Saltato l’accordo per gli Under: autogol clamoroso della F.I.G.C. e di Abodi

Saltato l’accordo per gli Under: autogol clamoroso della F.I.G.C. e di Abodi

Di Gabriele Guastella       Sì signori, avete letto bene. Saltato l’accordo che concede la possibilità di avere a disposizione dei club interessati dai Play Off quei giocatori facenti parte del gruppo di Mangia in “Under21”, allora significa che la Federazione Italiana Giuoco Calcio si è fatto

Di Gabriele Guastella

     

Saponara e Tonelli, due giovani lanciati dall'EmpoliSì signori, avete letto bene. Saltato l’accordo che concede la possibilità di avere a disposizione dei club interessati dai Play Off quei giocatori facenti parte del gruppo di Mangia in “Under21”, allora significa che la Federazione Italiana Giuoco Calcio si è fatto un clamoroso autogol. Significa che non c’è più “testa” quando si fanno le cose, quando si programmano, e che non c’è più un filo logico di ragionamento neanche quando si fanno cerchi discorsi, e cerchi proclami ai quattro venti. La riprova che l’Italia è il “paese delle banane”, dove chi segue le regole è penalizzato, sempre, comunque.

     

Si invitano i club italiani ad investire nei giovani, nel settore giovanile; si esortano i club a crescere il proprio campione nel proprio settore giovanile; si ammonisce il mondo del calcio perché certi sprechi finiscano presto, perché andare a prendere un presunto campione da un paese lontano deve avere la peggio rispetto alla concezione del cercare il campione delle “nostre terre”. La speranza di tutti, giustamente aggiungerei, è quella di continuare a portare avanti la tradizione calcistica italiana: le Coppe del Mondo vinte nel ’34, nel ’38, nel ’82 ma soprattutto nel 2006, e le varie Coppe continentali vinte dalla nazionale “giovane” nel ventennio 80-2000, non sono frutto del caso, bensì del sacrificio dei club, e degli uomini, che già da molti anni avevano intuito che il futuro per la sopravvivenza sarebbe stato quello di crescere nel proprio vivaio il campione. Se la nazionale italiana è vincente è perché tanto si deve a questi club, la storia di oggi è il lavoro di ieri, i risultati e il frutto del lavoro di oggi lo vedremo domani.

     

E questo “domani” passa anche attraverso gli eventuali errori del presente. Se l’Italia calcistica ha dovuto pregare, poco più di una settimana fa, perchè una “portoghese” non vincesse l’Europa League al cospetto di una inglese (per non farsi scavalcare anche dal Portogallo nel ranking Uefa per federazioni, ndr), è semplicemente perchè negli ultimi dieci anni in ambito di coppe europee si è lavorato male. Si è lavorato male nella mentalità, sportiva e di concetto, quella di non provare interesse per una competizione, e questo comportamento in un tempo di medio termine si è rivoltato contro.

Eccoci adesso davanti ad un altro bivio, ad un altro concetto-chiave per il nostro calcio. Si esortano i club a costruire i talenti di casa nel proprio vivaio. A dare loro maggiori possibilità di crescita ai più alti livelli fin da una età relativamente giovane, tanto da rendere pronto un giovane al calcio continentale, per la Under 21 s’intende. In serie A sono però troppo elevati gli interessi, non è possibile accettare un errore di un giovane, o tutt’al più attenderne la maturazione, un suo errore può costare una partita, un obiettivo mancato, oppure una retrocessione (con danno economico che può risultare anche fatale, ndr). Ragionamento già di per se sbagliato, ma tant’è che metà Under 21 nasce proprio in Serie B, là dove El Sharaawy solo due anni fa esplodeva con la maglia del Padova, là dove anche quest’anno ci sono fior fiori di talenti capaci di fare la differenza nelle rispettive formazioni.

     

In questa serie B ci sono club che del proprio settore giovanile ne hanno fatto un vanto, che attorno al vivaio hanno costruito il proprio futuro, l’attuale presente, e che vogliono continuare a farlo, d’esempio per chi ancora non ci crede. C’è l’Empoli certo, ma c’era anche il Brescia che tanti anni fa lanciava un certo Pirlo, oggi campione indiscusso, e Campione del Mondo (ricordatelo cara federazione!). C’era il Brescia con Caldirola e Rossi eliminato dal Livorno, c’era il Novara con il portiere Bardi uscito sconfitto dall’Empoli, c’è ancora l’Empoli con Regini e Saponara, punti di riferimento in difesa ed in attacco. Già, mentre chissà quanti club erano pronti a scommettere su un nome esotico e altisonante, l’Empoli la sua scommessa l’ha vinta in terra di romagna rendendo i loro nomi esotici per il Milan e tutti gli altri club di alta fascia.Vasco Regini, l'Empoli su di lui ha puntato moltissimo

     

Così il sodalizio azzurro ha fatto crescere decine di ragazzi, li ha plasmati in professionisti di indiscusso valore tecnico, tattico, umano; solo così l’Empoli è potuto andare avanti, e grazie a chi ha puntato su italiani anche le nazionali italiane sono andati avanti. C’è l’Europeo, certo impegno importante e di assoluto prestigio programmato già da tempo, ma c’erano anche i Play Off promozione, di altrettanto assoluto prestigio per i club che con fatica e sudore, dedizione e passione, se li sono guadagnati, anche puntando sul proprio credo giovanile, tanto sbandierato ai quattro venti. E Abodi, presidente della Lega di Serie B e tutta la sua ciurma al suo fianco non poteva immaginare che sarebbe potuto succedere questo pasticcio. Con tutto il rispetto per i campionati amatori, una cosa del genere non sarebbe successa neanche nei campionati amatoriali. E poi si parla di rilancio della serie B, di rilancio di immagine. Caro Abodi, cara Serie B, caro calcio italiano, nel paese delle “banane” sei caduto proprio in una gigantesca, colossale, buccia di banana. 

 

Ora che l’Empoli si è costruito questa enorme opportunità (mai più giusta parola poteva utilizzare per descrivere l’evento il tecnico Sarri, ndr) per il club e per i propri ragazzi, protagonisti indiscussi della stagione, c’è chi ha minato il terreno. C’è chi vorrebbe offuscare il credo calcistico di un club che vuole continuare a puntare sui giovani utili alla causa della nazionale. Si conoscono bene le regole: risposta negativa in caso di convocazione, multa al club e squalifica al giocatore (con rischio radiazione, ndr); queste però non sono regole, sono minacce, perché nella vita servono le regole, ma serve anche il buon senso, che non deve mai mancare… a volte è prezioso come una vittoria nella Coppa del Mondo. Perchè per vincere la prossima Coppa del Mondo, e cucire la quinta stella sul logo della federazione, serviranno i campioni dei club che puntano sui giovani italiani e il buon senso di mettere questi club a proprio agio per continuare a farlo… e questa volta questo buon senso è mancato. Ci saranno per mezza finale, e chissà con quale stato d’animo, mancheranno nell’altro pezzo di finale… come vorrei che qualcuno che ha deciso un giorno provasse sulla propria pelle questa brutta sensazione. La vita è una ruota che gira, puoi trovarti in alto a guardare verso il basso, puoi trovarti all’opposto…

 

Con l’incazzatura di chi sa che ha subito un torto mi recherò al Castellani, da stasera un altro pezzo di “simpatia” verso questo sport è volato via, insieme all’ipocrisia di chi non ha mai il coraggio di prendersi le proprie responsabilità. Qualcuno un giorno dovrà spiegarci questo vergognoso scempio…

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