Punti di Svista | Il curioso caso dell’arbitro Fabbri

Punti di Svista | Il curioso caso dell’arbitro Fabbri

La vittoria ottenuta contro la Lazio è una di quelle che rimarranno nella mente per molto tempo, tatuate sulla pelle dei giocatori e dei tifosi empolesi. Non solo per l’importanza dei tre punti, ma soprattutto perché gli azzurri l’hanno agguantata con le armi a loro solitamente poco congeniali, qu

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La vittoria ottenuta contro la Lazio è una di quelle che rimarranno nella mente per molto tempo, tatuate sulla pelle dei giocatori e dei tifosi empolesi. Non solo per l’importanza dei tre punti, ma soprattutto perché gli azzurri l’hanno agguantata con le armi a loro solitamente poco congeniali, quelle della sofferenza e della fisicità difensiva. La partita di ieri ci ha dimostrato come questo grande gruppo sappia compattarsi anche nei momenti di difficoltà e tirare fuori il meglio di sè in tutte le situazioni. E contro una squadra sì poco in salute, ma il cui reparto offensivo avrebbe intimorito chiunque. Il 5-3-2 quasi catenacciaro proposto ieri da Giampaolo ha sortito i suoi effetti in un momento in cui a centrocampo e in attacco non riuscivamo a giocare con la fluidità alla quale siamo abituati: è stata una vittoria di cuore, di compattezza, di grinta, anche di fortuna, ma certamente cercata e voluta.   La Lazio ha recriminato parecchio, soprattutto sulle decisioni arbitrali: a fine partita il ds biancoceleste Tare non le ha mandate certo a dire e ha inveito contro la direzione del direttore di gara, reo di aver determinato la sconfitta della sua squadra. E pure alcuni siti legati alla Lazio hanno calcato la mano, parlando di “persecuzione arbitrale scientifica”, di “gialli che potevano essere rossi”, di “rigori non dati”. I due episodi al centro del contendere sono naturalmente i gol annullati alla Lazio: ma possiamo creare una polemica per delle situazioni che nemmeno la moviola è stata capace di districare? C_29_articolo_1082840_lstParagrafi_paragrafo_4_upiImgParOrizAndiamo con ordine. Il primo episodio è la rete annullata a Klose per carica su Skorupski. Il numero uno polacco si avventa sul pallone, quasi in contemporanea alla scivolata dell’attaccante tedesco, il quale spinge il pallone oltre la linea. Gol o non gol? Carica o non carica sul portiere? Difficile dirlo, anche se la sensazione è che, di qualche frazione di secondo, sia Skorupski a intervenire per primo sul pallone e a far sua la sfera. In questo caso il regolamento parla chiaro: se il portiere è nel possesso della sfera, un eventuale intervento di un giocatore avversario sarebbe da sanzionare. Ma anche qui, per chi vede dalla tribuna, ma anche per chi rivede il replay mille volte, non c’è assoluta certezza.   Passiamo al secondo episodio al centro delle polemiche, il gol annullato a Klose per fuorigioco. Partiamo intanto dalla posizione dell’attaccante tedesco: è al di là di tutti i difensori azzurri? Dal fermo immagine proposto e riproposto in mille salse in tv, sembrerebbe che Klose sia in posizione irregolare, gol-annullato-a-Empoli-520x400anche se davvero millimetrica: la differenza la farebbe il piede – se non la punta del piede – del centravanti. Non c’è certezza alla moviola, figurarsi a velocità normale. L’altra domanda che può aiutare a districare la matassa è: chi ha toccato il pallone, Tonelli o Matri? Anche qui si va a sensazione, non si ha la certezza di come siano andati realmente i fatti. Il nostro difensore tocca il pallone per primo e, in caso di mancanza di tocco da parte di Matri, non potrebbe essere fuorigioco. Ma siamo sicuri che il centravanti biancoceleste non la tocchi?   Ai tanti che invocano la moviola in campo andrebbe forse fatto notare che ci sono casi – come quelli di ieri sera – in cui si può stare pure dieci ore a discutere che non si arriverebbe comunque a una decisione sicura. Ai tanti laziali che parlano di “premeditazione” nei confronti della loro squadra andrebbe forse ricordato che nel primo tempo la direzione di Fabbri era parsa tutt’altro che pro-Empoli. E che, nel tabellino finale, pur in presenza di un numero maggiore di falli della squadra biancoceleste, gli azzurri hanno chiuso con 4 ammonizioni contro 0. Come ripetiamo, secondo noi la direzione arbitrale non è stata sufficiente, ma non tanto per i singoli episodi (che, per carità, potevano essere decisi anche diversamente), quanto per la gestione (dei falli e dei cartellini) dell’intera gara. Vero, poi l’Empoli ha vinto e quindi la cosa passa inevitabilmente in secondo piano, ma l’arbitro Fabbri ha scontentato tutte i contendenti, chi per una cosa, chi per un’altra. Si può discutere sulla bravura di una terna arbitrale, ma in questo caso parlare di “premeditazione” non ci fa altro che sorridere.   Simone Galli

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