Il ritorno di Maurizio…

Il ritorno di Maurizio…

Empoli-Napoli è stata sempre sicuramente una sfida affascinante, con i partenopei che hanno sempre rappresentato uno dei blasoni che sono passati dal nostro Castellani, anche negli anni della B. Ma di per se non ha mai portato situazioni emotive di un certo rilievo se escludiamo l’evento, perchè d

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sarri masurizioEmpoli-Napoli è stata sempre sicuramente una sfida affascinante, con i partenopei che hanno sempre rappresentato uno dei blasoni che sono passati dal nostro Castellani, anche negli anni della B. Ma di per se non ha mai portato situazioni emotive di un certo rilievo se escludiamo l’evento, perchè di quello si trattò, del vedere Maradona nella nostra città. La gara di domenica però avrà inevitabilmente un sapore diverso.   Si puo’ dire cio’ che si vuole, e si possono avere le più disparate opinioni, tutte ampiamente rispettabili ma, questo non puo’ essere negato da nessuno, il triennio conclusosi lo scorso giugno ha avuto qualcosa di davvero magico e resterà per sempre dentro il libro dei ricordi di ogni cuore azzurro. Un’avventura iniziata tra mille difficoltà e poche certezze, sulle macerie di un playout vinto con un batticuore che ancora oggi torna al solo pensarci ed una minaccia (per fortuna subito rientrata) di vendita della società da parte del Presidente. Un’avventura iniziata dal punto di vista dei risultati come forse peggio non poteva ma che poi, piano piano, ha visto crescere una creatura meravigliosa che ci ha regalato emozioni e soddisfazioni a non finire. Ed al timone di quella nave c’era un uomo, arrivato con pochi crediti e molto scetticismo, anche da parte di chi scrive, un uomo che però in qualche modo ha saputo subito entrarci dentro, ci ha conquistato prima come uomo e dopo come allenatore. Un uomo che ha saputo dare del “tu” e lo ha preteso a sua volta da tutti coloro che gli sono gravitati intorno, un uomo che non ha mai “tirato via” la gamba affrontando sempre tutte le situazioni di petto…come piace a noi.   Domenica tornerà, da avversario per la prima volta, andandosi a sedere nella panchina opposta a quella che è stata sua per tre anni e per la quale si è arrabbiato moltissimo lo scorso anno quando, complici i “field box” gli è stata arretrata dal campo non di poco. Arriverà alla guida di una squadra che dovrà lottare per qualcosa di importate, una squadra che gli ha dato la possibilità di lottare per qualcosa di importante dopo una gavetta infinita che lo ha visto protagonista in tutte le categorie possibili. Tornerà e sicuramente sarà strano, sicuramente farà effetto quando con gli occhi ci imbatteremo per forza di cose in lui e lo vedremo con un’altra tuta a comandare il gioco di chi cercherà sportivamente di ucciderci. Ma sarà bello rivederlo.   In questi giorni si sta leggendo un po’ di tutto, da chi non ha dubbi sul calore dell’accoglienza che gli riserverà a chi invece vorrebbe lanciare due fischi a chi sarà indifferente. Ognuno, giusto cosi, la vivrà a modo suo. Non possiamo negare che la sua uscita da Empoli poteva essere gestita un po’ meglio, con un pizzico più di chiarezza, con quella schiettezza che nei precedenti tre anni non era mancata. Ma forse anche per lui è stato difficile, lasciare, ripartire e trovarsi in un modo completamente diverso dal nostro. Difficile come sarà sicuramente l’arrivo allo stadio e l’ingresso in campo. Ognuno la vivrà come meglio crede, non spetta a noi condizionare un sentimento (di questo si tratta) cosi importante che dovrà essere “sfogato” come meglio si crede. Ma concedeteci di dire che per noi torna un grande uomo, un amico, Maurizio. Poi nei novanta minuti ci sarà solo una cosa importante che avrà un solo colore.   Alessio Cocchi

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