Una gara da bere o affogare

Una gara da bere o affogare

Uno dei tanti luoghi comuni, peraltro vero, che si è sempre conformato all’Empoli e ad Empoli, è quello che l’ambiente sia assolutamente senza pressioni e per questo diventa la situazione ideale per fare calcio e farlo bene. Ed in teoria, a cose normali, lunge da noi essere aguzzini e fauto

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Uno dei tanti luoghi comuni, peraltro vero, che si è sempre conformato all’Empoli e ad Empoli, è quello che l’ambiente sia assolutamente senza pressioni e per questo diventa la situazione ideale per fare calcio e farlo bene. Ed in teoria, a cose normali, lunge da noi essere aguzzini e fautori di critiche o meglio ancora, perché criticare spesso viene confuso con parlare in modo distruttivo, di addossare le suddette pressioni a chi ha il compito di difendere i nostri colori, la nostra storia.   Però il momento, la situazione, non possono più permettere ipocrite distorsioni della realtà, ma anzi, si necessità di una forte e netta presa di consapevolezza che fa dell’attuale fase della squadra un momento topico e decisivo per provare a cambiare un campionato che ad oggi va verso una drammatica retrocessione in Lega Pro. Fa male solo a pensarlo, ma il male si cura solo se si ha la netta coscienza di averlo. Su questo poi, concedetecelo, non possiamo nemmeno trascurare la guida tecnica che, al di la dell’exploit delle prima due gare, non è riuscita a far cambiare la rotta alla squadra, portando semmai un’ulteriore involuzione in termini di gioco, mettendo ancora più in risalto le difficoltà del centrocampo.    La gara di domani, quella che ci vedrà affrontare in casa il Crotone, è di quelle da dentro o fuori, bere o affogare, e si, non ci vengano più a dire che di tempo ce n’è, perché non dovesse arrivare il successo, la classifica sarebbe pessima, ma peggio ancora sarebbero quei numeri statistici che troppo spesso vengono snobbati da chi vive il campo ma che, per fortuna o purtroppo, spesso, molto spesso, tornano. Ne vogliamo prendere in esame uno solo, ovvero, il confronto con il girone di andata: Gli azzurri in questo momento sono a -3 e più volte abbiamo detto che per stare tranquilli, dobbiamo avere un +7. Considerando poi che la prossima gara (quella di Reggio) non permetterà di guadagnare terreno, arrivare a -3 o -2 alla gara con il Padova potrebbe davvero voler dire avere troppa strada da fare e, leggendo sempre i numeri delle squadre retrocesse nelle passate edizioni del campionato di serie B a 22 squadre, non troviamo, con quel distacco alla 5a di ritorno, chi possa raccontarci di un miracolo.   Questo lo diciamo per far capire ancora di più l’importanza della gara di domani, una gara che avrà nelle gambe, nelle teste e nei cuori degli undici/quattordici calciatori il destino dell’incontro ma che inevitabilmente darà anche un netto feedback alla società, a chi per essa fa il mercato in particolare, perché con gli ultimi eventi che non hanno proprio (nonostante ci dicano che sia stato fatto tutto il possibile) lasciato il popolo azzurro con il sorriso a trentasei denti, perdere domani potrebbe scatenare una reazione a catena difficilmente controllabile e di difficile giustificazione sotto ogni punto di vista.   Ci deve essere una sola parola nelle teste di tutti. Vincere! E la vittoria la si deve iniziare a consumare ancora prima di scendere in campo, ancora prima di toccare il pallone. Deve nascere tutto da una presa di coscienza, perché vincente è chi sa di esserlo e con la giusta dose di qualità ed umiltà poi lo mette in pratica sul campo. E noi dobbiamo da domani iniziare a ricordarcelo, ricordarci che quella maglia azzurra è una maglia vincente.   Non sarà una gara facile anche perché di fronte troveremo un avversario tosto, che martedi ha messo in serie difficoltà il fortissimo Pescara (che ad Empoli ha passeggiato) e che piano piano ha trovato la suq quadratura del cerchio. Un Crotone che verrà ad Empoli per restare davanti agli azzurri e quindi c’è da aspettarsi anche una gara dove i calabresi staranno ben chiusi, con la guardia alta, pronti a colpire di rimessa ma che faranno del non perdere l’obbiettivo primario, provando a chiudere tutti i varchi e magari provando ad innervosire una squadra, sentendosi l’acqua gola, nel non trovare il gol, possa perdere la testa.   Ci aspettiamo il cambio di passo, e ci auguriamo che ancora una volta, come sette giorni fa, il pubblico azzurra faccia la sua parte provando ad aiutare chi è in campo per tutti e novanta i minuti, riteniamo che sarebbe assolutamente controproducente per tutti un atteggiamento diverso che, nella speranza di non vedere per niente, possiamo solo relegare a fine parita.   Signori, non c’è più tempo da perdere, il compitino non basta più, è l’ora di riprendere la strada smarrita, ora, adesso. Dalle nostre parti si dice che le pecore si contano a maggio, beh, speriamo sonoramente di sbagliare, ma domani, se non si beve, si affoga.   Al. Coc.

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