Punti di Svista | “Delusi si, ma non arresi.”

Punti di Svista | “Delusi si, ma non arresi.”

Se metti insieme la sfortuna ad alcuni limiti qualitativi il mix diventa davvero letale.   E purtroppo questo è quanto sta accandendo all’Empoli in questa prima parte di campionato. Prima parte che da adesso non possiamo più chiamare tale visto che sabato si giocherà il decimo turno e

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Se metti insieme la sfortuna ad alcuni limiti qualitativi il mix diventa davvero letale.   E purtroppo questo è quanto sta accandendo all’Empoli in questa prima parte di campionato. Prima parte che da adesso non possiamo più chiamare tale visto che sabato si giocherà il decimo turno e siamo quindi ad un/quarto di campionato, non più chiacchiere. Parlare di sfortuna, e non da oggi, puo’ iniziare a diventare un alibi noioso, ma però bisogna dire le come stanno, provando a fare un’analisi più lucida e fredda rispetto a ieri (rivendendo anche con mggiore serenità le immagini della partita). L’Empoli ha sfortuna, questo è un dato di fatto. Quando prendi due legni, e non ti danno un rigore ineccepibile, in un momento in cui potevi riaprire comodamente la partita, e magari anche avere la superiorità numerica perchè poteva starci anche il rosso. come la vogliamo chiamare? Questi sono fatti, tangibili, inattaccabili, che ci portiamo addosso, non dalla gara con l’Ascoli. Fatti tangibili come quello di avere una difesa di burro, dove al primo affondo prendi gol, al secondo pure, magari scansi il terzo, ma al quarto ci risiamo. Ed il fatto di leggere, quasi costantemente, che l’Empoli subisce meno della metà dei tiri in porta fatti, fa davvero amaramente sorridere.   E’ chiaro, ci sono dei problemi, che poi non sono soltanto quelli della difesa sia chiaro, che a tre, almeno ieri, ha fatto vedere diverse lacune riproporzionate poi anche a centrocampo, dove soprattutto i centrali fanno fatica nonostante l’impegno e la duttilità messa (vedi anche la sufficenza poi presa nelle pagelle di tutti). Poi magari, qualche colpa ce l’ha anche mister Sarri, che come logico, oggi è più di tutti sul banco degli imputati.   Già mister Sarri. Il tecnico che avrebbe dovuto ridare quell’animo provinciale ed affamato, quel mister che si è fatto da solo e che con Empoli avrebbe dovuto riaggiustare una decorosissima carriera che però nelle ultime stagioni aveva visto qualche esonero di troppo. Purtroppo non sta andando come sperato, da noi e da lui. Ma, possiamo davvero incolpare lui? O meglio solo lui? Ognuno avrà la sua risposta, e quella della dirigenza, almeno per il momento è no, vista la conferma arrivata ieri sera, e prima nella conferenza stampa e poi direttamente nel breve colloquio avuto proprio con l’allenatore valdarnese. Noi, dovendo esprireme un soggettivo pensiero, condivisibile o meno, crediamo che se da una parte, anche tatticamente, si sarebbe potrebbe e dovrebbe fare un qualcosa in più, non riteniamo che abbiamo particolari colpe, almeno adesso. Sbaglia magari nel cercare troppo pesantemente degli alibi (vedi la dura contestazione per le nazionali che non stoppano la B), puo’ aver sbagliato ad inisistere troppo sul primo modulo in maniera troppo integralista, ma di fatto si è trovato fin dal primo giorni di ritiro a combattere con infortuni ed assenze che spesso non gli hanno pemersso di prepara la gara come avrebbe voluto. E poi i numeri, quelli si, che contano di meno, ma quelli che ti fanno capire come è stato l’andamento della partita, che non gli dicono certamente contro. Sarri, sa di essere sulla graticola, è nel calcio da troppo per non capire come vanno certe cose, ma ieri più che mai (questa forse una colpa da fargli adesso) lo abbiamo visto quasi arreso, arreso ad un destino, ad una situazione che sembra anche più grande di lui. Il discorso allenatore comunque per adesso non è da riprendere in considerazione: sarà lui a guidare la squadra verso Lanciano, e sarà soltanto dopo quella gara che, semmai, si potrà riaprire un processo.   Ed allora qualcuno potrebbe dire, – di qualcuno le colpe sono? – Si, di qualcuno le colpe sono, certamente, ed ieri il Presidente non si è tirato indietro nel dire che determinate valutazioni estive, fatte dalla dirigenza, si sono rivelate non giuste. Non è sceso nei particolari, non ha giustamente fatto nomi e cognomi, ma si è soffermato spesso sulla difesa, e con un mero giochino del 2+2, ci si arriva tranquillamente da soli. Come uscire? Questa è sicuramente la risposta più difficile da dare, anche perchè chi scrive, oltre a non avere in mano la sfera magica, non ha nemmeno le competenze atte a questo tipo di situazione, dove ci sono invece persone che masticano calcio e vivono lo spogliatoio da una vita. A loro, cercare di capire, velocemente cosa non va, e tatticamente e caratterialmente. A loro e magari, qualora ce ne fosse bisogno, umilmente, per il bene della nave che non deve affondare, aiutati anche da qualcun’altro,  perchè non è mai troppo tardi per ammetere gli errori ed è ancora più saggio aver gli attributi per correggerli.   Andare avanti, adesso non si puo’ fare altrimenti. Cancellare, resettare ed andare avanti. Arrabbiati, delusi e chi più ne ha più ne metta, ma non rassegnati, per favore no! Il più grande errore che adesso, tutti, squadra in primis, ma anche tifosi, media e compagnia cantante, possiamo commetere è quello di aver giù segnato il destino dell’Empoli, di essersi già arresi quando ancora la guerra è lunga e tempo (si, sempre meno) ce n’è a disposizione per rimettere l’auto in strada e cominciare a marciare verso l’obbiettivo della salvezza.   Al. Coc.  

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