Punti di Svista | Finita la festa…adesso ragioniamo

Punti di Svista | Finita la festa…adesso ragioniamo

Scritto da: Redazione PianetaEmpoli.it   L’Empoli è rimasto in Serie B. Le immagini della magica notte dell’8 giugno rimarranno nella mente e nel cuore dei tifosi per sempre. Abbiamo imparato di nuovo una grande lezione della quale ci eravamo dimenticati:insieme si soffre e insieme si vi

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Scritto da: Redazione PianetaEmpoli.it   L’Empoli è rimasto in Serie B. Le immagini della magica notte dell’8 giugno rimarranno nella mente e nel cuore dei tifosi per sempre. Abbiamo imparato di nuovo una grande lezione della quale ci eravamo dimenticati:insieme si soffre e insieme si vince!   Sì, perché in campo ha vinto la squadra ma fuori dal campo ha vinto la città o, per meglio dire, la comunità azzurra. Una comunità che negli ultimi anni si era sfilacciata e disunita e che invece, per questa occasione ha saputo ritrovarsi e riscoprire l’orgoglio di esserci, quell’orgoglio che da sempre portiamo in giro per l’Italia. Una comunità fatta di tante voci e tante storie: dai commercianti del Centro Storico con le loro vetrine imbandierate, alla stampa locale che non ha mai smesso di incoraggiare gli azzurri, al tifo organizzato che è sempre stato vicino alla squadra, e, alla fine, anche dai nostri Amministratori locali che si sono stretti intorno alla squadra nel momento decisivo. La salvezza dell’Empoli è frutto anche di questa moltitudine di gente che ha riscoperto l’amore per una maglia in un momento decisivo e, insieme a ciò, ha riscoperto la sua voglia di esserci.   Di questo tenga conto la Società dell’Empoli FC. Di questo tengano conto i suoi Dirigenti, troppo spesso lontano dagli umori del loro popolo, chiusi in se stessi, invisibili spesso, tanto che l’unico a metterci sempre e comunque la faccia è il Presidente, anche nei momenti belli, come quello di venerdi sera. Non ci nascondiamo dicendo apertamente che non ci è piaciuto vedere, al secondo gol del Vicenza, il Direttore Generale (che si “guastava” la parita con quello Sportivo nella loro solitaria curva) abbandonare lo stadio; se tutti avessimo fatto come loro chissà come sarebbe andata? Empoli ha bisogno dell’Empoli e l’Empoli ha bisogno di Empoli. Se non si capisce questo, se non si torna a parlare tra la Società e la città, saremo destinati a vivere stagioni tribolate come questa,e non è detto che si concludano con lo stesso finale.   E’ ormai dall’anno in cui ci giocammo la Coppa UEFA che qualcosa non va. A partire da un triennio di stagioni sportive che hanno dato l’impressione di una Società presuntuosa prima e confusa poi. Ci riferiamo ai proclami del “si va diritti in serie A” con il ritorno in panchina di Silvio Baldini subito dopo la retrocessione in B a”ce la giocheremo nei play off” del luglio dell’anno scorso. Questo non è lo “stile Empoli”, soprattutto dopo che in mezzo si era più volte detto, “dobbiamo tornare a fare l’Empoli”.   A noi piace pensare alla nostra Società non come ad una spersonalizzante ed asettica industria del pallone, ma come una bottega artigiana nella quale ognuno fa con impegno e passione il proprio lavoro e dove il prodotto è risultato di sacrifici ed amore. E’ questo l’Empoli che conoscevamo noi, è questo l’Empoli di cui ci siamo innamorati ed anche oggi per questo facciamo grandi sforzi.   La Società ha raggiunto, dobbiamo dirlo con onestà e chiarezza, ottimi risultati quando si è trattato di fare operazioni in uscita: da Raggi a Fabbrini, da Pozzi a Dumitru da Mori ad Eder solo per citare gli ultimi. Ma altrettanto non possiamo dire quando si è trattato di compiere operazioni in entrata: spesso si è avuta l’impressione di pressappochismo o casualità. Non vogliamo scendere nei nomi e nel dettaglio: chi segue l’Empoli lo sa.   Non sta certo a noi di PianetaEmpoli dire come si costruisce una squadra, ci mancherebbe! Ma sta a noi riportare una sensazione diffusa nei tifosi, basta leggere i commenti che si sono succeduti nel nostro sito durante tutta la stagione sportiva, basta fermarsi a parlare con la gente che segue la squadra, per non parlare di quelli che ci chiamano come se avessimo noi la bacchetta magica.   La salvezza conquistata è stata un bel risultato per come si erano messe le cose ad un certo punto del campionato ma, sia chiaro, anche se l’emozione del momento è stata grandissima, non abbiamo vinto la Coppa dei Campioni! Ci siamo salvati e, diciamolo, con una buona dose di aiuto dall’alto, all’ultimo secondo della seconda gara di spareggio di play out. Non possiamo dimenticare la stagione vissuta: le prove incolori a cui abbiamo assistito più di una volta, la mollezza che spesso abbiamo visto nella testa e nelle gambe della squadra, i tre (quattro) cambi di allenatore, l’inizio della preparazione con più di 30 giocatori molti dei quali poi mandati in Primavera con conseguenze non positive né per loro né per la squadra, ed alcuni acquisti che sono stati fatti e certi che non sono stati neppure presi in considerazione.   Ci siamo salvati, evviva, ma questo non può esimerci dall’esprimere una severità di giudizio sull’operato della Società che ci sentiamo in diritto e dovere di fare, prima di tutto per l’amore ed il rispetto che abbiamo nei confronti della maglia. Noi non siamo di quelli che dicono sempre di sì, avallando scelte secondo non giuste e se ci sembra che qualcuno sbagli lo diciamo, senza paura di essere presi sulle scatole perché nessuno potrà mai mettere in dubbio, MAI, neppure per un millesimo di secondo, l’amore che abbiamo per questa squadra. Un affetto, anzi un amore, che potrebbe essere quello di un padre verso il figlio, che per non farlo reiterare nei propri errori, a volte sa anche, soffrendone, sgridarlo e dargli una sculacciata.   La stagione 2011-2012 è finita. Vorremmo che servisse a noi tutti per riflettere sugli errori fatti e capire che ad Empoli, come abbiamo detto, non si va da nessuna parte se non si recupera quella unità di intenti, quella coesione tra Società e “popolo”, che sono il segreto di tanti nostri successi passati e che può essere ancora il segreto di successi futuri. La Società decida le sue strategie ed i suoi uomini ma ascolti con spirito costruttivo anche le nostre opinioni e quelli di altri che, come noi, hanno a cuore le sorti dell’Empoli con la stessa passione lo stesso amore che ha il Presidente Fabrizio Corsi che, lo sappiamo, è il primo tifoso della sua squadra.   Noi lo abbiamo detto, desideriamo una Società più vicina alla sua gente, che insieme progetti iniziative, costruisca progetti, ricerchi anche nuove strade e nuove vie di dialogo, nuove forme di comunicazione che riescano a coinvolgere più soggetti, a far sentire la squadra non un patrimonio di qualcuno ma un patrimonio di tutti, proprio come si è detto e ridetto nei giorni prima dell’8 giugno.   Pianetaempoli è pronta a dare ancora il suo contributo ma, siamo certi, anche altri insieme a noi, per ricostruire quella rete invisibile ma potente che negli anni passati è stata alla base dei nostri successi e che è stata alla base anche del successo di venerdì scorso.   E’ da qui che dobbiamo ripartire.

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