Punti di Svista | ” Non vogliamo retrocedere!”

Punti di Svista | ” Non vogliamo retrocedere!”

La nostra rubrica “Punti di Svista” ha come compito, in genere, quello di provare a fare una disamina, un approfondimento, di quello che magari potrebbe essere successo intorno al mondo azzurro: un risultato positivo o negativo, un avvenimento particolare o una semplice disquisizione su come le

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La nostra rubrica “Punti di Svista” ha come compito, in genere, quello di provare a fare una disamina, un approfondimento, di quello che magari potrebbe essere successo intorno al mondo azzurro: un risultato positivo o negativo, un avvenimento particolare o una semplice disquisizione su come le cose stanno andando.   Oggi, vogliamo invece adoperarci di questa rubrica, quasi abusarne, prendendo la sempre maggiore mediaticità che questo portale ha, per rimetterci per un attimo i panni dei tifosi (che di fatto sempre addosso abbiamo) svestendoci un attimo da cronisti, da organi d’informazione, per scrivere una lettera, indirizzata all’Empoli, nel suo insieme, per fargli sapere di come noi, adesso più che mai, abbiamo voglia di non perdere questa categoria, forse un po’ troppo stretta fino a qualche anno fa, ma adesso preziosa e da mantenere a tutti i costi.   E come tutte lettere non possiamo iniziare che non un Caro Empoli, cara squadra, staff tecnico e dirigenti, tre semplici parole per iniziare: NON VOGLIAMO RETROCEDERE.   Premettendo con fermezza che non abbiamo il minimo dubbio che ognuno di voi, squadra, staff tecnico e dirigenti, metta il massimo dell’impegno nel quotidiano lavoro, c’è però da prendere atto e coscienza, ad un mese e mezzo dalla fine dei giochi, di come le cose non stiano andando per niente bene, e di come, adesso più che mai, ci sia la reale consapevolezza (a volte forse volutamente nascosta) che il passo verso il baratro sia più breve di quanto si possa pensare. Anche perché, le ultime due gare,  ci hanno fatto re immergere completamene dentro quelle sabbie mobili dalle quali eravamo riusciti a tirare fuori al meno la testa, ricominciando per un attimo a respirare aria pulita.   Si parla, o meglio ci dite voi, che il problema sia psicologico, che ci sia una fragilità mentale molto precaria, tanto che (vedi l’ultima gara) basta prendere un gol nel finale del primo tempo di una partita per dare le redini in mano agli avversari e dargli anche una vittoria meno complicata di quanto dovrebbe.   Cosi di certo non va, cosi proprio non si va da nessuna parte, perché adesso è il momento di tirare fuori le unghie, di mettere, oltre alla tecnica oltre al sapere di ognuno, anche quella parte umana, di rabbia, di fame di voglia e sottolineiamo la parola voglia, di ricercare questa salvezza, di cercarla possibilmente evitando anche un playout che potrebbe ritirar fuori in maniera ancora maggiormente tragica quella fragilità che a quel punto sarebbe devastante. Poi è chiaro che prendiamo anche quello, pur di non fare di peggio, perché NON VOGLIAMO RETROCEDERE   Le parole stanno a zero, adesso, come ci è stato chiesto a noi più volte, facciamo davvero quadrato, cerchiamo di remare tutti nella stessa direzione, l’obbiettivo è difficile ma non puo’ essere mancato ed è soltanto con l’abnegazione e con la voglia di raggiungerlo che lo possiamo agguantare. C’è in ballo molto più del titolo sportivo, c’è un onore da salvaguardare, un settore giovanile, da sempre pietra miliare della nostra città, che inevitabilmente subirebbe restrizioni ed una perdita di valore, c’è l’amore che tutti quelli che hanno spinto in questi anni avanti la causa azzurra verrebbe deluso e forse anche tradito, ma soprattutto c’è la possibilità di entrare in un girone infernale dal quale poi potrebbe essere difficilissimo riuscire.   Siete voi e solo voi padroni del vostro del vostro e nostro destino, avete ancora diverse gare a disposizione, diversi scontri diretti, gare da 6 punti, partite nelle quali, in caso di successo non ci sarebbe nemmeno da stare più qui a fare astrusi calcoli. Giocatele come se fossero le partite più importanti della vostra vita, giocatele prendendo esempio da chi non c’è più ed a cercato fino all’ultimo respiro di stare in piedi, per amore del suo mondo, per amore del suo lavoro che è anche il vostro. Avete questo dovere, non deve essere una spada di Damocle insormontabile, ma solo un carico di giusta responsabilità, una responsabilità dovuta verso voi stessi come uomini ed atleti e verso tutti quelli che per voi si muovono, rifugiando in voi le aspettative e le soddisfazioni che ogni tifoso ha e porta dentro di se.   NON VOGLIAMO RETROCEDERE”   Al. Coc.

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