Punti di svista – “Adesso conta solo vincere”

Punti di svista – “Adesso conta solo vincere”

A Varese è arrivato un punto, un punto che importante e che in un ipotetica tabella di marcia avremmo sicuramente sottoscritto. E’ arrivato un buon punto anche perché la squadra si è dimostrata in crescita, sul piano tattico ma anche su quello fisico. Certo non sono mancati alcuni errori,

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A Varese è arrivato un punto, un punto che importante e che in un ipotetica tabella di marcia avremmo sicuramente sottoscritto. E’ arrivato un buon punto anche perché la squadra si è dimostrata in crescita, sul piano tattico ma anche su quello fisico. Certo non sono mancati alcuni errori, soprattutto dietro, errori evidenziati anche da mister Sarri che nel dopogara, nella sua solita maniera schietta e verace. Però l’Empoli visto è stato un Empoli assolutamente da promuovere, anche perché (concetto ribadito un po da tutti) qualche settimana fa, quel titpo di partita, l’avremmo persa.   Un po’ come una pallina da tennis quando colpisce il nastro, il net, e la palla a quel punto puo’ ricadere con un suono sordo nel tuo campo, o andare di la, regalandoti il punto. Woody Allen qualche anno fa ci ha fatto un film su questo contesto (match ball, ndr.). Il vento potrebbe davvero essere cambiato.   Nell’esultanza al gol del pareggio, ed alla corsa sotto la curva a gettare le maglie ai trenta tifosi arrivati a Bvarese, c’è la voglia e la rabbia che questa squadra ha in corpo. Una rabbia forse, anzi possiamo togliere anche il forse, inespressa nella primissima parte di campionato, ma che adesso, grazie magari anche a qualche accorgimento tattico e non, sta venendo fuori. Ed anche Sarri, spesso criticato, anche da noi per carità, sta veramente cercando di tirar fuori tutto quello che riesce da questo gruppo, nonostante i mille problemi che ogni giorni gli si addosso e che lo metto di fronte, spesso, troppo spesso, a far di necessità virtù.   Però, oltre alle belle parole ed alle emozioni che quel pareggio ci ha regalato, c’è una dura realtà con la quale si devono iniziare a fare i conti, seriamente.   La squadra, il mister, il suo staff e perché no anche la società, devono adesso seriamente analizzare il fatto che l’Empoli ha un numero fermo a 0 che non è di poco conto: quello delle vittorie. Per non parlare di una classifica che ci vedi al penultimo posto, ma ci vedrebbe addirittura all’ultimo senza le penalizzazioni. Un ultimo dato, non da poco, è che l’Empoli (guardiamo i punti sul campo) ha fatto 4 punti in 8 gare, ovvero una media di 0,5 ad incontro. Per salvarsi, guardando sempre ai 50 punti come limite di guardia, va da se che la media dovrebbe essere di 1,19. Niente di preoccupante, non certo dopo 8 gare, ma adesso c’è da vincere,  solo vincere.   Anche perché il calendario, messo anche a giustificazione della non felice partenze, “regala” adesso almeno due gare sulla carta abbordabili, quella interna con l’Ascoli e quella esterna con il Lanciano. Due gare, ma per adesso ci potremmo intanto limitare alla prima, dove non potranno essere ammessi risultati diversi dalla vittoria. E’ vero che qualcuno potrebbe dire che anche non vincendo, magari con un buon pari, niente sarebbe assolutamente irreparabile, ma l’errore più grande adesso che si puo’ fare è quello di trovare giustificazioni e crearsi alibi che alla lunga potrebbero diventare troppo ingombranti.   La squadra, veramente, non ha mai fatto prove improbe, anzi ha sempre lasciato il campo giocando forse anche meglio delle avversarie che poi alla fine hanno portato via l’intera posta. E noi, abbiamo sempre condiviso i discorsi post partita mettendo sempre davanti la prestazione, quello che di buono era stato prodotto, e la sfortuna, al risultato. Non potrà essere cosi domenica.   Domenica conterà soltanto il risultato, la prestazione non sarà ovviamente un inutile contorno, ma non potrà, non dovrà, essere il piatto forte.   Al. Coc.

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