Inter-Empoli… l’analisi

Inter-Empoli… l’analisi

Gli azzurri perdono ma escono a testa alta dalla sfida contro l’Inter, dimostrando passi in avanti e mantenendo inalterato il distacco dalla terzultima

5 commenti

Alla fine quello di stanotte è stato un buon sonno, sereno, tranquillo e consapevole che ad una giornata in meno dalla fine della ancor lunga stagione, abbiamo sempre lo stesso vantaggio sulla prima inseguitrice. Si perchè è inutile raccontarci le storielle, le orecchie sono già puntate anche su quanto accade parallelamente alle vicende strettamente legate a noi, vicende che possono alterare il nostro cammino e condizionare anche un aspetto importante come quello mentale. La sconfitta interna del Palermo con l’Atalanta ha quindi fatto pari con quelli che possono essere alcuni dispiaceri che la gara di ieri a San Siro ci ha portato, nonostante una sconfitta sulla quale non c’è niente da dire.

Sapevamo che avremmo avuto vita dura, l’Inter è in salute da quando è arrivato Pioli e poi c’era quella rabbia maturata per tutta la settimana dopo i fatti della gara che i nerazzurri avevano giocato a Torino con la Juve. La “panolada” alla fine c’è stata, fatta da tre quarti di stadio ad eccezione della zona ultras dei tifosi nerazzurri, una protesta civile e pacifica che pero’ è entrata dentro anche noi spettatori distaccati da quegli specifici eventi. Ed era inevitabile che i padroni di casa partissero a spron battuto, trovando anche il fortunoso gol del vantaggio (Eder di petto, che negli spogliatoi in privato ci ha detto: “me la son trovata li”) che poteva spianare la strada anche verso un successo rotondo. Ma gli azzurri la lezione di Crotone l’hanno imparata e molto bene. L’Empoli non si è disunito ed ha sempre cercato di giocare palla a terra, spesso sbagliando l’appoggio, ma a volte trovando il corridoio giusto e presentandosi dalle parti di Handanovic. Ci sarebbe anche da raccontare di un mani di Miranda dentro la propria area, sul quale solo Pucciarelli (che aveva messo palla in mezzo) si è sgolato verso l’arbitro, ma si sa, l’Inter avanzava un credito e per aver rigore ieri forse ci voleva un mezzo omicidio.

Da dire poi che ieri l’Empoli in qualche modo ha pagato anche le non poche assenze. Niente da dire per generosità verso chi ieri si è messo a disposizione ma sicuramente quella non era la partita più giusta per Dimarco che in linea generale aveva sempre fatto bene e Veseli ha dimostrato che forse riesce a dar qualcosa in più da terzino che non da centrale, mettendo a volte in difficoltà anche Cosic. Quello che meno ci è piaciuto, visto molto bene anche dall’alta tribuna stampa dello stadio milanese, è il troppo divario tra i reparti, con gli attaccanti sempre lontanti dai centrocampisti e non vicinissimi alla porta. Ma anche questa è storia vecchia, con un Empoli che in qualche modo il suo DNA lo ha modificato. In tutto questo pero’ spicca la prova di El Kaddouri che tra i giocatori di movimento è stato tra i più propositivi, dimostrando e palesando che il valore di questo giocatore c’è tutto. Di certo la solita menzione speciale la merita Skorupski, che dire, anche ieri ha fatto miracoli.

Dicevamo che la gara qualche rimpianto addosso lo ha lasciato, questo perché sicuramente i padroni di casa, nonostante la loro veemenza hanno disputato una partita condita da tanti errori, ma soprattutto perché  le palle per poter rimettere in carreggiata la gara l’Empoli le ha avute, eccome.  Il calcio è un gioco bello quanto strano ed imprevedibile, ed una delle sue leggi più classiche non scritte è quella del “gol sbagliato, gol subito”.  Negli occhi abbiamo ancora la palla di platino arrivata sui piedi di  Krunic che  incredibilmente non è stata trasfromata in gol, con poi un’occasione in sequenza capitata a Maccarone e calciata fuori. Sull’azione seguente è arrivato il gol del due a zero che sicuramente non ha spento completamente gli animi ma ha  incanalato la partita in una direzione specifica.  Però davvero, poco male, non sono questi gli stadi in cui deve passare la  nostra salvezza. Era preteso un certo tipo di approccio ed un certo tipo di partita, e tutto sommato questa è arrivata.  Come già detto da Palermo sono arrivate notizie incoraggianti ed il ritorno a casa è stato sereno.

