Punti di Svista | Ripartiamo dal Torino

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Gli azzurri sono attesi nel prossimo turno dalla capolista della serie B, il Torino.   Una gara che ovviamente si presenta da sola nelle sua difficoltà che ci metterà di fronte oltre che ad un blasone ad na formazione compatta che senza tanti proclami, come successo invece negli ultimi anni

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Gli azzurri sono attesi nel prossimo turno dalla capolista della serie B, il Torino.   Una gara che ovviamente si presenta da sola nelle sua difficoltà che ci metterà di fronte oltre che ad un blasone ad na formazione compatta che senza tanti proclami, come successo invece negli ultimi anni, e guidata da un allenatore molto quadrato come Ventura, sta facendo molto bene. Nello stesso capoluogo piemontese parlano di essere al di sopra di ogni più rosea aspettativa.   Di contro il nostro Empoli arriva con una classifica davvero deficitaria, un terz’ultimo posto che al momento significherebbe la virtuale retrocessione, ma con alcuni segnali di ripresa dati da una buona prestazione a Bari (sconfitti immeritatamente) ed un punto contro un ottima squadra come il Sassuolo. Sicuramente l’Empoli sta facendo vedere di iniziare ad acquisire le prime impartizioni del nuovo tecnico, soprattutto il reparto difensivo sta crescendo di partita in partita. Prendiamo ancora qualche gol evitabile ma è palese la maggiore sicurezza che il reparto ha nella totalità dei novanta minuti di gara. C’è sicuramente da rimigliorare davanti visto che adesso stiamo segnando di meno e soprattutto quel Tavano sempre a segno nelle prime sette gare di campionato, da quando è arrivato Pillon (non certo per colpe del tecnico trevigiano) è rimasto sempre a secco.   L’Empoli un alibi a questa situazione potrebbe tranquillamente averlo ed è quello delle tante, troppe, defezioni fisiche dei suoi giocatori. Basti pensare che uno come Claudio Coralli ancora deve praticamente iniziare il suo campionato. Cosi come quel Brugman che a tutti ha fatto stropicciare gli occhi in sede di precampionato e che soltanto adesso è rientrato in gruppo. Accanto ai due citati però c’è una schiera di giocatori che nel corso di questo primo quarto di campionato hanno avuto vari problemi non dando mai ai due allenatori la possibilità di avere quei decantati problemi di abbondanza.   Però gli alibi non danno crediti e quindi dobbiamo fare di necessità virtù, anche perché la squadra c’è ed è composta dai tanti che nelle ultime stagioni hanno fatto bene e che è praticamente impossibile che in un estate abbiano dimenticato come si gioca a certi livelli. Il problema, lo hanno sottolineato anche gli stessi giocatori, è di natura mentale, dato dalla mancanza di certi risultati che alla lunga hanno ovviamente creato quel senso di timore, di paura che poi ti porta inevitabilmente ha sbagliare ed a subire.   Arriva però secondo noi al momento giusto questa gara. Certo, e lo diciamo con un pizzico di ironia, il Gubbio ci ha fatto involontariamente un bello scherzetto, speravamo noi di essere per il Toro la “legge dei grandi numeri” che invece ci hanno strappato gli umbri, con i granata che adesso sono chiamati ad un pronto riscatto davanti al loro pubblico. Però a Torino sono anche curiosi di vedere come la squadra reagirà alla prima sconfitta, qualche piccola certezza adesso sarà caduta anche nell’esercito di Ventura mentre noi ci presentiamo non propriamente come quelli che non hanno niente da perdere ma sicuramente come le vittime sacrificali del Toro ferito. Mai occasione fu più ghiotta per dimostrare che siamo vivi e che l’attuale classifica non ci appartiene.   Non sarà facile, non vogliamo certo che nessuno si illuda, ma siamo convinti che la squadra abbia maturato quella rabbia necessaria che serve e servirà di qui al futuro per iniziare un cammino importante. Questa squadra, questi ragazzi, soprattutto in queste gare si sono esaltati, soprattutto in queste gare ci hanno regalato delle grandi emozioni, l’ultima, ancora viva negli occhi, proprio contro i granata nello scorso maggio, una gara strepitosa rovinata da una direzione di gara a dir poco imbarazzante, giocata in una cornice da brividi. Tante volte abbiamo detto che dovevamo ripartire da li, adesso più che mai, ripartiamo da li.   Non sarà facile, me nemmeno impossibile.   Al. Coc.

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