Un sogno solo accarezzato, che possiamo abbracciare “domani”

Un sogno solo accarezzato, che possiamo abbracciare “domani”

Di Gabriele Guastella   Alla fine il cielo su Empoli si è illuminato davvero. Un’incredibile tempesta di fulmini ha fatto da flash ad una serata che, pur non essendo andata a lieto fine, dovremo cercare di trasformarla in un nuovo punto di partenza, come solo Empoli sa fare.   Vorrei vedere al p

Di Gabriele Guastella

 

Gli azzurri in campo ringraziano i tifosi al ritorno da LivornoAlla fine il cielo su Empoli si è illuminato davvero. Un’incredibile tempesta di fulmini ha fatto da flash ad una serata che, pur non essendo andata a lieto fine, dovremo cercare di trasformarla in un nuovo punto di partenza, come solo Empoli sa fare.

 

Vorrei vedere al posto nostro quante altre realtà avrebbero accolto la propria squadra come abbiamo saputo fare noi. Ieri, mentre in diretta radio annunciavo che i tifosi azzurri sarebbero entrati dentro lo stadio Castellani per applaudire i ragazzi, colleghi e alcuni sportivi livornesi accanto a me, mi guardavano sbigottiti; come a dire “ma cosa dice questo qui?!”; per loro non sarà normale, per noi assolutamente sì. Fa parte della nostra filosofia di vivere il calcio, fa parte del nostro “fare calcio”; con questi valori costruiamo i successi del futuro, perchè state pur certi che prima o poi, lavorando con questi “sani principi” e continuando a cullare i “valori”, i risultati arrivano.

 

Ieri, chissà forse è un segno del destino, nello stesso giorno dove non riuscivamo a salire sul treno per la “A”, abbiamo piazzato la seconda squadra su 3 complessive alle finali scudetto del settore giovanile (dopo la squadra dei Giovanissimi che aveva tagliato questo traguardo sabato, anche la formazione Allievi ci è riuscita, con la sola esclusione della Primavera, ndr). Ora osservate attentamente il panorama attorno a noi. Leggete i nomi dei club presenti nelle fasi finali, ecco, lì sta il nostro segreto. E’ il futuro che può continuare a regalarci il nostro sogno, domani. Quello di quest’anno è stato un cammino fantastico, sensazionale, strepitoso, qualcuno dice irripetibile; io non sono daccordo.

 

Perchè… il cammino mica si deve per forza essere interrotto a Livorno; possiamo semplicemente proseguirlo, senza l’affannoso pensiero di dover andare a tutti i costi in serie A, questo no, a noi riesce fare bene senza assilli. Gli assilli li lasciamo agli altri.

 

Per proseguire questo cammino intrapreso basta non abbattersi, fieri e a testa alta del grande lavoro iniziato quest’anno, prendere le cose belle e analizzarne i difetti, cercare di limarli, seguire la strada del continuo costante miglioramento.

 

Come ogni tifoso oggi sono amareggiato, ma non deluso, una non promozione come questa può demoralizzare chiunque, giustamente; eppure sento dentro qualcosa di strano. Sento che il club, che il patron Corsi, che il direttore Carli, che la società tutta e la squadra tutta, sono riusciti a ricucire lo “strappo” che si era creato con l’ambiente e la città, dopo qualche stagione vissuta con un pò di altezzoso distacco.

 

Ieri, al ritorno da Livorno, ho visto il direttore Marcello Carli affranto, deluso, quasi disorientato, mentre osservava i tifosi “abbracciare” comunque i propri beniamini. Mi ha fatto male vederlo così, ma allo stesso tempo ho sentito una carica di adrenalina dentro: ho visto negli occhi, pieni di delusione, un amore incondizionato per il club; lo stesso identico messaggio che mi hanno dettato gli sguardi di molti ragazzi, da capitan Moro a Croce, da Ciccio Tavano a Levan, dal “Pela” a BigMac.

 

I tifosi azzurri in Maratona ierisera al ritorno da LivornoAdesso che il cuore sportivo di Empoli è tornato a battere forte, che la città ha ritrovato quell’amore che sembrava svanito, mi auguro che si possa subito ripartire; subito. Con una nuova immediata campagna abbonamenti, senza attendere troppo tempo, senza interrompere questa storia, bella, intensa, passionale, che può arrivare comunque ad un lieto fine. Senza interrompere questo cammino intrapreso tra mille incertezze dopo la storica salvezza di un anno fa.

 

E’ un augurio di tutto il gruppo “PE” che, figurarsi, è nato mentre la squadra stava retrocedendo in B e che certo avrebbe festeggiato volentieri i 5 anni di vita in “paradiso”… vorrà dire che sarà ancora più bello, ancora più sudato. Ripartiamo con la stessa grinta, determinazione, voglia di crescere e migliorare di sempre. Sentiamo dentro, crediamo al pari di tutti i tifosi, che questa esperienza e questi Play Off ci hanno dato comunque qualcosa di importante.

 

Dopo i fulmini che hanno illuminato, quesi squarciato, il cielo di questa notte appena passata, è caduta una fitta pioggia, come se qualcuno da lassù stesse piangendo per la nostra stessa delusione. Una pioggia che non ha cancellato niente di tutto il bello che c’è stato; anzi, ha solo spazzato via la stessa delusione, oggi il tiepido sole mattutino del giorno dopo ha illuminato la città, pronta ad una nuova avventura… insieme.

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