Punti di Svista | “Il bicchiere mezzo pieno”

Punti di Svista | “Il bicchiere mezzo pieno”

Quel girone di andata, quel meraviglioso girone di andata, è la croce e la delizia di questo momento. Pero’ dobbiamo fare un po’ di chiarezza e ricominciare a guardare il bicchiere mezzo pieno perché altrimenti si rischia di perdere la misura e si rischia anche di non recitare quel ruolo che i

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emp_samp (18)Quel girone di andata, quel meraviglioso girone di andata, è la croce e la delizia di questo momento. Pero’ dobbiamo fare un po’ di chiarezza e ricominciare a guardare il bicchiere mezzo pieno perché altrimenti si rischia di perdere la misura e si rischia anche di non recitare quel ruolo che in questa storia è fondamentale, più di quanto ognuno di voi, di noi, possa pensare e credere. Il momento è difficile, non lo si puo’ e non lo si deve negare e non vogliamo fare nemmeno i  bacchettoni verso quel manipolo di persone che, pagando un regolare biglietto, hanno voluto esprimere il loro malcontento alla fine della gara di sabato con il Palermo fischiando la squadra all’uscita dal campo. Non vogliamo e non possiamo nemmeno chiudere gli occhi sui numeri (davvero impetuosi) che la squadra sta facendo in questo girone di ritorno, non vincendo ormai da undici turni ed essendo quella che nello specifico girone ha fatto meno punti di tutti. Non possiamo nemmeno far finta di niente rispetto ad una condizione che non sembra più delle migliori, con alcuni specifici elementi che forse sono anche in debito di ossigeno e non stanno esprimendo quanto fatto fin qui. Tutto vero.   Ma è altrettanto vero che quei punti nel girone di andata sono stati fatti, sono li e nessuno li puo’ cancellare e, grazie a Dio, non essendo in un campionato sudamericano non fanno classifica a se ma fanno parte di questa stagione, di quella che alla fine (il 15 maggio) decreterà il successo o meno di ogni singolo club. Qualcuno forse si era illuso di poter far il passo più lungo della gamba vedendosi già a scorrazzare in giro per l’Europa, sciarpetta azzurra al collo. Niente di male, anche chi scrive ha avuto un attimo in cui il sogno di poter raccontare la squadra del cuore da qualche stadio europeo stava prendendo corpo ma poi, come giusto anche che forse sia, ci siamo dovuti svegliare e capire quali sono le priorità, valorizzando al massimo la possibilità di ottenere un’altra salvezza andando a giocare per la seconda volta nella storia il terzo campionato consecutivo in serie A. Questo conta, solo questo! Ci sta che chiudendo un primo tempo sul 4-0 ci si aspetti poi di vincere 6 o 7 a 0, e ci sta anche se poi l’altra squadra ce ne infila un paio, magari anche il terzo, possa montare sul momento un pizzico di rabbia. Ma poi se al novantesimo l’hai vinta, sarà solo quello che rimarrà e che farà la differenza. L’esempio, sciocco, dovrebbe rendere.   Sono davvero pochi i passi che mancano all’obbiettivo, collocato ai 40 punti ma consci che forse ne potrebbero bastare anche di meno. Ma un’altra cosa che deve far vivere il tutto con più serenità e maggiore ottimismo è ancora il confronto con la stagione passata. Alla giornata numero 30 gli azzurri avevano collezionato 33 punti, quindi 3 di meno rispetto a quelli che abbiamo adesso, e la trentesima giornata fu quella che vide una delle più brutte sconfitte della serie A targata Sarri: il 4-0 subito per mano della Lazio. A memoria non ricordiamo particolari malesseri sul momento. Di squadre dietro ne spalle ne avevamo di meno rispetto a quante invece ne abbia adesso la squadra di Giampaolo, con forse l’unica cosa (qualcuno lo farà notare) che i punti di distacco dalla terzultima erano maggiori, essendo alla 30a della passata stagione 11 (Il Cesena era terzultimo a 22) mentre adesso ne abbiamo 8. Sicuramente all’orizzonte non c’è un calendario facilissimo con le prossime tre gare che ci vedranno di fronte a tre squadre che sulla carta hanno qualcosa in più di noi, a partire dalla prossima che ci farà ospiti della Juventus nel suo stadio, poi il derby e la trasferta romana con la Lazio. Tre gare difficili, tre gare dove ognuno di noi dovrà metterci del suo, sostenendo e stando al fianco di chi proprio adesso ha maggiore bisogno di una parola positiva.   Come si dice, le pecore si contano a maggio! E mai come adesso è vero. A maggio faremo i conti, faremo tutte le valutazioni e ed analizzeremo anche le criticità vissute in stagione, ma sarà davvero il risultato finale a fare la differenza, solo quello. Tutto il resto, come giusto che sia, se lo porterà via il vento prima di riaccendere i motori e commentare la nuova stagione che sarà una storia a parte, un libro bianco che inizieremo insieme a scrivere con la speranza di iniziare ancora una volta dalla lettera A.   Alessio Cocchi

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