Punti di Svista: ” Siamo delusi, ma non puo’ essere tutto qui”

Punti di Svista: ” Siamo delusi, ma non puo’ essere tutto qui”

1…2…3…4 no, non stiamo dando i numeri o provando un qualsivoglia microfono, magari. Questa è la sequenza dei gol presi, partita dopo partita, dagli azzurri in questo avvilente avvio di campionato. Settimana scorsa, nel nostro “Punti di Svista”, scrivevamo, rifacendoci alla canzone di Li

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1…2…3…4 no, non stiamo dando i numeri o provando un qualsivoglia microfono, magari. Questa è la sequenza dei gol presi, partita dopo partita, dagli azzurri in questo avvilente avvio di campionato. Settimana scorsa, nel nostro “Punti di Svista”, scrivevamo, rifacendoci alla canzone di Ligabue, che il meglio deve ancora venire, ed onestamente, siamo ancora convinti di questo, perchè se ad una squadra togli sei/sette elementi, e di questi almeno quattro sono titolari fissi, è difficile, inevitabilmente. Ma non possiamo limitarci solo a questo, non almeno dopo essere usciti da un derby (ah questi derby) umiliati in tutto e per tutto. Si umiliati, perchè se una squadra, come dice il nostro tecnico, e come abbiamo visto anche noi, fa gioco per settantacinque minuti ed in questi fa poco e niente, e gli avversari (escludiamo anche le due perle dei due primi gol) in quei quindici minuti fanno due reti e si procuroano altre due palle gol nitide, qualcosa che non va c’è.   Ora, e non vogliamo fossilizzarci su un’altra disamina di Livorno-Empoli, è vero che la squadra labronica sta vivendo un momento entusiastico, è vero pure che davanti hanno un attacco invidiabile, ma quel Livorno non ci è apparso cosi stellare, ed onestamente ci ha impressionato molto meno del Sassuolo che nel secondo tempo si è palesamente fermato. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma nel calcio c’è una massima, una delle tante, che dice “se non corri non vinci”. Ecco questo ci sembra il punto da cui dovrebbero iniziare le riflessioni.   L’Empoli di quest’anno, avrebbe dovuto, attraverso anche una preparazione particolare, acquisire velocità e rapidità, si diceva, fisica e mentale. Non stiamo vedendo ne l’una ne l’altra. Anzi vediamo un centrocampo statico, senza il minimo barlume di fantasia, con gli esterni che si devono “smazzare” ed un attacco troppo distante da questo stesso centrocampo, con una posizione di Maccarone che, forma fisica a parte non potrà mai metterlo nelle migliori condizioni. E poi, se la difesa non è un muro granitico, dovendo partire proprio dall’attacco la prima fase di difesa, ecco che il tutto si tramuta nel prendere i gol che prendiamo. Poi, vogliamo rincarare la dose con una perseverazione quasi diabolica da parte del mister, nel senso che: lui ha indubbiamente il polso della situazione vedendo quotidianamente i ragazzi, ma dopo una deblacle come quella con il Sassuolo, avendo un difensore centrale mai provato (e facciamo finta anche di non aver visto delle buone cose nel precampionato), come non provarlo? Magari adesso, al settimo ceffone qualcosa cambierà.   Lo sfogo, ovviamente più di cuore che di penna, è figlio di una situazione che non ci fa stare bene, perchè è naturale capire la situazione, è naturale anche parlare di cantiere ancora aperto,come sono ormai capiti ed assimiliti i nuovi obbiettivi figli del ridimensionamento, ma il tempo passa, ed il calcio è spietato, nei numeri cosi come nelle decisioni e nei verdetti. Lo scorso anno, ricorderete, Aglietti fu esonerato dopo sette gare avendo raccolto 6 punti, ed in quelle sette gare aveva trovato due squadre che poi sarebero andate in A, un avvio quindi paragonabile a questo, dove, sul campo, abbiamo già un punto in meno. Non vogliamo mettere allarmismi addosso a nessuno, ed anzi (ognuno la pensi come crede), noi siamo al momento siamo convinti che il lavoro di questo tecnico possa dare i frutti sperati in estate, siamo ancora convinti che possa essere quel valore in più, ma di certo, vogliamo mettere addosso quella pressione che a questo punto ci deve essere, perchè adesso non è più permesso fare passi falsi, adesso, chiunque giochi, c’è da vincere.   Sarà una settimana corta ma intensa, perchè venerdi sera l’Empoli non avrà nemmeno l’ “alibi” della squadra blasonata, ma anzi, trovera una squadra che sul campo ha fatto peggio di lei in termini di punti e che ancora, dopo quattro giornate, non è riuscita a mettere a segno neanche un gol. Non sarà però facile, basta vedere con che grinta hanno giocato sabato ed i salvattaggi del portiere cesenate, e poi, il discorso che facciamo noi su di loro, molto probabilmente lo fanno anche loro su di noi, vedendo in questa partita la possibilità di scrollarsi di dosso un momentaccio. Senza dimenticare due ex, Gotti e Dumitru, che con l’Empoli potrebbero avere (per motivi diversi) qualche motivazione in più. Una gara non fondamentale, sicuramente, non un’ultima spiaggia, ci mancherebbe, ma una gara importantissima, un crocevia, il primo di una lunga serie, oltre che un occasione  perchè, volendo guardare ancora al calendario, se spaventa la Ternana, non sappiamo cosa dire dei due match subito in sequenza: Padova e Brescia.   Dovrà vincere più che mai, nella costruzione del prossimo undici, la meritocrazia e più che mai dovrà venire fuori quella fame che questo mister ha e che deve, ogni giorno, inculcare dentro la testa di chi va in campo. Una fame costruttiva, che non deve mettere la foga davanti alla ragione, ma che deve essere sinonimo di riscatto, di rabbia. Se qui tre ceffoni presi dal Sassuolo non hanno lasciato il segno, cosi diceva Marcello Carli, adesso un rossore sulla faccia c’è, ed allora in questi casi c’è un solo chiodo-scaccia-chiodo, ed è quello di restituirlo, più forte e più vigoroso che mai, per far si che questo avverso avvio di campionato sia solo un momento circorscritto e non l’inizio di una crisi, perchè come detto, ripetendoci: il meglio deve ancora venire, non puo essere tutto qui!   Al. Coc.

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