Si chiama Tim, ha 33 anni ed il suo cuore, come i nostri, batte forte per gli azzurri colori dell’Empoli. Fin qui tutto normale, anche se il nome qualcosa lascia trapelare, se non fosse che Tim è nato e vive ad Adelaide, la quinta città per abitanti dell’Australia.

 

una vista di AdelaideIl suo è un amore incondizionato che ormai è inossidabile da diversi anni e che grazie ad internet, ed in particolare a PianetaEmpoli.it, riesce a tenere vivo seguendo quotidianamente le gesta dei suoi eroi anche in un momento come questo (ce lo conferma lui) dove di visibilità ce n’è davvero poca.

 

Ci siamo interfacciati con lui lo scorso anno quando ci richiese la possibilità di avere del materiale ufficiale dell’Empoli che noi prontamente, grazie all’Empoli FC, siamo riusciti ad inviargli. E’ nata cosi la curiosità di capire come mai, dall’altra parte del mondo, ci fosse un altro cuore azzurro che battesse:

 

Tim è davvero curioso, con nostra grande felicità, che in Australia si tifi Empoli; già di per sè il tuo paese non è poi cosi attratto dal calcio:

E’ vero, il calcio ha preso un po’ di popolarità da una decina di anni, qui lo sport nazionale è il rugby, abbiamo una nazionale fortissima ed un bel campionato, anche se in pochi lo conoscono. Io però, come la maggior parte degli australiani, ho origini da fuori il continente: i miei nonni sono italiani, della provincia di Chieti, quindi a casa il calcio si è sempre masticato. Mio padre è un tifoso scatenato del Milan e non si perde una partita”.

 

Ma veniamo a te ed al come ti sei avvicinato all’Empoli:

E’ stato un mix di situazioni, coronate dalla venuta in azzurro di un giocatore australiano che a me era sempre piaciuto: Grella. Seguendo da vicino le sue prime gesta nell’Empoli, mi sono avvicinato alla squadra azzurra. Poi mi sono documentato, ho letto la storia, il fatto di essere una piccola squadra che giocava nel massimo campionato di calcio… Una favola. Da lì è successo qualcosa che non saprei spiegare, sarebbe come chiedermi perchè sono sposato con mia moglie invece che con un’altra donna, un crescendo di emozioni. Da allora, e di anni ne sono passati, seguo sempre l’Empoli”.

 

Con che mezzi segui le sorti della nostra squadra?

I tempi sono cambiati, prima con RaiInternational potevo seguire il giorno della partita il susseguirsi delle azioni salienti ed ogni tanto la nostra pay-tv trasmetteva anche qualche partita, il campionato italiano viene seguito in maniera massiccia. Poi è chiaro con l’Empoli in seconda serie è più difficile, ma internet è venuto in soccorso. Intanto si riesce a vedere da alcuni siti free la partita (sì, ma questo non diciamolo, ndr) e poi da quando ho scoperto il vostro sito mi tengo anche aggiornato sull’evolversi delle varie situazioni. Questa estate ho potuto, grazie a voi, avere delle notizie di mercato che non avrei trovato da altre parti”.

 

Cosa dicono i tuoi amici ed i tuoi familiari di questa passione?

Crazy, you are crazy. Però qualcuno me lo sto trascinando dietro, in particolare un nipote che adesso ha dieci anni, figlio di mia sorella, che sentendomi parlare dell’Empoli mi chiede diverse cose con molta curiosità”.

 

Sei mai stato a vedere una partita al Castellani?

“No, purtroppo no. Il viaggio come potete capire non è dei più semplici, ho visto l’Empoli una sola volta dal vivo, nell’anno più bello, quello dove siamo andati in Coppa Uefa. Avevo da tempo organizzato un viaggio in Italia per venire a trovare dei parenti, in Abruzzo. Sono stato in Italia un mese e l’Empoli me lo andai a vedere a Roma, contro la Roma. Perdemmo 1-0 ma fu molto, molto emozionante. Abbiamo in programma di tornare in Italia nel 2011, tra le tante cose da fare c’è quella di venire ad Empoli a vedere una partita, voi datemi una mano per i biglietti”.

 

Aspettiamo a braccia aperte ovviamente Tim e la sua famiglia che porteremo con estremo piacere a conoscere da vicino la squadra azzurra.

 

A.C.

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