Punti di Svista | “Il giro di boa”

Punti di Svista | “Il giro di boa”

La fine del girone di andata, inevitabilmente, porta con se i primi bilanci di stagione, non fosse altro perché tutti, almeno una volta, hanno giocato con tutti. E l’Empoli ha chiuso il suo girone, girando la boa a 30 punti in classifica, 31 sul campo.   Un bottino decisamente importante, lo

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La fine del girone di andata, inevitabilmente, porta con se i primi bilanci di stagione, non fosse altro perché tutti, almeno una volta, hanno giocato con tutti. E l’Empoli ha chiuso il suo girone, girando la boa a 30 punti in classifica, 31 sul campo.   Un bottino decisamente importante, lo si capisce facendo la comparazione con le ultime stagioni, in particolare con quella del 2008-09, dove la squadra guidata da Silvio Baldini, una squadra che avrebbe fatto bene anche in serie A, aveva girato a 33 (non 32 come erroneamente scritto ieri), due punti solamente in più del presente. Se poi si pensa che l’obbiettivo degli azzurri è quello della salvezza, e statisticamente questa la si trova con certezza ai 51 punti, va da se che il grosso del lavoro è fatto. Ma al di la di numeri e punteggi, quello che davvero rende più che positivo questo primo spezzone di campionato è il gioco che questa squadra esprime, una squadra che fa divertire, una squadra matura e con dei calciatori di grande qualità.   Forse a questa squadra manca un po’ di cinismo, potrebbe essere li, semmai, l’aspetto meno positivo, e per questo dato basta tornare indietro di poche ore, alla gara con il Verona di ieri, una partita stradominata dai nostri che però sono stati incapaci (e sfortunati) di arrotondare il punteggio, concedendo una sola occasione agli avversari che meglio non poteva essere capitalizzata. C’è da dire, soffermandosi un attimo ancora sulla gara di ieri, che però quel gol non ha assolutamente ammazzato l’entusiasmo, ne del pubblico ne della squadra: prendere gol cosi, in qualsiasi altra situazione avrebbe fatto girare le scatole all’infinito (non che non ci girino) ma ieri, il gioco, quel gioco, non poteva essere scalfito da niente. Quello che magari potremmo dire, in una sorta di gioco virtuale, è che il gol preso (in questo gioco quelli alla fine contano) potrebbe essere pesante se pensiamo che questo, finisse ora il campionato, ci avrebbe fatto perdere i playoff per un soffio. Cosi ovviamente non è e ci sarà tutto il tempo quindi per rincorrere il nostro primo obiettivo e poi magari correre verso un altro, cosa che squadra puo’ fare.   Nel bilancio, questo primo, al 50% del campionato, non possiamo non dare dei meriti alla società, meriti già palesati nelle scorse settimane. Il merito più grande è sicuramente quello di avere avuto la lucidità di non esonerare mister Sarri, capendo per prima cosa che la squadra era dalla A alla Z con lui e che il lavoro, che fino ad un certo punto non portava fieno in cascina, era comunque ben strutturato e mirato. Ma un altro grande merito è quello di aver assemblato un gruppo, cosa assolutamente non scontata. Un gruppo, prima ancora che una squadra, un insieme di persone che oltre che giocare insieme per gli stessi colori sono amici, che si stimano, si rispettano e si aiutano. Poi certo, le scelte, quelle del campo che hanno unito, in una sorta di mix, esperienza e gioventù, unità poi alla crescita esponenziale di alcuni ragazzi che sono pronti per essere il futuro del calcio italiano, continuando a fare della società azzurra una vera e propria fucina.   Noi, tra le tante cose, diamo i numeri settimanalmente con le pagelle, giusto quindi dare il voto a questa squadra, nel suo insieme per questa prima metà di campionato, ed il voto non puo’ che essere un bel 7. Una squadra che ha la forza di rialzarsi nella maniera prepotente e forte come ha fatto la nostra, dopo essere stata sul baratro, toccando anche l’ultimo posto in classifica, è sinonimo di grandezza. Un 7 che non deve ovviamente essere visto come un punto di arrivo, ma anzi che deve essere da sprono per fare sempre meglio, con l’umiltà che ci contraddistingue, lasciando ad altri il ruolo di comprimario gradasso, ma cercando di perseverare con il lavoro continuando, intanto a far divertire la gente e poi, silenziosamente a mettere tanti sassolini, uno sull’altro, per poi andare a toglierceli tutti insieme alla fine, quando saremo a raccontare della conclusione di questo campionato.   Al. Coc.

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