Punti di Svista| LO STADIO NUOVO: molti non sanno che… e allora cerchiamo di fare chiarezza…

Punti di Svista| LO STADIO NUOVO: molti non sanno che… e allora cerchiamo di fare chiarezza…

Eccoci qua, in questa caldissima estate 2015, l’estate dei 40 gradi, dell’afa, e dei milioni di danni. L’estate dei tetti che si scoperchiano sotto i colpi di vento, e di alberi e cose che vanno in mille pezzi tra fulmini che cadono come bombe dal cielo. Questa folle estate 2015 la ricorderemo per q

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stadio4Eccoci qua, in questa caldissima estate 2015, l’estate dei 40 gradi, dell’afa, e dei milioni di danni. L’estate dei tetti che si scoperchiano sotto i colpi di vento, e di alberi e cose che vanno in mille pezzi tra fulmini che cadono come bombe dal cielo. Questa folle estate 2015 la ricorderemo per questo e, forse ma speriamo di no, anche per quello che potrebbe NON accadere ad Empoli.

In un pomeriggio empolese assolato quanto poco affollato di centro agosto, che risponde a mercoledì 12 agosto 2015, presso la Sala Stampa del Carlo Castellani, poco dopo le ore 15, è stato presentato il progetto relativo al “nuovo” Carlo Castellani. Signori fate attenzione ai termini che useremo in questo articolo: lo sottolineiamo di nuovo, è stato presentato un primo progetto e non una bozza. Cosa significa questo? Bene, iniziamo a fare chiarezza, perché molti non sanno che… appunto.

Allora, iniziamo. Molti non sanno che l’Empoli sta lavorando a questo progetto da quasi un anno, un progetto al quale hanno lavorato, e stanno tuttora lavorando, lo staff marketing e societario del club azzurro, in stretta collaborazione con alcune aziende locali e nazionali (sono usciti fuori i nomi del gruppo Conad e del gruppo Euronics, tanto per fare due nomi ormai conosciuti, ndr). Pertanto quello che è stato presentato il giorno mercoledì 12 agosto 2015 non è uno schizzo o dei rendering messi lì tanto per fare come è stato tentato di descrivere, ma un vero e proprio progetto, regolare su cui eventualmente discutere ed andare avanti con la fase successiva ed eventualmente definitiva.

stadio8Questo progetto, secondo quanto abbiamo raccolto, era già stato presentato al Comune di Empoli che ovviamente non lo vuole come specificato nel Comunicato stampa pubblicato dopo tre ore dalla fine della Conferenza stampa dell’Empoli FC. …via non prendiamoci in giro, in un paese quello italiano dove la burocrazia è lenta come un treno merci a vapore su una linea acclive di montagna davvero il Sindaco di Empoli signora Brenda Barnini in poco più di tre ore poteva essere capace di aver studiato tutti gli incartamenti e rispondere? Poi così in modo netto e deciso… forse il collega Francesco Turchi nell’edizione de “Il Tirreno” del giorno giovedì 13 agosto 2015 con il suo articolo ha centrato in pieno la vera motivazione del “no”, e sarebbe grave, un gravissimo fatto…

Ci siamo informati su questo ambizioso progetto e abbiamo cercato di snocciolare in maniera più chiara la situazione.

Molti non sanno che la creazione del nuovo impianto produrrà a costo zero qualcosa come dagli 80 ai 150 “nuovi” posti di lavoro…

Molti non sanno che la realizzazione del nuovo impianto garantirebbe impatto zero sulla città, anzi donerebbe ai residenti del quartiere stadio dei servizi ad oggi inesistenti.

stadioMolti non sanno che la realizzazione di un impianto specifico da calcio è di fatto disciplinata da precise disposizioni di legge… che andrà a regolamentare i futuri campionati di Serie A e Serie B. Qui ci soffermiamo a dare spiegazioni. Come ha dichiarato al quotidiano de “Il Tirreno” l’attuale Presidente della Lega Serie B Abodi è praticamente obbligatorio realizzare stadi senza la pista di atletica, seguendo precise disposizioni europee, e garantendo di fatto la possibilità di competere in ambito commerciale e di marketing, ammodernando gli impianti  e favorendo così il ritorno degli sportivi italiani a praticare gli stadi italiani, sempre più deserti per la massiccia e schiacciante concorrenza della tv che al momento offre più comodità rispetto agli impianti sportivi attuali.

