L’AD Ghelfi torna a parlare dello stadio

L’AD Ghelfi torna a parlare dello stadio

Francesco Ghelfi, AD dell’Empoli, è tornato a parlare del nuovo stadio che la società azzurra spera di poter realizzare incassando il si del Comune entro la fine del mese di gennaio. Lo ha fatto rilasciando un’intervista al giornalista Sky, Gianluca Di Marzio. Concetti simili a quelli raccontati

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Francesco Ghelfi, AD dell’Empoli, è tornato a parlare del nuovo stadio che la società azzurra spera di poter realizzare incassando il si del Comune entro la fine del mese di gennaio. Lo ha fatto rilasciando un’intervista al giornalista Sky, Gianluca Di Marzio. Concetti simili a quelli raccontati in esclusiva qualche settimana fa a PEnAlty, concetti che ormai noi “locali” conosciamo molto bene ma concetti che ci piace tornare a raccontare.   stadio“E’ un’opportunità che andrà oltre il 2016 perché ci vorrà un po’ di tempo. C’è da condividere questo percorso con l’amministrazione comunale, vogliamo e dobbiamo farlo insieme. Chiaramente ci saranno degli ostacoli, ma tutto nel rispetto delle leggi e nella massima trasparenza”. Tranquillità e pazienza, si leggono nei suoi occhi e nella sua voce. Il progetto messo sul tavolo in estate aveva stupito tutti, lo studio di fattibilità presentato poco prima di Natale ha rappresentato il primo passo burocratico verso quel sogno pronto a divenire opportunità: “E’ un’idea che nasce da un po’ di sogni, di pensieri che tra l’altro inizialmente vedevo molto lontani dalla nostra realtà e dalle nostre possibilità. Poi invece pian piano mi sono entrati nella testa, ho analizzato la fattibilità di questo progetto, ho immaginato e concretizzato i costi e visto come affrontarli: tutto sommato credo che i numeri ci siano. Questo fornisce alla città anche un’opportunità secondo me, a prescindere da uno stadio che ci riempirebbe di orgoglio: ci metterebbe all’altezza dei migliori, ci darebbe un aiuto tecnico, ci porterebbe qualche punto in più… Sarebbe uno stadio che vivrebbe sempre, legato ovviamente ad un progetto di sviluppo commerciale. L’impianto rimarrebbe comunale, in convenzione per 49 o 99 anni alla società e poi tornerebbe al Comune”.   delli? Torino, Udine… “Può essere solo una via di mezzo. La dimensione è limitata ovviamente, loro hanno altre esigenze, ma diventerebbe uno stadio confortevole dotato di massima visibilità e ottimi servizi, supportato poi dallo sfogo commerciale che garantirebbe la fattibilità dell’operazione. Nessuno ci aiuterà nella costruzione, l’impegno è tutto a carico dell’Empoli che contemporaneamente si impegna nella costruzione di un impianto per l’atletica leggera che non vogliamo sfrattare.  Le possibilità sono due: riqualificare il Castellani, la nostra idea, o eventualmente costruire un impianto nuovo nella zona della Viaccia, dove però sono emersi costi insormontabili per noi e con un ritorno commerciale esagerato per la zona. Il Comune lo sa, l’unica ipotesi percorribile è quella del ‘nuovo Castellani’”. E proprio dal Sindaco, in queste ultime ore del 2015, sono arrivati messaggi di apertura importante. Segnali positivi per entrare in un 2016 che potrebbe essere decisivo: “Il segnale che vogliamo trasmettere – ricorda Ghelfi – è che le società dovrebbero piano piano dotarsi tutte di uno stadio, un investimento che genera degli introiti. L’Empoli non lo fa per guadagnare, lo fa per crescere, per avere un impianto diverso, con più spettatori… Siamo convinti che il buon calcio sia la ricetta migliore per riempire gli stadi, pensiamo di andare avanti con questo disegno e lo stadio ne è parte. Il progetto si autoalimenta, troveremo le fonti finanziarie necessarie. Non dipende dalla Serie A, andrà avanti comunque”.   Intanto, a Monteboro c’è un centro sportivo per il settore giovanile che è già un piccolo gioiello e che l’Empoli è pronto a sviluppare ancora: “Verrà completato entro la fine della stagione, l’ultimo step è un “albergo” – racconta Ghelfi – a disposizione della prima squadra per i ritiri estivi e pre-partita. Poi ci sarà un ristorante-pizzeria, altri spogliatoi, etc. Vorremmo fare anche un altro campo che ci mancherebbe per aver completato l’opera. Se riusciamo a fare tutto queste cose portiamo l’Empoli ad un livello eccezionale, direi fra le prime dieci in Italia”. Sogni, o meglio opportunità. Che si concretizzano con il messaggio di Francesco Ghelfi ai tifosi dell’Empoli per il 2016: “Continuare a fare calcio solo con la filosofia degli ultimi anni: proporre calcio, senza mai pensare di distruggere il gioco degli altri. La strada tracciata è quella giusta, non soffriamo di vertigini: fare bene porta consapevolezza”. Non è una favola, anche se – pure qui, ad Empoli – i sogni son desideri. Anzi, progetti.    

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