PEnsieri Azzurri | “Il giorno più importante”

PEnsieri Azzurri | “Il giorno più importante”

Ci siamo, siamo arrivati a meno di 24 ore dalla gara che la maggior parte dei tifosi azzurri aspetta: il derby con la Fiorentina. La gara di Firenze poi, questa almeno la sensazione, è ancora più sentita che non quella giocata ad Empoli, forse perchè lo sgambetto a domicilio dà maggiori soddisfa

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fiorentina-empoli (13)Ci siamo, siamo arrivati a meno di 24 ore dalla gara che la maggior parte dei tifosi azzurri aspetta: il derby con la Fiorentina. La gara di Firenze poi, questa almeno la sensazione, è ancora più sentita che non quella giocata ad Empoli, forse perchè lo sgambetto a domicilio dà maggiori soddisfazioni. Di certo  questo è il “Derby”, che dir se ne voglia. Il concetto di derby è un concetto prettamente geografico, tant’è che anche partite tra squadre della stessa regione vengono additate come tali, figuriamoci se disputata tra club che distano meno di 30km e che sono all’interno della stessa area provinciale. Si è discusso molto in questi giorni su chi sente di più questa partita e chi la sente di meno. Ad Empoli è sentita, ci mancherebbe, ma siamo certi che anche di là dall’Arno la sentono eccome; poi certo c’è da difendere un blasone, c’è da difendere l’orgoglio di chi si sente il “maschio Alfa”, e quindi è facile e più comodo dire che certe sensazioni non sono provate o comunque non sono cosi vive. Senza riaprire inutile polemiche è un dato di fatto che ci siano stati fin troppi esempi di questa “non indifferenza”. Fiorentina-Empoli è un derby che sicuramente nei suoi primi confronti (parliamo degli anni ’80) non vedeva nessuna rivalità, anzi l’Empoli in serie A in quel periodo era veramente un miracolo e molti nella piazza viola erano pure contenti che questa piccola cittadina fosse incredibilmente riuscita ad arrivare in una serie A fortissima (e fatta di sole sedici squadre). Cronologicamente possiamo tranquillamente collocare nella stagione 1997-98  il raffreddamento delle parti, con l’inaspettata vittoria azzurra sul campo dei cugini alla quarta di campionato. Da quel momento qualcosa è cambiato.   Parlando però di domani, della più stretta attualità, c’è sicuramente da dire che andremo ad affrontare una Fiorentina forte e in salute, e questo non era certo cosi scontato alla vigilia della stagione. Anzi, chi scrive non fa mistero che quest’anno la sensazione fosse che la formazione viola avesse perso qualcosa in qualità ed elementi, soprattutto con la partenza di Vincenzo Montella e in virtù dell’arivo di un allenatore tutto da scoprire come Paulo Sousa. Il primo posto della squadra gigliata, alla pari con l’Inter, non è assolutamente casuale ma arrivato a suon di belle prestazioni che hanno portato con sè risultati importanti, come la vittoria proprio con i nerazzurri a San Siro e l’esame non facile di Marassi con la Samp. Anche l’Empoli però arriva in grande salute al derby: non faccia assolutamente da esempio la sconfitta con la Juventus arrivata solo per due distrazioni e non certo per un gioco superiore da parte del pur sempre forte avversario. Una storia quasi parallela quella dei due allenatori: entrambi arrivati a dover prendere un’eredità difficile, una poltrona scomoda dove le percentuali più alte erano sicuramente rivolte verso il non riuscire a ripetere quanto fatto dai predecessori. Anche lo scetticismo che le due piazze ha accompagnato i due mister era molto simile ed entrambi invece, con il lavoro e l’abnegazione, hanno sovvertito questi pronostici facendo innamorare la gente di loro, a poco a poco, e facendo diluire sempre più il ricordo di chi c’è stato. Quella di domani sarà sicuramente una bella partita giocata a viso aperto tra due squadre che giocano, senza mai rinunciare, concedendo qualcosa, ma rimanendo sul pezzo per tutti e novanta i minuti. Sarà sicuramente una partita speciale per Matias Vecino che lo scorso anno, nonostante qualche resistenza iniziale, ha avuto nell’anno di Empoli l’esplosione definitiva, crescendo e diventando giocatore di categoria a tutti gli effetti. Una stagione importante per tutte e tre le parti e non c’è da meravigliarsi se di tutte le partenze che ha avuto l’Empoli in estate quella dell’uruguagio sia quella che si è rimpiazzato con maggior fatica. Quella di Vecino però è stata un’operazione, come detto, molto intelligente da parte delle due società che con i volti nuovi di Carli e Pradè hanno saputo e sanno sfruttare al meglio una vicinanza geografica che negli anni di Vitale e Corvino era divenuta quasi una guerra fredda di mercato.   Tutti sapete delle misure che sono state prese in sede di acquisto dei biglietti, misure che hanno ovviamente limitato alcune persone, non facendo divenire cosi lo stadio “Franchi” esaurito nonostante le richieste non mancassero. Siamo però certi che lo spettacolo sugli spalti non mancherà, anche a suon di sfottò, perchè no, visto poi che  quelli partoriti dalle nostre menti di buoni toscanacci sono sicuramente di prima qualità goliardica. Chi ci si fermi però li. Adesso più che mai c’è da dare un senso ed un segnale di come lo sport debba essere festa e gioia, indipendentemente dai colori e dai risultati. Non possiamo non chiudere questi PEnsieri pre-derby ritornando su quanto successo una settimana fa con gli attenti di Parigi e la grande paura che adesso sta imperversando in tante zone della nostra Europa. Non spetta a noi certo l’ennesima arringa o processo mediatico, a noi spetta solo di pregare e ricordare, dando cosi un senso a tutto quello che è il nostro quotidiano, compreso quello legato all’attenzione sportiva, per passione o per professione che sia. Concedeteci anche un’altra preghiera per Antonio Bassi che giovedi 12 novembre ci ha lasciati. Quella di domani sarà la prima partita che l’Empoli giocherà senza che la sua penna possa scrivere qualcosa sulla squadra che ha tanto amato in questi lunghi anni. Ma da lassù Antonio sarà con noi per tifare Empoli nel giorno più importante.   ORA E SEMPRE…FORZA EMPOLI   Alessio Cocchi

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