In pratica l’Empoli ha preso in mano il decreto e ha studiato il progetto. Cosa significa? Che a livello nazionale il progetto è già in linea con quanto richiesto e che solo il Comune di Empoli è in grado di fermarlo e bloccarlo perchè? La risposta ufficiale è la pista di atletica che con quel progetto sparirebbe, ma… la risposta del Sindaco Barnini sommata a quella del Presidente dell’Atletica Empoli Marchetti (6-8 milioni per una realizzazione, ndr) non convince ed infatti non ha convinto nessuno, tanto che le polemiche dopo tale dichiarazione si sono ulteriormente inasprite.

Molti non sanno che l’Empoli ha previsto, nella sua opera progettuale, la partecipazione attiva e piuttosto importante (anche in termini economici, ndr) la realizzazione di un nuovo specifico impianto per l’attività di atletica. E anche qui ci soffermiamo a spiegare. Realizzare lo stadio nuovo significa eliminare la pista di atletica: il club azzurro (partecipando economicamente, ndr) garantirebbe un nuovo impianto polivalente per atletica in città, pensato, progettato, studiato e realizzato appositamente perché in futuro anche l’atletica, come il calcio, ad Empoli possa diventare una realtà di assoluto livello nazionale, e possa in un certo senso identificarsi ideologicamente in un contesto strutturale come ha fatto negli ultimi trenta anni l’Empoli con lo stadio Carlo Castellani. Già, perché quando calcisticamente parli di Empoli, che poi purtroppo non è che si possa parlare di molto altro… ripetiamo purtroppo, viene di normale consuetudine associare il binomio Empoli calcio con l’impianto Carlo Castellani.

Molti non sanno che il progetto è ad impatto zero per i cittadini e per la città, cosa significa? Risposta: è un gruppo di privati ad investire sulle strutture, in toto sullo stadio di calcio e come spiegato anche per il nuovo impianto di atletica. Quindi ciò che il Comune di Empoli aveva stanziato per rifare la pista nell’attuale impianto verrebbe impiegato, insieme a quello di privati, per la realizzazione di un nuovo specifico polo di atletica (e chissà che le scuole di Empoli così non possano anche risolvere l’annoso problema del trasbordo degli studenti con i pullman per recarsi ogni volta allo stadio, ndr). Secondo quanto presentato dall’Empoli FC il progetto è ad impatto zero anche dal punto di vista ambientale. Infatti, in un’epoca in cui le direzioni vanno verso la salvaguardia del territorio ed il consiglio è quello di ricostruire su ciò che già esiste ma non è più utilizzabile, l’Empoli prevede la ristrutturazione nell’impianto attuale; ed inoltre: in un momento in cui il mondo è orientato verso le energie alternative, dove Empoli ed il nostro territorio (tutto) da sempre vanta di sentirsi fiore all’occhiello anche in questo campo perché bocciare un progetto che prevede la costruzione delle strutture in materiale che consente (pannelli fotovoltaici, ndr) l’approvvigionamento di energia elettrica in maniera naturale e peraltro coinvolgendo un’azienda del territorio e quindi offrendo nuovo ulteriore fonte di lavoro? Sembra che il cambiamento, il “nuovo” insomma, possa destabilizzare un sistema, quando Empoli ha dimostrato in passato che tutto è possibile.

stadio1Ecco perché. Molti non sanno che nei lontani anni ’60 l’attuale tribuna centrale del Carlo Castellani per alcuni anni diventò un vero e proprio gioiello del calcio italiano. Per diverse stagioni l’attuale Tribuna Coperta era ritenuta una delle tribune più all’avanguardia del paese, tanto che nonostante l’Empoli disputasse costantemente i campionati di Serie C (all’epoca a girone unico com’è tornato ai giorni nostri, ndr) il sodalizio azzurro e la nostra città si ritagliarono centimetri quadrati importanti in tutte le più famose testate giornalistiche sportive e non. Fu quello un altro grande passo avanti della comunità empolese, che seppe star al passo con i tempi in un momento in cui l’Italia stava cambiando dopo la ricostruzione post-bellica. Ecco, in pratica a distanza di cinquanta anni ci risiamo.

