Lorenzo Stovini: “Se parlo vado in galera”

Lorenzo Stovini: “Se parlo vado in galera”

Lorenzo Stovini, ex capitano azzurro, svincolatosi lo scorso 30 giugno dall’Empoli dopo che non è stato prolungato il suo contratto, è tornato a parlare e lo ha fatto in un’intervista molto accorato al portare “Intervistasportiva.com”. Parole che vengono, come sempre, da dentro e dove Lorenzo s

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Lorenzo Stovini, ex capitano azzurro, svincolatosi lo scorso 30 giugno dall’Empoli dopo che non è stato prolungato il suo contratto, è tornato a parlare e lo ha fatto in un’intervista molto accorato al portare “Intervistasportiva.com”. Parole che vengono, come sempre, da dentro e dove Lorenzo sottolinea ancora il suo grande disappunto per come la storia con gli azzurri sia terminata.    

Cosa c’è nel tuo immediato futuro? Questa estate si era parlato di un interessamento del Livorno, c’è qualcosa di vero?
“Col Livorno era venuta fuori un’opportunità, c’era questo interesse da parte loro ma poi hanno deciso di prendere un giovane e la cosa è finita lì”.
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Ora sei svincolato. Hai avuto qualche richiesta da parte di qualche società o sei in attesa che qualcosa si muova?
“Al momento sono in attesa, vediamo se viene fuori qualcosa se no pazienza”.
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Hai ancora voglia di giocare o sei indirizzato verso un futuro diverso, in panchina magari visto che hai preso il patentino?
“Fosse per me giocherei altri dieci anni, non è un problema, ma deve esserci la possibilità. Capisco di non avere più vent’anni e di non aver giocato nel Milan, nel Real Madrid, nella Juve o in grandi squadre, però ho 350 partite in serie A, non ho mai saltato un allenamento negli ultimi 10 anni, l’anno scorso ho fatto 43 partite su 44 quindi sinceramente mi piacerebbe ancora giocare però capisco che il calcio italiano purtroppo è così e va preso per quello che è”.
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Magari un esperienza all’estero…
“A me piacerebbe tutto, se ci fossero le opportunità giuste… . Non mi sono mai precluso niente, ma dovrebbero esserci le condizioni ideali… non è che uno va a prostituirsi”.
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In una tua recente intervista ho letto che non sei rimasto molto contento del trattamento ricevuto dall’Empoli. Sei ancora arrabbiato?
“Non è che sono arrabbiato, sono incazzato che è diverso. Se parlo adesso di quello che è successo con l’Empoli mi prendo dieci anni di galera quindi preferisco star zitto. Il discorso è molto semplice: so di non avere vent’anni però è il modo in cui è venuta fuori la cosa che mi ha dato fastidio. Io dovunque sono andato, e così a Empoli, non mi sono mai risparmiato, non ho vivacchiato e non ho ‘rubato lo stipendio’, mi sono sempre allenato e ci ho sempre messo la faccia, sono sempre stato uno dei più presenti se non il più presente in tutte le squadre in cui ho giocato. Ho fatto tre anni a Empoli, di cui gli ultimi due giocando tanto (nell’ultimo anno in campo in 43 partite su 44). Mi hanno detto che volevano puntare sui giovani e poi hanno preso uno di tre anni più giovane di me (Lorenzo deve compiere 36 anni, ndr.) per sostituirmi. Io non ho assolutamente nulla contro di lui, ci mancherebbe, però questo vuol dire che c’era qualcos’altro dietro che non mi è stato spiegato. Non c’è chiarezza nel calcio, ma questo si sa e soprattutto in Italia. Mi è dispiaciuto il modo in cui sono stato trattato, ma il calcio purtroppo in Italia va così, e alla fine io sono a casa”.
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Hai lasciato tanti bei ricordi nei tifosi delle squadre in cui hai giocato, tanto che sul tuo profilo Twitter si trovano grandi attestati di stima da parte dei leccesi e dei catanesi, che ricordi hai di queste due piazze in cui hai giocato?
“Io ho ricordi belli dappertutto, dovunque sono stato. Due anni a Vicenza, uno a Reggio Calabria, cinque a Lecce, tre a Catania e tre a Empoli e dovunque sono andato ho ricevuto attestati di stima e d’affetto. Chi mi vuole bene e mi ha apprezzato lo sa e sa che io ricambio con affetto, degli altri sinceramente non mi interessa”. 

   

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