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  1. carloristori - 2 settimane fa

    Parlare di modulo a me sembra esagerato, perché mica siamo allenatori e dare equilibrio in campo è la cosa più difficile (secondo me) che è richiesta a un professionista; io che scrivo invece per diletto, in questo caso sto zitto. Volevo dire invece che protestare, come ha fatto il Puccia, per un *presunto* fallo di Miranda è proprio da … Il difensore si è girato ed è stato colpito sul braccio dietro la schiena. Se quello è fallo *volontario* di mano, io sono un abitante di Marte!!! Quanto poi all’occasione di diamante di Krunic, secondo me, lui ha tirato bene, solo che c’è anche il portiere a Handanovic (s.s.s.c.) non è nemmeno dei peggiori. 😉

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  2. Mork - 2 settimane fa

    Secondo me Claudio,il punto di riferimento,inteso come modulo,non riguarda chi scende in campo,ma solamente Martusciello che evidentemente non sa proporre altro durante la partita perché questo ha imparato stando insieme a Sarri e Giampaolo e questo mette in campo…..Se avesse ovviato con un modulo più prudente,magari anche durante la partita,forse alcune partite come quelle con il Milan,Fiorentina,Atalanta,magari forse non le avremmo perse.La crescita dei giocatori giovani è indipendente dal fatto se giochi a tre o a 4….anzi uno come Dioussè avrebbe un giocatore in più(o magari anche 2 a dargli una mano)….Pasqual era abituato a giocare a 3……quindi nulla toglie che in certe partite puoi giocare anche con Bellusci,Costa e Barba centrali,con ai lati quando ti difendi,Laurinì e Paqual…..giocatori che nella fase di attacco diventano centrocampisti(cosa che sicuramente saprebbero fare visto la spinta che danno se vanno avanti).Nel mezzo Croce,Dioussè,El Kaddouri,con all’attacco Levan,Maccarone o chi ci si vuol mettere!Insomma un bel 3-5-2.Ma altri moduli sono più che possibili….,ma chi lo dice che non abbiamo interpreti per giocare anche in maniera diversa.Ripeto….in certe partite o durante certe partite….bisogna anche saper cambiare modulo se si vuol portare a casa,o perlomeno provare,il risultato!

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  3. claudio - 2 settimane fa

    Questa squadra ha poche certezze: Non è possibile ipotizzare l’abbandono di un modulo come il nostro, che rappresenta comunque un punto di riferimento per chi scende in campo…
    Dopo le partenze di Paredes e Zielinski s’è dovuto reinventare il centrocampo. Ora che con la crescita di Diousse si sta trovando la quadra, non vedo la necessità di cambiare. Magari a volte gli interpreti, ma il modulo no.

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  4. Mork - 2 settimane fa

    Purtroppo non ho potuto vedere la partita se non le poche immagini televisive….La squadra a quanto leggo ha fatto una buona partita e considerando che giocava al Meazza e contro una squadra come l’Inter la sconfitta ci può stare benissimo…..Da quello che ho visto,però dispiace perdere prendendo dei goals piuttosto evitabili,come dispiace non sfruttare le occasioni avute….Purtroppo sempre un tocco di troppo e poca cattiveria senza tirare subito in porta.Se non ho capito male Laurinì è stato spostato al centro e mi chiedo perché….visto che Veseli(da terzino mi pare che abbia gia dimostrato di non averne il passo…o no?) è un centrale…gia la difesa era rabberciata allora perché non tenere Laurinì nel ruolo che gli compete sig. Matusciello?Non ci lamentiamo se poi sulle fasce si balla il chachacha!E poi son sempre più convinto che quando vai a giocarti le partite su questi campi difficilissimi un uomo in più a centrocampo serve eccome….Non si può restare schiavi di un modulo e bisogna sempre averne uno alternativo….da lì si vede la bravura di un allenatore e di quanto è capace di dare una propria identità alla squadra….Sarri e Giampaolo per ora son lontani anni luce,quindi con giocatori intelligenti come i nostri….qualsiasi modulo è possibile contro squadre più forti….

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  5. Nicola - 2 settimane fa

    Complimenti,buona disamina!

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