Molti non sanno, inoltre, che l’uso dei 99 anni è una condizione posta dal nostro paese, inteso come stato, per garantire, in un momento di difficoltà economiche, di continuare a crescere e cercare di generare lavoro. Una concessione in piena regola, ma come funziona? Semplice, il privato si prende carico delle spese altrimenti a carico della collettività, per 99 anni ha in gestione un bene e quei 99 anni di gestione servono per rientrare delle spese sostenute. Al termine della concessione il bene diventa di uso comune. Facciamo un esempio assurdo? Costruisco il Colosseo, un tempo il tempio dei gladiatori, con i soldi privati e dopo 99 anni diventa dei cittadini. Calza questo esempio?

Molti non sanno che senza questo stadio, concepito in questo modo, l’Empoli non potrà sopravvivere e verrebbe comunque “cancellato” dalla geografia del calcio importante, anche se magari sul campo si è guadagnato il diritto come è avvenuto negli ultimi 20 anni. I motivi sono principalmente due: il primo regolamentare che prevede appunto uno stadio concepito esclusivamente per il calcio senza il quale le leghe di Serie A e Serie B, regolamentandosi a disposizioni europee, non accetterebbero l’iscrizione del club che rappresenta il territorio ai campionati. In parole povere il Comune di Empoli diventerebbe causa di mancata iscrizione al campionato, o nella migliore delle ipotesi costringerebbe l’Empoli all’esilio: avete presente il Sassuolo che gioca a Reggio Emilia?… Insomma senza un progetto simile sarà molto realistico doverci sobbarcare chilometri per doverci recare ad assistere a partite casalinghe dell’Empoli fuori dal nostro comprensorio.

Ora qua nasce anche un’altra ulteriore domanda: riuscirebbero il Comune di Empoli e gli altri enti sportivi e non a reggere il peso di una struttura quale il Castellani senza anche l’appoggio dell’Empoli. Forse sì, anzi certamente, ma con altrettanta certezza per mantenere questo impianto su determinati livelli si andrebbe a gravare sulle spalle dei cittadini (qui basterebbe recarsi a Pisa, Pistoia, Prato, o altre città con la squadra di calcio relegata in campionati minori, dove ci sono intere tribune considerate inagibili, per capire che non è davvero semplice oggi riuscire a permettersi il mantenimento di certe strutture, ndr).

stadio6L’altro motivo è prettamente economico. Per garantirsi il futuro l’Empoli dovrà continuare a competere grazie alle risorse del proprio settore giovanile, ma allo stesso tempo competere anche dal punto di vista mediatico. Nuove concezioni di sviluppare marketing, per esempio i pannelli pubblicitari a livello nazionale ed extraeuropeo, che in una pista di atletica possono essere inseriti soltanto invadendo questa e creando ulteriori problematiche di gestione. La possibilità di utilizzare lo stadio per altri scopi dove ricavare fondi per la gestione, e la creazione di nuovi ulteriori sviluppi. Ed è anche per questo che l’Italia dello sport si è imposta delle regole, perché in maniera uniforme dovrà rivendere il proprio “prodotto” all’Europa e al resto del Mondo e non si potrà permettere che anche un solo anello della propria catena possa rappresentare un punto debole. L’Empoli, anzi Empoli e tutto il suo territorio e tutte le componenti che lo rappresentano, hanno quindi una grandissima occasione per dimostrare che piccoli siamo, certo, ma grandi dentro…

È per questo che a sorpresa si è presentato un treno incredibile, pazzesco, da cogliere al volo… come quando a metà degli anni ottocento fu costruita la ferrovia Empoli-Firenze, primo tronco della futura Leopolda Firenze-Livorno dando impulso e nuova linfa a tutto il territorio, creando inizialmente dubbi ed incertezze a chi sopravviveva trasportando merci con l’utilizzo del fiume Arno, i famosi “barcaccini”…

Il cambiamento fa paura, sempre, ma non è chiudendosi a riccio che si risolvono i problemi… si cresce con il confronto e a volte dal confronto si creano grandi, grandissime opportunità per tutti…

I sogni spesso restano tali, ma a volte se si vuole con tutte le forze e unendo le forze diventano realtà… come canta Luciano Ligabue “sono i sogni a fare la realtà…”

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