Punti di Svista | A caccia della storia

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Il nuovo corso è iniziato, quello che abbiamo voluto definire 3.0 perchè di fatto con Martusciello si porta avanti un programma già aperto e già condiviso con i due tecnici che lo hanno preceduto negli ultimi tre anni. E si riparte proprio da lui, da Giovanni Marusciello che ieri è stato uffici

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martusciello sciarpaIl nuovo corso è iniziato, quello che abbiamo voluto definire 3.0 perchè di fatto con Martusciello si porta avanti un programma già aperto e già condiviso con i due tecnici che lo hanno preceduto negli ultimi tre anni. E si riparte proprio da lui, da Giovanni Marusciello che ieri è stato ufficialmente presentato alla stampa ed ai tifosi. Si riparte da lui che di questa filosofia è stato co-autore con Sarri prima e Giampaolo poi, ma si riparte soprattutto da una persona meritevole di questa “promozione” che non vuol essere assolutamente considerata un clone dei due. “Non scimmiottero’ nè l’uno n’è l’altro“, questo sicuramente uno dei passaggi più significativi di ieri, quando Giovanni ha parlato per la prima volta da allenatore azzurro, carico di emozioni (non vi nascondiamo che il clima era davvero molto particolare) ma anche carico di quell’adrenalina che lo ha sempre contraddistinto e con la brama di iniziare subito il lavoro. Quella di Martusciello è stata la scelta del cuore ma anche della testa, una scelta ormai spiegata in tutte le salse e ribadita giustamente ancora da colui che più di tutti fortemente lo ha voluto: il Presidente Corsi.   “La nostra forza dovrà essere la paura“. Questo invece di gran lunga il titolo che ha fornito il numero uno azzurro, che nella stagione ventura vede sicuramente lo spauracchio anche dei numeri, quelli che per esempio non ci hanno mai visto fare tre salvezze consecutive. Una paura però consapevole, questo quando specificato da Corsi, perchè la presunzione di sentirsi belli ed affermati si è sempre trasformato nel più classico degli harakiri, l’Empoli dovrà quindi non sentirsi mai sicuro di questa categoria, dovrà sempre avere, appunto, la paura di perderla e con questo la voglia di tirare fuori le unghie per arrivare con tutti i mezzi a quello che sarebbe davvero un risultato unico. Un record. Pensare di potercela fare è ad oggi il sogno di tutti, pensare di potercela fare con questo assetto lo è ancora di più, con un Empoli sempre più “empolese” e sempre più gestito in maniera forse anomala per i canoni classici del calcio italiano, ma con dei risultati che da tutti i punti di vista (non solo quello sportivo, che è il più importante) possono soltanto far togliere il cappello.   Si ricomincerà tra circa una quarantina di giorni, con ancora alcuni punti interrogativi che pero’ verranno sciolti a breve. Poi sarà il tempo per iniziare a costruire questa squadra, andando a scegliere gli uomini giusti da incastonare in questo mosaico, uomini che abbiano voglia di proporre calcio, uomini adatti a proseguire questo ciclo importante, uomini che dovranno essere prima persone e poi calciatori. Un po’ di tempo prima di reimmergersi in apnea nella nuova avventura che ci vedrà fianco a fianco a vecchi volti ma ci farà conoscere qualche nuovo interprete, un’avventura che vivremo assieme a quel ragazzo che tutti chiamavamo “bellu guglione” ma che adesso sarà solamente “il mister”. Un’avventura che ci dovrà far scrivere un’altra pagina di storia.   Alessio Cocchi

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