è stato di lui in questo gruppo e qual è il pensiero libero di Alessandro Marinai su questo tecnico? Io sono tra quelli che credono e pensano che ci sia molto di Sarri in questa stagione. Premesso che la società è stata bravissima a non farsi travolgere dal momento negativo in avvio di campionato anche se qualche sondaggio fu fatto com’era logico e normale che fosse, l’allenatore ha avuto il merito di non aver mai perso la bussola, di aver parlato chiaro e di essere sempre stato schietto e sincero senza nascondersi mai. Ha avuto, secondo me, anche un atteggiamento straordinario quando le cose hanno iniziato a funzionare perchè altri avrebbero sfruttato l’occasione per togliersi dei sassolini, lui non l’ha fatto. E’ persona semplice, umile, che parla la stessa lingua della gente, credo siano questi i motivi per i quali è riuscito ad ottenere grandi consensi. Di fronte a persone del genere ho sempre un aggettivo bello in più perchè Sarri è uno che la gavetta l’ha fatta davvero ed è uno che ha investito su se stesso rinunciando al posto sicuro in banca. Ho casualmente ritrovato in questi giorni, tra i miei ricordi, un articolo che feci nel 1993, quando collaboravo a “Calciopiù”, di una partita di Prima categoria: Luco-Faellese e sulla panchina ospite c’era proprio Sarri. Poi quando fu annunciato il suo ingaggio fui tra i pochi a sostenere e condividere la scelta della società perchè per lavoro avevo avuto la possibilità di seguirlo quando era a Perugia e poi ad Alessandria e conoscevo la sua maniacale cura del lavoro. Non dimentichiamo che in questa stagione sono stati frantumati diversi record, su tutti le vittorie in trasferta che sono state undici; nella sua storia, l’Empoli, non era mai andato oltre le sette. E come non ricordare i tantissimi gol su palla inattiva? Questi son meriti da attribuire al tecnico. Sono molto contento per lui”.    Un grande lavoro fatto anche da tutta la dirigenza, con un Marcello Carli che ha passato l’esame a pieni voti nella sua prima vera stagione… “I risultati parlano chiaro per tutti ed anche per Carli malgrado qualche ingaggio non azzeccato e da lui stesso riconosciuto. Dobbiamo anche tornare con la mente ad un anno fa, alle dimissioni di Vitale con investitura di Marcello, alla rifondazione della squadra da mettere in atto, ad un mercato sempre più difficile per la mancanza di soldi, dopo la grande paura della retrocessione. Si era deciso di puntare sui giovani, sui parametri zero senza grosse pretese, era da mettere in preventivo qualche scelta sbagliata. Qualcuna però si è rivelata giusta che, unita a situazioni particolari dovute anche ad uno stato di necessità, han fatto sì che tutto si mettesse a posto. Altro merito di Carli, a mio parere, è stato quello di aver stabilito un contatto diverso con la città ed anche con noi stessi, cosa che negli ultimi anni era un po’ mancata. Posso fare solo i miei complimenti a Marcello”.   Ed i rinnovi di Carli e Sarri sono al primo punto delle priorità per la prossima stagione. Alessandro, non possiamo pensare ad un Empoli senza loro… Io no, non riesco adesso ad immaginarlo senza di loro ed anche il presidente mi pare sia sulla stessa lunghezza d’onda. Sono sincero dicendo che ad un certo punto ero molto scettico sulla permanenza di Sarri, mi ero convinto che dipendesse da un’eventuale promozione in A. Oggi, invece, credo siano molte le possibilità di proseguire e credo anche che ci siano i presupposti giusti per aprire un ciclo”.    Adesso, inevitabilmente, inizia il campionato sotto l’ombrellone. Quello del mercato, delle indiscrezioni e della costruzione della nuova squadra. Saponara e Regini sono due elementi che prenderanno altre strade, Valdifiori e Bassi con molta probabilità li seguiranno. Partiamo da questo, ovvero che sarebbe importante fermarsi qui con le uscite… Da un gruppo vincente meno tasselli se ne vanno e meglio è. Tuttavia non possiamo non considerare che molto dipenderà dal bilancio della società, che ignoro, dalle esigenze/richieste dei calciatori e dal progetto che intenderà buttar giù l’Empoli. Comunque sia c’è una base solida dalla quale ripartire e sulla quale costruire. Rimango fiducioso per il prossimo campionato”.   Dovessimo andare avanti con il 4-3-1-2 non sarà facile sostituire Saponara. Le prime indiscrezioni vedono i nomi di Gasbarroni, Carlini… E poi Rugani. Che ne pensi di questi giocatori? Devo dire che l’idea Gasbarroni la trovo molto intrigante, è un giocatore che potrebbe ritrovare una seconda giovinezza in un contesto come quello azzurro, al culmine di una carriera altalenante in cui non è mai riuscito a trovare la continuità giusta. Carlini non lo conosco, me ne parlano bene ma istintivamente sceglierei Gasbarroni. Rugani sarebbe un ritorno, partito l’anno scorso in prestito per la Juventus verrebbe, sulla carta, a rimpiazzare la partenza di Regini con il vantaggio di conoscere l’ambiente e di crescere senza pressione. Senza esagerare però, perchè essendo un ’94 ci sarebbe poi il rischio di farselo prendere dall’Under 21… Siamo alle prime voci, chiacchiericci, vediamo un po’ come si evolve”.   Abbiamo messo tra i papabili partenti anche Bassi. Chi in porta la prossima stagione? Personalmente non ho alcun dubbio: Pelagotti. Per convinzione personale ma anche seguendo la logica delle scelte operate dalla società che ha trattenuto Alberto nello scorso agosto e, successivamente, a gennaio. Oggi farei fatica a comprendere una scelta diversa”.   Da chi ti aspetti il prossimo anno il grande salto di qualità, tanto da poter divenire il nuovo uomo mercato? Faccio di nuovo il nome di Pelagotti, poi Mchedlidze lo diciamo tutti gli anni, prima o poi sarebbe bene azzeccarci! Mi aspetto un’ulteriore crescita di Hysaj, ammesso che rimanga qua, di Laurini e Tonelli. Spero anche riesca a ritagliarsi un suo spazio Pucciarelli, se non qui altrove, per capire se in B può starci. Gli altri sono più o meno certezze”.   Mancano ancora due caselle per la compilazione definitiva della nuova serie B. Che campionato ti aspetti? Chi le tue favorite sulla carta? Chi l’outsider? Dove metteresti gli azzurri in una probabile griglia di partenza? “Credo sia decisamente presto per fare queste griglie che poi puntualmente vengono in gran parte disattese. Chiunque, oggi, ancor prima di leggere rose e mercato potrebbe indicare il Palermo come favorita numero uno, ma siamo appena ad una settimana di stop del campionato. Gli azzurri li metterei quint’ultimi, o 50 punti se preferisci, poi vedremo quello che succede… Buona estate a tutti!”.   Alessio Cocchi

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