Schiavon era da rosso. Arbitro, Empoli e Portogruaro: tutto brutto

Schiavon era da rosso. Arbitro, Empoli e Portogruaro: tutto brutto

di Gabriele Guastella   In questo sabato dicembrino da salvare c’è soltanto il solito attaccamento dei tifosi empolesi che hanno incitato la squadra azzurra fino alla fine ed una Maratona un pò più affollata (circa un migliaio di persone in più, ndr). Questo grazie alla pregevole iniziativa d

di Gabriele Guastella

 

In questo sabato dicembrino da salvare c’è soltanto il solito attaccamento dei tifosi empolesi che hanno incitato la squadra azzurra fino alla fine ed una Maratona un pò più affollata (circa un migliaio di persone in più, ndr).

Questo grazie alla pregevole iniziativa del Centro di Coordinamento Empoli Clubs che ha portato allo stadio Carlo Castellani 400 bambini delle scuole elementari del circondario empolese coinvolgendo molti genitori e parenti.

 

L’iniziativa “Scuola del Tifo” ha avuto insomma successo, e una stessa iniziativa andrebbe riproposta per gli arbitri. Potremmo chiamarla “Scuola per arbitri” perchè il sig. Corletto di Castelfranco Veneto ha sbagliato completamente direzione di gara.

Ma andrebbe organizzata anche la “Scuola di Fair Play per dirigenti” perchè il comportamento tenuto da “quelli” del Portogruaro è inaccettabile.

 

LA CONDUZIONE DI GARA – Il Portogruaro con questo signor Corletto da Castelfranco Veneto non ha mai perso: 2 pareggi e 2 vittorie. Continuando così l’imbattibilità resterà a lungo. Arbitra malissimo, non estrae mai i cartellini gialli e permette fallacci e falletti ai giocatori ospiti. Il bruttissimo fallo di Schiavon nel finale di gara (da espulsione diretta senza se e senza ma!) ha acceso gli animi in campo, risultando la miccia che ha scatenato le due panchine.

E se poi aggiungiamo che a segnare il gol del definitivo 3-2 è stato proprio Schiavon… della serie, gli arbitri sono ininfluenti, alla faccia!

In definitiva arbitro non adeguato alla serie cadetta. Retrocesso, punto.

 

IL PORTOGRUARO – Per carità la squadra di mister Agostinelli ha fatto la sua partita e, specie nel primo tempo, ha meritato di non perdere, salvo poi sparire dal campo nella ripresa.

Non si offenda nessuno, ma è la peggior squadra vista in questo campionato (ed è forse anche per questo che la preoccupazione per l’Empoli cresce ancora…). Il Portogruaro non ha gioco, tanti errori, sbavature, insomma, come l’arbitro, non adeguato alla serie B.

 

E poi la panchina. No Agostinelli non è chiamato in causa (a proposito complimenti ad Agostinelli che riesce sempre nell’impresa di fermare l’Empoli… come quando allenava la Pistoiese, ndr), ad essere sul banco degli imputati sono alcuni dirigenti che componevano la panchina.

E’ stato brutto, direi squallido, veder offendere e prendere in giro (con chiari gesti “dell’ombrello” e molto altro…) la panchina empolese. Non avevamo mai visto un Giovanni Martusciello così arrabbiato… conoscendolo abbiamo subito compreso che la cosa era stata grave, tanto che poi qualcuno del Portogruaro ha chiesto scusa per gli autori del “fattaccio”.

 

L’EMPOLI – Regala un tempo agli ospiti, poi soprattutto dopo gli ingressi in campo di Valdifiori e Soriano qualcosa è cambiato, in meglio. Non è un caso se con anche Lazzari in campo è arrivato subito il vantaggio (tiro di Soriano dalla distanza, ecco perchè spesso si deve provare a tirare anche da lontano, ndr).

 

Nel complesso però tanti errori a centrocampo in fase di impostazione, benino fino ai venti metri, poi pluff!… come una bolla di sapone il pallone sparisce dai piedi degli azzurri.

Lo ha ribadito anche mister Aglietti nel dopogara, “pecchiamo in cattiveria, non mi è facile tirare fuori personalità da questa squadra”. Alla nostra domanda senza Stovini e Gorzegno c’è troppa gioventù e poca esperienza, il tecnico ha proseguito “è vero, senza la loro presenza forse diventiamo troppo giovani e troppo ingenui”.

 

Manca l’esperienza ma forse è arrivato il momento di non nasconderci più in tutti i sensi ed forse arrivato anche il momento di dover ammettere che a questa squadra manca anche un ultimo tassello là davanti. Un punteros da affiancare a Coralli, uno di quei giocatori che in un modo o nell’altro la buttano dentro, belli o brutti che siano. Mchedlidze viene da una lunga assenza dal calcio giocato, si è già infortunato con tanto di ricaduta, la stagione è lunga, difficile e provante, non si può sempre e solo sperare nei gol del “cobra” Coralli. Gli altri da Fabbrini a Lazzari, da Foti (a proposito gran gol il suo oggi…) a Cesaretti non hanno dimostrato per ora di avere grande affinità con la via del gol.

 

In fondo gennaio è alle porte e l’inverno, quello vero, deve ancora cominciare.

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