PEnsieri Azzurri | Notte prima dell’esame Palermo

PEnsieri Azzurri | Notte prima dell’esame Palermo

Se fossimo a scuola, diremmo che il test è stato superato con una sufficienza piena. A Marassi contro una Sampdoria in salute, capace di collezionare quattro vittorie e un pareggio sui cinque incontri casalinghi, gli azzurri erano chiamati a una prova convincente e solida. Perché il bottino raggiu

Commenta per primo!

Se fossimo a scuola, diremmo che il test è stato superato con una sufficienza piena. A Marassi contro una Sampdoria in salute, capace di collezionare quattro vittorie e un pareggio sui cinque incontri casalinghi, gli azzurri erano chiamati a una prova convincente e solida. Perché il bottino raggiunto fino a giovedì era sì importante, ma occorreva saggiare la nostra consistenza contro un avversario in forma e su un campo difficile. Il match con i doriani racchiudeva un insieme di insidie non di poco conto, una su tutte la tenuta fisica dei nostri, vista la ravvicinanza del trittico di partite che finiremo di disputare con il Palermo.   samp-empoli (21)Il test è stato superato perché l’Empoli ha giocato molto bene dal punto di vista collettivo e non ha patito la soggezione di un avversario e di un pubblico che spesso risulta decisivo nel sospingerlo. La squadra ha pensato a giocare il suo calcio, quello basato su una fitta rete di passaggi corti, e di mettere in difficoltà la Sampdoria con le armi a propria disposizione, senza strafare. Ed è questo quello che vogliamo vedere, perché è parte del nostro DNA. Abbiamo passato l’esame anche perché non ci siamo scomposti di fronte alla mazzata del pareggio, alla furibonda reazione della Sampdoria e alle difficoltà di concludere l’incontro in inferiorità numerica. Insomma, l’Empoli esce fortificato nel carattere e nel morale dalla trasferta doriana, sperando di aver assimilato quegli anticorpi necessari per affrontare il resto del cammino verso la salvezza. Che, come ogni ogni stagione, sarà lungo e faticoso, e che potrà riservare anche qualche momento di crisi o appannamento.   Detto che la classe ha risposto presente al compito assegnatole dal “professore” Giampaolo, occorre fare qualche annotazione sui singoli. Il più atteso di tutti, è inutile anche dirlo, era Riccardo Saponara. Dopo le tre giornate di squalifica inflitte dal giudice sportivo, eravamo molto curiosi di quale sarebbe stata la reazione sul campo da parte del numero 5 azzurro: l’avvio non è stato scoppiettante, il ragazzo ci ha messo un po’ per carburare, ma alla fine è venuta fuori – come sempre – la sua importanza nell’economia del gioco azzurro. Ancora non sappiamo bene se, dal punto di vista mentale, per lui sia positivo caricarsi il peso della squadra sulle proprie spalle: le prime giornate in cui è stato risolutivo cozzano con il nervosismo mostrato a Udine e Frosinone. Il fatto certo, e che non si può negare, è che dai piedi di Saponara passa molta della salvezza dell’Empoli. Un giocatore della sua qualità non è prescindibile per una compagine come la nostra, anche se indubbiamente chi lo ha sostituito nei tre turni di “purgatorio” lo ha fatto egregiamente. Un altro singolo del quale vogliamo accennare è Manuel Pucciarelli. Troppo spesso criticato per la sua abulicità in zona offensiva, contro la Samp si è inventato un eurogol che probabilmente sarà uno dei prossimi partecipanti al Gol+bello. Chissà che questa rete non possa definitivamente sciogliere la punta azzurra che è sempre uno dei primi a sacrificarsi e uno degli ultimi ad arrendersi. Gli farebbe bene al morale, ma farebbe bene anche all’Empoli. Infine, non resta che affrontare il capitolo Dioussè. Tutti abbiamo tessuto le lodi di questo giovane che, a soli 18 anni, ha saputo ritagliarsi uno spazio importante in Serie A in un ruolo chiave come quello del regista. E tutti abbiamo visto la pessima prestazione contro la Sampdoria. Non possiamo negarlo, contro i blucerchiati ha fatto male, non è riuscito ad entrare in gara e, anzi, ci è uscito troppo presto. Ma il ragazzo vale tanto, sia tecnicamente che umanamente: proprio perché noi siamo l’Empoli, un cantiere dove ci vantiamo che i calciatori possono sbagliare più che in altre realtà, non possiamo buttare la croce addosso ad Assane per la prova incolore di giovedì.   Adesso, messa da parte la duplice sfida con le genovesi, il trittico di partite super ravvicinate termina a Palermo. Un campo da sempre ostico, ma nel quale l’Empoli ha spesso fatto la sua partita e ha portato a casa punti importanti. L’aspetto forse più preoccupante sta nella differenza di riposo tra azzurri e rosanero: nel calcio odierno, soprattutto con partite così vicine tra loro, un giorno di differenza è davvero tanto. Certo, con il punto di Genova andiamo in Sicilia carichi e convinti di poter sviluppare anche là il nostro gioco, ma l’aspetto fisico sarà determinante. In futuro magari qualcuno ci spiegherà l’illogicità di queste decisioni, visto che l’Empoli ha pure dovuto affrontare due trasferte consecutive a distanza di pochissimi giorni. Nel frattempo, l’unica risposta che possiamo ottenere è quella del campo: dal Barbera, giocando come a Genova, si possono mettere in saccoccia altri punti fondamentali. A Palermo ci aspetta l’ennesimo esame:solo dopo sapremo se la nostra maturità ha fatto un altro, piccolo passo in avanti. Verso la salvezza.   Simone Galli

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy