Punti di Svista | Sosta o non sosta, questo è il problema

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Sosta benedetta o sosta maledetta? Quando il campionato si ferma per lasciare spazio alle Nazionali la fatidica domanda sorge sempre spontanea, soprattutto quando una squadra ha dimostrato di essere ancora in buona forma. E l’Empoli visto al Castellani contro il Sassuolo è apparso tutt’altro che sc

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empoli-sassuolo (9)Sosta benedetta o sosta maledetta? Quando il campionato si ferma per lasciare spazio alle Nazionali la fatidica domanda sorge sempre spontanea, soprattutto quando una squadra ha dimostrato di essere ancora in buona forma. E l’Empoli visto al Castellani contro il Sassuolo è apparso tutt’altro che scarico fisicamente o mentalmente; gli azzurri hanno giocato con il piglio di sempre, ma arricchiti da una buona dose di cinismo che, invece, in altre occasioni era mancato. Merito della concentrazione, della voglia di fare, della fame di vittoria: tutte qualità che i nostri hanno dimostrato a più riprese in questa stagione e che non mancano mai di mettere sul campo in ogni turno.   Oramai, se non si era capito, l’Empoli è un “esercito della salvezza”, una truppa che muove ogni sua pedina con intelligenza e organizzazione, senza individualismi o isterismi. La distanza dalle terzultime Cagliari e Cesena sembra rassicurante, ma guai a pensare di aver conquistato già l’eroico obiettivo: quella col Sassuolo è stata solo l’ennesima battaglia vinta, un’altra soddisfazione per chi veniva catalogato, ad inizio anno, come sicuro retrocesso; ma la guerra è ancora lunga, mancano tante gare e le prossime saranno di una difficoltà estrema. Quindi bene gonfiare il petto (perché gli elogi possono essere gratificanti e, addirittura, benevoli al morale), ma attenzione a non abbassare la guardia perché ad ammalare un campionato si fa molto presto.   Detto questo, occorre ricordare ancora una volta la maturità che, a dispetto della giovane età media, gli azzurri hanno messo in campo domenica. La sfortunata deviazione di Rugani poteva minare quelle certezze e quelle convinzioni di cui i ragazzi sembravano padroni, ma alla fine dei conti è stata solo una piccola macchiolina in una gara praticamente perfetta: la cosa che ha colpito di più è stato proprio lo scarso impatto di quel pareggio arrivato (come una doccia fredda) subito dopo il nostro vantaggio; gli azzurri sono tornati subito a macinare gioco e a buttarsi a capofitto verso una vittoria che sembrava, col passare dei minuti, sempre più meritata. Saponara ha finalmente preso in mano le redini dell’attacco, creando, segnando e mostrando una forma sempre più crescente; Croce ha messo in campo tutta la sua duttilità e la qualità delle sue giocate; la difesa ha retto bene dinnanzi agli attacchi del pur sempre pericoloso reparto avanzato neroverde. Ma, a dimostrazione che tutta la squadra ha giocato al meglio e con grande lucidità, è stato impossibile trovare (oltre all’autogol di Rugani) altre note stonate.   Tornando alla domanda iniziale e alla preoccupazione che questa sosta possa portare più cose negative che positive, a parer mio è pressoché impossibile dare una risposta soddisfacente. Certo, la squadra sta giocando bene e a volte è pericoloso togliere il ritmo a una macchina che va, ma questi ultimi tempi sono stati molto intensi e rifiatare può essere un vantaggio per il rush finale. Vero poi che (come sottolineato da mister Sarri subito dopo la partita) molti giocatori che avrebbero bisogno di riposare saranno impegnati con le loro nazionali, ma a volte giocare per il proprio paese può darti delle energie e delle motivazioni aggiuntive al ritorno in squadra. Insomma, siamo un po’ nel dilemma del “bicchiere mezzo pieno o bicchiere mezzo vuoto” che contraddistingue ogni tipo di situazione: lo scopriremo solo tra una settimana, quando tutti i giocatori torneranno pienamente a disposizione dello staff tecnico. Per adesso, godiamoci il momento e sentiamoci orgogliosi di quel che è stato fatto finora: come in una corsa ciclistica, siamo stati in fuga per molti chilometri e il traguardo è lì a un passo, ma finché non viene “tagliato” c’è sempre il rischio di una foratura maledetta.   Simone Galli      

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