Punti di Svista | Il miglior Empoli di sempre

Punti di Svista | Il miglior Empoli di sempre

È capitato spesso in stagione di fare paragoni tra l’andamento della gestione Giampaolo e l’annata passata in serie A con Sarri alla conduzione. Un paragone che, indipendentemente dal fatto che appassioni o meno, era atto unicamente a voler sottolineare il grande lavoro stagionale e quanto megl

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empoli-carpi (20)È capitato spesso in stagione di fare paragoni tra l’andamento della gestione Giampaolo e l’annata passata in serie A con Sarri alla conduzione. Un paragone che, indipendentemente dal fatto che appassioni o meno, era atto unicamente a voler sottolineare il grande lavoro stagionale e quanto meglio stia facendo la squadra al suo secondo anno di A consecutivo, quello storicamente più difficile. Non vogliamo ritornare sugli scetticismi (generali) di inizio stagione anche perché non è certo questa una gara a chi aveva ragione o chi torto, siamo tutti sulla stessa barca per navigare nella stessa direzione, siamo dunque strafelici di come stia andando, chi lo aveva pronosticato e chi no.   Il paragone va fatto nuovamente ma adesso non c’è nemmeno da prendere a corrispondenza l’annata 2015-16, sulla quale si viaggia addirittura con 7 punti di vantaggio e nella quale all’andata si finì a 19 punti (già ampiamente superati). Il discorso è molto più a largo raggio, prendendo tutte le stagioni di serie A dell’Empoli, andando a parlare di storico. L’Empoli 2015-16, l’Empoli di Marco Giampaolo, dopo sedici giornate di campionato è il migliore di sempre in serie A. La stagione con la quale alla fine il confronto era più serrato in questa parte di stagione non era quella passata ma bensì la 2002-03, con Silvio Baldini in panchina. Fino alla passata giornata c’era una parità tra le due annate, con 21 punti dopo quindici giornate. Alla sedicesima però, nel 2002-03 arrivò il pareggio con il Torino, facendo andare cosi i punti a 22. Ieri è invece arrivata una bella e rotonda vittoria contro il Carpi che porta l’Empoli del presente a 24 punti in classifica, facendo meglio di tutte le annate. Pensate, giusto per fare un ulteriore raffronto, che nella stagione 2006-07, quella del massimo risultato sportivo di sempre, dopo sedici gare gli azzurri di Cagni avevano all’attivo 19 punti, portati poi a 25 alla fine del girone di andata. Nella stagione 2002-03 invece il girone di andata terminò a 22 ma il campionato era a 18 squadre e quindi il paragone non ha più un valore sincero.   Numeri, si, e per lo più parziali. Adesso dando sfogo alla fiera dell’ovvio si puo’ davvero dire quello che si vuole, “le pecore si contano a maggio”, “con 24 punti si retrocede”, “di strada davanti ce n’è tantissima” e cosi via… tutto vero, ci mancherebbe, e qui nessuno sta dando sentenze definitive. Un piccolo paragone, statistico, ma i numeri tornano spesso ed i numeri quasi sempre raccontano la verità. La verità è che questa squadra gioca bene, ha una sua precisa identità ed ha cuore, fattori non cosi scontati e sicuramente fondamentali per poter far bene e raccogliere i frutti del duro lavoro quotidiano, senza dimenticare poi i margini di miglioramento che ancora possono esserci con la condizione di alcuni elementi preziosi che al momento non stanno esprimendo il loro meglio. Non solo i giocatori, ma una società sana che ha saputo programmare, nel momento più difficile si è rimboccata le maniche ed è ripartita da alcuni punti fermi, e poi una città ed una tifoseria che aiutano – e non poco – a lavorare al meglio. È un Empoli da record, un continuo crescendo da quel giugno 2012, da quel rigore parato da Dossena che ci ha fermato il cuore per alcuni secondi, è un Empoli tutto da godere, comunque sia il futuro prossimo consci che il presente è il migliore di sempre.   Alessio Cocchi  

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