Punti di Svista : “Adesso serve il blitz”

Punti di Svista : “Adesso serve il blitz”

Indubbiamente l’inizio di campionato degli azzurri, in una stagione che sapevamo sarebbe stata di passione e sofferenza, non è certo iniziato nel modo migliore.   Come, sottolineiamo il giustamente, il tecnico azzurro ci ha ricordato spesso i numeri delle gare in cui l’Empoli è uscito s

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Indubbiamente l’inizio di campionato degli azzurri, in una stagione che sapevamo sarebbe stata di passione e sofferenza, non è certo iniziato nel modo migliore.   Come, sottolineiamo il giustamente, il tecnico azzurro ci ha ricordato spesso i numeri delle gare in cui l’Empoli è uscito sconfitto, facendo comprendere di come la partita dell’Empoli sia stata alla pari se non addirittura più performante, è giusto anche guardare i numeri di una classifica che dopo 7 giornate ci vede con soli tre punti sul campo, senza aver ancora mai goduto di una vittoria; poi i punti addirittura sono soltanto due per colpa di quella ancora incomprensibile penalizzazione. Una classifica che da quando l’Empoli, ormai 5 anni fa, ha ritrovato la serie B, è la peggiore di sempre dopo questo primissimo step, ma non vogliamo fare più paragoni e classifiche a confronto, dobbiamo guardare a quello che è ed a quello che, semmai, potrà essere.   Guardando al presente dobbiamo per forza di cose e per giustizia intellettuale, dire che la folta nube che piano piano si stava addensando, e che rischiava di avvolgere mister, squadra, dirigenza e tutta la carovana al seguito, sembra che davvero si stia iniziando a diradare. E non solo per la bella prova che la squadra ha fatto sabato contro il Brescia, una prova in crescendo rispetto a quelle dove i numeri non ci condannavano ma il risultato si. E’ stato quello l’Empoli più vivo, anche più divertente. Quello che più di una volta ci ha fatto staccare il sedere dal seggiolino perché si stava seriamente rischiando di segnare. E’ stata la prova che ci ha fatto vedere il numero 7 azzurro sempre più vicino al miglior Maccarone, è stata la prova del ritorno in campo di Levan, e che ritorno, quella di un Pratali che non ha accusato nessuna noia, quella di un Tavano riconvocato e pronto a rimettersi in gioco e dar manforte, quella della fine della squalifica di Pecorini e quella dove la squadra ha ritrovato anche un modulo sicuramente più congeniale e più prolifico. Segnali…..   Certo, il pareggio di sabato non deve trasformare il ferro in oro, come le quattro sconfitte non avevano arrugginito quello stesso ferro, però c’è da avere la giusta consapevolezza che di strada da fare ce n’è, e che questa sarà, al di la anche del calendario, sempre in salita. Abbiamo iniziato il pezzo, lo sfogo, dicendo che la classifica va guardata e va capita, non subita ma certamente non ignorata. L’Empoli ha il compito di fare i soliti 48/50 punti che dovrebbero garantire la permanenza in serie B, ed ad oggi la media del cammino è ovviamente insoddisfacente rispetto a questo. Niente di irrecuperabile, però bisogna iniziare a fare punti, pesanti, per poter arrivare al primo giro di boa il più vicino possibile ai 24/25 punti.   Lo scorso anno, nel momento difficile degli azzurri, ma con quella leggera ripresa che si stava palesemente vedendo, si disse, alla vigilia della trasferta di Varese, che sarebbe servito un blitz contro la lanciatissima squadra allenata, allora, da Maran. E blitz fu, giocammo una discreta partita, vincemmo e Dossena parò il suo primo rigore prima di quello ancor più importante nel playout. Ecco oggi, diversi mesi dopo ed in una situazione ovviamente diversa, diciamo la stessa cosa: serve un blitz a Varese. Una vittoria potrebbe essere la miglior medicina per debellare forse anche definitivamente il leggero malessere che altrimenti, aggravandosi potrebbe essere più difficile da arginare. Vincere vorrebbe dire anche presentarsi a due sfide meno complicate (sulla carta) ce giocate anche con gli elementi nelle migliori condizioni potrebbe poi aprire un mini ciclo, un filotto, che darebbe a tutti maggiore serenità e quella giusta consapevolezza di una squadra che certo non è stata costruita per andare in serie A, ma che in estate ci aveva incuriosito e fatto vedere buone cose.   Chiudiamo dicendo che siamo contenti che il buon pareggio di sabato abbia (momentaneamente perché poi devono tornare le cose dette sopra) fugato ogni dubbio sulla convinzione di andare avanti con Sarri, un uomo per bene, un allenatore preparato che se, come fatto sabato, si toglie un attimo di dosso quell’integralismo che lo ha condizionato per la prima parte di campionato (la difesa a tre potrebbe essere stata la svolta), potrà far bene e dare finalmente quelle sua attitudini tecniche ed umane ad un gruppo che alla base deve sempre trovare quella fame, importante e necessaria per potersi togliere qualche soddisfazione.   Adesso ne siamo convinti…il meglio deve ancora venire….   Al. Coc.

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