Punti di Svista | Il primo passo di un lungo cammino

Punti di Svista | Il primo passo di un lungo cammino

La gara con il Napoli è andata ormai agli archivi, un altro deciso passo in avanti da parte dei ragazzi azzurri che hanno dimostrato di quanto il processo di evoluzione sia in atto. Al di là di tutti i discorsi ormai già fatti, sugli ex e su quella che poteva essere la parte emozionale della gara

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emp-napoli (13)La gara con il Napoli è andata ormai agli archivi, un altro deciso passo in avanti da parte dei ragazzi azzurri che hanno dimostrato di quanto il processo di evoluzione sia in atto. Al di là di tutti i discorsi ormai già fatti, sugli ex e su quella che poteva essere la parte emozionale della gara, la sfida con i partenopei rappresentava sicuramente un test difficile, contro un avversario forte e sicuramente motivato dalla falsa partenza di questo inizio di stagione. Poteva essere una gara molto insidiosa, una gara che tatticamente si presentava in maniera molto particolare visto che dall’altra parte, con le dovute differenze per i calciatori che fanno parte del Napoli, di fatto c’era uno specchio in cui si sarebbe andata a riflettere la nostra immagine. Mister Giampaolo l’ha preparata davvero bene, andando a cercare determinate situazioni che potevano essere non riconducibili al vecchio Empoli, e provando altre variazione sul tema laddove si conosceva bene come Sarri avrebbe impostato a livello difensivo i suoi. In quei due giorni di porte chiuse sicuramente qualcosa di nuovo è nato, ma altra cosa davvero da non sottovalutare è come questa squadra sappia soffrire e gestire adesso davvero bene i momenti critici della partita.   A livello morale ancora una volta sono i nostri a portare a casa il virtuale titolo, una prestazione importante, un gioco mai banale e soprattutto sempre atto ad offendere e mai a ricercare quella che potrebbe essere una comodità ed una facilità nel chiudersi. Ma poco possiamo fare contro il DNA. Questi siamo noi e questo è l’Empoli che ci piace, un Empoli sempre più figlio del nuovo allenatore che sicuramente, dalla giornata di ieri esce come il reale vincitore. Ci voleva forse proprio il confronto diretto contro il “fantasma” che lo ha preceduto, un confronto che ha emesso un verdetto inappuntabile, ovvero che la pagina è stata voltata, definitivamente. Giampaolo, si sa, non ha avuto certo un inserimento facilissimo, l’eredità pesava e qualche scetticismo dettato da un fase di carriera non certo in salita aveva fatto il resto. Piano piano però, con grande pazienza e grande rispetto di tutte le parti, si è messo li, lavorando, capendo, parlando e cercando sempre il confronto. Ha chiesto disponibilità ai ragazzi, ha chiesto disponibilità ai media ed al pubblico, ha chiesto un po’ di tempo perchè lui per primo sapeva che non era certo con un ingresso prorompente (ammesso che rientri nelle sue corde) che avrebbe ottenuto i risultati che ricercava. Ci sta arrivando, col gioco, con la gente, con le parole. Un Empoli sempre più suo dicevamo, ed ieri in diversi frangenti della gara lo si è visto in maniera davvero netta. Un Empoli che poi al suo arco ha una freccia importante come Riccardo Saponara.   Si gioca in undici, si vince in undici e si perde in undici, ma che “The Magic” sia sempre di più un fuoriclasse ed una pedina fondamentale per questa squadra non è un mistero. Diceva ieri proprio l’ex Sarri che difficilmente in Italia qualcuno tra un anno potrà permettersi Saponara, tanto sarà il suo valore commerciale, ed allora ce lo godiamo a pieno. Anche ieri ha spaccato la partita, soprattutto a destra non lo prendevano mai, un diavolo (mancato ma bene cosi) in campo capace di segnare col piede non naturale, di trovare assist vincenti anche con l’aiuto di parti del corpo non comprese dal regolamento ma rese importanti ed allo stesso tempo involontarie. Importante però che al gol sia tornato anche Manuel Pucciarelli, un po’ troppo preso di mira nelle ultime settimane. Sicuramente, e lo abbiamo sottolineato anche noi, qualche errore da parte del numero 20 c’è stato, ma in alcune occasione si è esagerato ed ieri, con la palla buona messa lì, non ha sbagliato riportandoci per alcuni minuti in paradiso. La gara di ieri era interessante anche per capire e per vedere le prime giocate dei nuovi acquisti, arrivati per dare un valore in più a questo gruppo. Due erano a disposizione e due sono entrati in corso d’opera: troppo poco per poter dare un giudizio obbiettivo e veritiero, di certo Paredes è più avanti a livello di preparazione rispetto a Livaja, ma i due sapranno dare quel contributo che ci si aspetta, con l’attesa poi che anche Buchel (giocatore sempre piaciuto a Marcello Carli) e possa dire la sua con la nostra maglia.   Su tutto però contavano i punti, quelli che ci porteranno là dove anche quest’anno vogliamo arrivare. Ne è arrivato uno, forse poco per quanto prodotto in campo, lo abbiamo già detto, ma un punto importante che nelle famose tabelle di marcia poteva anche non essere annoverato visto con chi giocavamo. Un punto che però in questo caso, ancor più che per la classifica è fondamentale per il morale, perchè iniziare a muoverla è comunque sinonimo di un ripagamento rispetto al lavoro fatto, visto che con i soli complimenti (Giampaolo docet) si va da poche parti. Un primo passo di un lungo cammino.   Alessio Cocchi

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