Pietro Fusco : “Empoli è il calcio”

Pietro Fusco : “Empoli è il calcio”

Bella intervista quella uscita quest’oggi sull’edizione spezzina de “La Nazione” ad un ex azzurro (ex anche delle aquile da giocatore): Pietro Fusco. Un po’ meno simpatica la parte dedicata al tifo azzurro, definito, ininfluente. Fusco, lo ricordiamo, ha giocato in azzurro 160 partite tra

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Bella intervista quella uscita quest’oggi sull’edizione spezzina de “La Nazione” ad un ex azzurro (ex anche delle aquile da giocatore): Pietro Fusco. Un po’ meno simpatica la parte dedicata al tifo azzurro, definito, ininfluente. Fusco, lo ricordiamo, ha giocato in azzurro 160 partite tra il 1997 ed il 2002, mentre a Spezia, oltre che da giocatore, ha lavorato anche come allenatore in seconda. Adesso è ancora a Spezia dove allena la squadra Primavera.   Fusco, cos’è Empoli? “ Vi sembrerà strano, ma per me è il calcio. Se nel 2002 non ci fosse stata una chiamata indecente del Catania, forse dal calcio me ne sarei andato. E’ il calcio vero, per organizzazione, cultura del lavoro, idee; quell’Empoli era un gioiello del football, che resta negli annalli. Le cose oggi son un po’ cambiate.”   Se Empoli è il calcio, Spezia cos’è? “ Sono due storie diverse. Spezia e lo Spezia ti fanno vivere il pallone, la gioia, l’una non ha niente a che vedere con l’altra, ma nelle due dimensioni sono posti unici. Puoi girare come vuoi l’Italia ma non ne trovi.”   Il “Castellani”, uno stadio che sembra per pochi intimi… “ Un campo neutro non paragonabile al Picco. Non ha neanche una curva ma solo un rettilineo per i tifosi, che non hanno fatto ne faranno mai la differenza. Quando lo stadio è al completo sei in A e dalle zone limitrofe giunge gente, altrimenti è per 3-4000 persone se va bene.”   Empoli è soprattutto Pino Vitale… “Unico, carismatico. Con lui sono arrivato in A, poi sceso e risalito, ma ha qualcosa in più di tutto quelli che conosco. Ricordo un episodio incredibile: vincemmo un campionato all’ultima domenica ad Ancona a 10’ dalla fine mollammo, perché dagli altri campi arrivavano risultati favorevoli, comunque andasse a noi. Baldini si infurio’ perché ci voleva a mordere le caviglie fino al 90’, senza fare favori a nessuno. Vitale prese le nostre parti e pur festeggiando negli spogliatoi scoppio’ il finimondo tra i due. La mattina dopo, alle 5, mi chiama Vitale: – alle 7 in campo – . Ero ancora ubriaco dei festeggiamenti, andai e mi disse: – avvisa la squadra, o io, o lui. – Finale? Rimasero entrambi mentre io andai a Catania.”   L’Empoli di Spalletti? “ Era un leone negli spogliatoi, ti trasmetteva grinta pura. Ma era geniale. Era una squadra che a leggere i nomi, ridevi, ma in campo molto meno. Poi quella gara: a “Pressing” Pistocchi faceva la moviola per far vedere azioni cattive in campo e cerchiava le immagini. Io ci finivo spesso, ma tra noi era una gara.”   Meglio Spezia o Empoli, al dunque? “ Meglio entrambe, due posti unici, dove a tuo modo ti senti protagonista, ma con ambienti diversi. Prima che arrivasse Volpi qui a Spezia, Empoli insegnava la costruzione di un club anche allo Spezia. Oggi, qui (a Spezia) ci sono potenzialità enormi.”   Maccarone e Tavano, cresciuti con Fusco, ad Empoli… “Li ho visti crescere. Mac è un carissimo ragazzo, gli voglio davvero bene, mi chiama Lo Zio. Una sera mi disse che voleva un consiglio : – Pietro c’è un offerta dal Middlesbrough, mi danno X, che faccio ? – L’ho guardato e gli ho detto che se non sarebbe andato di corsa ci sarei andato io per la metà. Tavano era giovanissimo, io lo chiamavo Romario, negli allenamenti era tutto scatti e volate. Era chiuso da Di Natale, soffriva, ma si vedeva che sarebbe cresciuto. Poi era campano come me, e lagammo. Saperli contro sabato fa un certo effetto.”   Virtuale, se l’avesse giocata, avrebbe esultato dopo un gol? “ Certo non ho dubbi, partendo da un concetto: quando mi sarebbe ricapitata l’occasione di segnare un altro gol?”

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