Il pagellone di fine anno

Il pagellone di fine anno

Abbiamo evitato, come giusto che sia di fare le consuete pagelle del dopo gara, relativamente al match con il Pescara, dando un simbolico ma veritiero dieci a tutto l’ambiente Empoli FC per il traguardo raggiunto. Arrivati però a fine stagione, come ogni anno, andiamo a redigere il pagellone final

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Abbiamo evitato, come giusto che sia di fare le consuete pagelle del dopo gara, relativamente al match con il Pescara, dando un simbolico ma veritiero dieci a tutto l’ambiente Empoli FC per il traguardo raggiunto. Arrivati però a fine stagione, come ogni anno, andiamo a redigere il pagellone finale che terrà in considerazione l’andamento globale di tutta la stagione.   BASSI 8: Evidentemente Empoli aveva bisogno di lui e lui di Empoli, nonostante il matrimonio a tutti sembrava più che finito. Una stagione importantissima, ad alti livelli, dove i miracoli hanno superato le pochissime incertezze. Una serie A ritrovata con la maglia, lo diciamo, più inaspettata.   PELAGOTTI SV: Mai impiegato.   emp_pe (518)PACINI SV: Mai impiegato.   LAURINI 8: E’ diventato da un buon aereo charter ad essere il “Concorde” azzurro. Cresciuto ancora rispetto alla già straordinaria stagione passata, soprattutto nella fase di spinta visto che dietro ringhiava da già da grande. Qualche piccola ingenuità durante l’anno c’è stata ma un terzino cosi se lo sognano in molti.   MARTINELLI SV: Mai impiegato   PRATALI 6 : La stagione del “Pampa” è stata purtroppo vissuta più da spettatore non pagante che da protagonista. Nello spogliatoio è stata comunque elemento importante ed il suo ingresso a Pescara, determinante.   ACCARDI 6: Vale quanto scritto sopra, un lavoro più oscuro, interno alle segrete stanze dello spogliatoio, ma fondamentale.   HYSAJ 7: Stagione importante, di confermerme. Pesa però su di lui, ed il pesa deve andare tra virgolette grandi come case, il paragone con la passata stagione dove, da esordiente, ha fatto stropicciare gli occhi. Soprattutto la prima parte di stagione non è stata all’altezza. Resta però un bellissimo finale che ci conferma il fatto che sia un giocatore da A.   RUGANI 9: Da debuttante tra i professionisti gioca una stagione pazzesca. Si contano sulle dita di una mano gli errori di una stagione, dove oltre a dimostrare grandi qualità tecniche dimostra anche di avere carattere nonostante il garbo che sempre lo accompagna. Difficile trovare un aggettivo per identificarlo se non quel soprannome che gli abbiamo affibbiato: “Golden Boy”. Si porta a casa anche il “Leone d’Argento”   TONELLI 8: Ottima stagione per “The Wall” che compie un altro importante passo nella sua crescita professionale. Gioca ogni gara con grande autorità iniziando a far valere anche l’esperienza nonostante i soli 24 anni. Ogni tanto la sua irruenza lo porta anche a sbagliare ma chi non osa non potrà mai trovare la gloria.   MARIO RUI 7: Una bella sorpresa quella del Portoghese. Un Mario Rui che soffre all’inizio il fatto di essere il secondo del più giovane Hysaj ma le occasioni non gli mancano e le sfrutta sempre al meglio. Qualche rosso di troppo, li si dovrà migliorare.   BARBA 6,5 : Difficile trovare spazio in mezzo a due come Tonelli e Rugani. Federico però, seppur giovanissimo ed alla prima vera esperienza nel calcio che conta, si fa trovare pronto. Ovviamente è un giocatore che deve maturare ancora e su di lui è stato fatto un bell’investimento proprio in prospettiva.   CASTIGLIA 6,5: Non lo aiuta il fatto di arrivare nell’ultimissimo giorno di mercato e non lo aiuta il fatto di dover chiudere la stagione anzitempo per un infortunio. Le sue occasioni però non le spreca e se escludiamo la debacle collettiva di Bari rimangono impresse partite discrete giocate con buona qualità e piglio.   MORO 7,5: Stagione sfortunata la sua con quell’infortunio della parte finale del girone di andata dal quale non si è mai ripreso a pieno. Fin quando dentro, trovando anche la presenza numero 300 con la maglia azzurra, gioca su altissimi livelli, a tratti devastante. Il resto purtroppo lo si conosce.   VALDIFIORI 9: Abbiamo sempre detto che il miglior Valdifiori è stato quello della stagione 2010-11, beh questo lo ha superato. Un giocatore fondamentale, imprescindibile, l’uomo più tatticamente più temuto da tutti gli allenatori avversari (guardatevi le conferenze pregara). Dai suoi piedi partono poesie per chi la deve mettere dentro. Se in stagione ha sbagliato 20 passaggi paghiamo una pizza a tutti.   