In Toscana siamo rimasti gli unici, anche la “ruota” ha smesso di girare

In Toscana siamo rimasti gli unici, anche la “ruota” ha smesso di girare

Queste poche righe non certo per festeggiare ma per riflettere. Ieri è arrivata la notizia ufficiale del fallimento della Carrarese 1908, una storia che si chiude dopo più di cento anno e che nemmeno Buffon è riuscito ad evitare vista la frattura con il socio di maggioranza. Alla formazione apuan

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carrarese-calcio-240x180Queste poche righe non certo per festeggiare ma per riflettere. Ieri è arrivata la notizia ufficiale del fallimento della Carrarese 1908, una storia che si chiude dopo più di cento anno e che nemmeno Buffon è riuscito ad evitare vista la frattura con il socio di maggioranza. Alla formazione apuanea verrà concesso di terminare la stagione sportiva attuale ma poi dal prossimo anno tutto dovrà ripartire da capo con la speranza per i tifosi gialloblù di avere nella serie D la prossima categoria. Il fallimento della Carrarese lascia adesso da solo l’Empoli.   La nostra società infatti è rimasta l’unica in Toscana tra tutte quelle professionistiche di rango a non essere mai fallita. Come detto non c’è da tirare fuori bottiglie o fare caroselli, c’è pero’ da capire quanto la gestione della nostra squadra, negli anni, sia sempre stata oculata e disciplinata. A volte non si riescono a condividere determinate operazioni, perchè giustamente si vorrebbe l’attaccante tale o il difensore tizio, ma ad Empoli la salvaguardia del calcio, la salvaguardia del club, sono sempre state messe al primo posto potendo cosi continuare un percorso importante soprattutto nel settore giovanile, un percorso che negli ultimi anni poi, sotto la guida Corsi, ha regalato anche grandi soddisfazioni con ben nove partecipazioni alla serie A che dopo la parentesi degli anni ’80 sembrava dovesse essere una chimera.   Siamo innamorati della nostra squadra e come tutti gli innamorati sapremo sempre avere anche uno spirito critico, ma pero’ è sempre bene tenere a mente quanto fatto negli anni da chi ha gestito l’EFC non avendoci mai fatto vivere il dispiacere di un fallimento.   Alessio Cocchi  

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