Punti di Svista | Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Punti di Svista | Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Quella di sabato scorso è stata senza dubbio una gara strana, a partire dal freddo incredibile, sofferto da tutti i presenti allo stadio, all’evoluzione dell’incontro che ha lasciato i più ancor più basiti, forse con un filo di speranza, o forse con maggiore rabbia(meglio rassegnazione), un p

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Quella di sabato scorso è stata senza dubbio una gara strana, a partire dal freddo incredibile, sofferto da tutti i presenti allo stadio, all’evoluzione dell’incontro che ha lasciato i più ancor più basiti, forse con un filo di speranza, o forse con maggiore rabbia(meglio rassegnazione), un pareggio a metà tra vita e morte.   Indiscutibile la grande reazione che l’Empoli ha avuto nelle parte finale dell’incontro, un assalto all’arma bianca, una cattiveria agonistica che ha avuto pochi eguali nelle partite disputate fin qui. Tutto questo dopo che mister Carboni è passato dal solito centrocampo a rombo alle tre punte, con alcuni cambi che hanno dato anche maggior brio nelle singole prestazioni, perché il Coppola regista ed il Saponara trequartista di sabato non sono proprio andati come sperato e non solo per demerito loro. Però, la reazione sembra essere forse più figlia di una sorta di disperazione, il non voler affogare (come dicevamo prima dell’incontro) e quindi provare a bere. Certo, da rilevare che lo spregiudicato modulo ha dato la possibilità anche agli avversarsi di affacciarsi in avanti ed essere pericolosi, perché la situazione (magari da rivedere e migliorare) comunque era poco più di un progetto tattico, improvvisato, come detto, per provare a dare l’ultima unghiata prima di esalare l’ultimo respiro.   Quello che secondo noi è uscito è un giusto pareggio, con l’Empoli che ai punti qual cosina in più potrebbe recriminare (due pali son due pali), ma che però non ha dato quello sperato e dovuto ed anzi per lungo, troppo tempo, ha evidenziato ancor di più le diverse difficoltà di questa squadra, incapace a costruire di fronte ad un avversario (davvero modesto) che nella fase offensiva faceva sempre il giusto movimento senza palla e con i soliti tre/quattro tocchi, si proponeva alla conclusione, mettendo ancora più a nudo lo scarso gioco che in quel momento l’Empoli stava “producendo”. Il vedere poi un Maccarone ed un Gallozzi cosi mobili, getta ancora di più qualche dubbio sulla famosa forma atletica (scusa ormai da archiviare definitivamente) che il resto della squadra ha. Il pari quindi come va letto? Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Punto guadagnato o due punti persi?   Forse il tempo lo dirà, un tempo che ovviamente non da aiuti agli azzurri che dovranno affrontare tre trasferte l’una più difficile dell’altra, e che dalle quelle tre partite (Reggio, Padova e Genova) potrebbe uscire trasformato e con sicuramente un quadro clinico molto più preciso e netto perché è chiaro che se dovessimo ricominciare a macinare un po’ di punti, presi poi fuori dal campo amico, questi sarebbero un grande toccasana per classifica e morale, come invece, di contro, dovessimo riportare solo un pugno di mosche, la situazione comincerebbe a farsi davvero seria, e con tre gare i meno al traguardo delle 42.   Abbiamo sempre cercato di guardare all’ottimismo, abbiamo sempre cercato di inficiare fiducia in tutto l’ambiente ma però adesso, non ce ne vogliate a male, siamo forse un pizzico più scettici, nonostante qualcuno abbia visto in quei venti minuti finali, una sorta di resurrezione definitiva. Il gelo che ha imperversato sul Castellani  ed il silenzio in cui è andato via il pubblico, hanno rappresentato al meglio anche il nostro stato d’animo. Il perché è semplice, il fatto di non essere riusciti a sfruttare il turno più semplice che il calendario potesse metterci a diposizione, non lo troviamo per niente poco.   Non alziamo però bandiera bianca, assolutamente no ed anzi, vogliamo chiudere ancora con la disincantata speranza di chi ha questi colori tatuati addosso, una cosa detta da Gabriele Guastella a chiosa della cronaca della partita di sabato scorso, ovvero che, guardandosi indietro, c’è da far come nella stagione 2005-06, quando dopo aver pareggiato in casa con il fanalino di coda Treviso, sembrava tutto finito ed invece…..ed era per lo più serie A.   Al. Coc.

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