SIGNORELLI 7: Ha giocato per molto tempo contro tutti, ma alla fine ha avuto ragione lui. Cresciuto tantissimo soprattutto sotto il profilo mentale anche se qualcosa ha sbagliato il suo lavoro in campo è stato prezioso ma soprattutto si è fatto trovare pronto nel momento del bisogno andando a coprire al meglio la posizione lasciata vuota da Moro.   CROCE 8: “Il Prestigiatore” trova la serie A passati i trent’anni ma è tutta guadagnata e meritata. Non si offenderà se diciamo che nella parte iniziale della stagione, soprattutto guardando l’anno passato, la bacchetta magica è stata lasciata un po’ troppo nella custodia ma nel finale sale maggiormente in cattedra risultando ancora una volta l’uomo perfetto per lo scacchiere del suo mentore, Sarri.   RONALDO 6,5: Resta impressa nella mente la bellissima gara di Novara, dove a vederla, ci si è chiesti perchè non impiegato un po’ di più. Se però, come si dice, è il sostituto naturale di Valdifiori, la risposta vien da se. Comunque se il buongiorno si vede dal mattino…   ERAMO 6,5: Non era per niente facile arrivare dopo 6 mesi lontano dalle gare e fare benissimo. Alla prima, col Palermo impressiona tutti, poi qualche prova un po’ più opaca ma il giocatore lo si conosce e non ha fatto in passato quello che ha fatto per caso. Sa aspettare il suo momento dando nel finale sempre contributi molto importanti finendo per far partire dai suoi piedi il pallone della liberazione per la promozione.   SHEKILADZE SV: Un paio di veloci apparizioni che non possono dar luogo ad un giudizio.   MCHEDLIDZE 6,5: Beh, con la fortuna ha un conto aperto che prima o poi dovrà essere saldato. Al di la di questo aspetto deve anche fare i conti con i due che giocano la davanti però quando chiamato in causa offre sempre prove generose diventando poi nel finale anche un po’ più ciniche. La prossima stagione dovrà consacrarlo.   PUCCIARELLI 8: Grande annata per “El Nino”. Doveva essere la stagione della definitiva crescita e lui non se l’è fatto dire due volte. Impiegato da prima come trequartista e poi nel finale maggiormente da seconda punta, Manuel offre sempre grandi prestazioni, coronate da gol importanti e belli come quello segnato a Reggio che gli da anche il relativo premio stagionale.   VERDI 8: Questo voto lo potremmo giustificare come una media tra le non poche difficoltà della prima parte di stagione e la superba, maestosa seconda parte di campionato. Dopo il mercato si gennaio, quando la società punta maggiormente su di lui, sembra come rinato e torna ad essere quel fenomeno ammirato nel settore giovanile del Milan. Anche per lui arrivano poi gol importanti.   emp_pe (1296)TAVANO 9.5: Dargli dieci vorrebbe dire definirlo arrivato, ed invece sappiamo che per lui, nonostante i 35 anni, la voglia di nuove sfide è viva. L’Uomo dei Record è semplicemente leggendario. Era già nella storia azzurra ma segnare il centesimo gol (ricordo ormai lontano di mesi) e sacrificarsi come ha fatto lui per questa maglia è un qualcosa di più. Un giocatore unico, un campione, di quelli che a volte ti chiedi se c’è in campo e poi con una magia accende il mondo intorno a se. Impagabile.   MACCARONE 9,5: Stesso discorso per la scelta del volto fatta per Ciccio. Massimo è uomo-squadra, non ha caso, anche per via del nome di battesimo, ribattezzo nel “Gladiatore”. Uno che non si finisce mai, uno che per questi colori ha fatto rinunce importanti, uno che ha questa città e questa maglia tatuata dentro. Le sue partite sono delle lezioni da far vedere ai piccoli calciatori.   MISTER SARRI 10: A lui invece il dieci lo diamo, e potrebbe anche essere per il mister un punto di arrivo (gli auguriamo di fare sempre meglio con l’Empoli e magari anche con altri quando tra mille anni se ne andrà) visto che trova la massima serie dopo 21 anni di lavoro, cavalcando tutte le categorie dalla seconda in su, senza tralasciarne una. E’ stato l’uomo giusto al posto giusto. Una persona vera, di quella che dice quella pensa, di quelle che guarda al calcio con occhir omantici, ignorando (il prossimo anno bisognerà un po’ limarsi) anche tutto il carrozzone che oggi forse, ahinoi, tiene vivo questo mondo. Ha saputo tener botta nei momenti difficili, ha saputo caricare l’ambiente, ha saputo trovare il modulo e le posizioni giuste per tutti. Empoli si è innamorata subito di lui, perchè incarna quello che dovrebbe essere il tecnico di una squadra come la nostra e siamo contenti che la scommessa, perchè due anni fa questa era, sia stata stravinta.

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